Discorsi Divini

Unità nella Diversità

Data: 22 Ottobre 1993
Occasione: Dasara
Luogo: Prasanthi Nilayam

Benché le Upanishad siano denominate Vedanta (la fine dei Veda), esse sono in realtà il Siras (il capo) dei Veda. La Ishavasya Upanishad sottolinea che l’uomo è vincolato dall’azione e che la purezza del cuore è il fondamento dell’azione retta – “Chitthasya Shud-dhyaye Dharmah“. L’azione retta deve essere compiuta per conseguire la purezza del cuore. Quando vi liberate dai cattivi sentimenti, dai pensieri malvagi e azioni malvagie, potete fare esperienza del vostro Sé interiore. Finché si è gonfi di orgoglio per l’istruzione, la ricchezza, lo stato sociale e la posizione, non si può comprendere l’Atma. Dovete distogliere la vostra mente da tutte queste transitorie occupazioni mondane e rivolgerla verso il Sé interiore per realizzare l’Atmabhava, che è eterno e immutabile. Questo è il fondamento di tutti i fenomeni mutevoli del mondo terreno. (A questo punto, Bhagawan materializzò una catena d’oro con un movimento della Sua mano e proseguì spiegando che il fondamento di tutti i gioielli d’oro è l’oro). La catena d’oro può essere fusa e trasformata in oro solido dal quale possono essere creati altri ornamenti recanti differenti nomi e forme. Analogamente, il fondamento di tutte le diverse forme e nomi degli esseri nel mondo è il Divino. La Ishavasya Upanishad pone l’accento sull’unità nella diversità. Essa insegna che la mente e il corpo cambieranno, ma l’Atma è l’entità unificante, immutabile e permanente. L’uomo, nella sua ignoranza considera veri tutti gli oggetti mutevoli e non indaga il fondamento comune che è immutabile.

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