L’uomo e il Divino
Data: 23 Ottobre 1993
Occasione: Dasara
Luogo: Prasanthi Nilayam
L’invocazione vedica afferma “Purnamadah Purnanavidam“, che significa “Quello è intero e questo è intero“. Questo implica che la Divinità e l’umanità non sono differenti. I medesimi elementi costitutivi sono presenti in entrambe. In verità, vi è un’unica Potenza Suprema che si manifesta in una moltitudine di forme.
Se prendete il Gayatri Mantra, esso inizia con “Bhur Bhuvah Suvah“, nel quale Bhur è il Bhuloka (questo mondo in cui viviamo), Bhuvah è l’altro mondo e Suvah è il mondo della Radiazione. Tutti i mondi sono presenti all’interno di ogni essere umano. L’uomo è l’incarnazione delle tre fasi del tempo (passato, presente e futuro) e delle tre potenze di creazione, preservazione e dissoluzione. Egli è pertanto l’incarnazione di Prajna (principio della Coscienza Suprema). I cinque soffi vitali, Prana, Apana, Udana, Samana e Vyana sono gli elementi costitutivi di Nada (il suono primordiale). Bindu rappresenta la stabilità del nostro corpo, della mente e dell’intelletto. Kala rappresenta l’Atma. La Isavasya Upanisad tratta i differenti aspetti di Nada, Bindu e Kala. Essa afferma che questi Tre sono come un triangolo con il Sé come vertice e il corpo e la mente come due punti alla base. Il corpo è grossolano, mentre il Sé è sottile e la mente è una combinazione dei due. Così come Nada, Bindu e Kala sono ovunque, anche la mente è onnipervadente come affermato nella Isavasya Upanisad. La mente è la causa del dolore e del piacere, della felicità e della miseria, della schiavitù e della liberazione. Essa deve essere correttamente diretta verso Prajna (Consapevolezza). Il corpo è materia inerte e non può funzionare senza il principio di Prajna, che è Radiazione. Prana (vibrazione) anima l’intero corpo. Tutti e tre sono elementi costitutivi del Sat-Cit-Ananda. L’uomo sperimenta Ananda nello stato di sonno profondo, Swapna-Avastha, e percepisce le cose mondane nello stato di veglia, Jagrata-Avastha.
Le Upanisad indicano che vi sono tre entità: Kshara, Akshara e Kshraakshrara (Immobile, mobile e mobile-immobile). Il corpo mobile ospita l’Atma immutabile. Colui che comprende questo principio di Akshara non avrà nulla a che fare con il mondo. Il corpo è dato unicamente per conoscere il principio dell’Atma, ma l’uomo lo utilizza per altri scopi e così ne abusa.
Il corpo umano consiste di occhi, orecchi, naso, lingua, etc. Questi non sono che strumenti che aiutano a compiere il viaggio della vita. Vi sono tre elementi in tutte le azioni: il Karta (colui che agisce), il Karma (azione) e il Karana (scopo dell’azione). Le Upanisad dichiarano che se tutti e tre sono in armonia si conseguirà il successo. Tutte le membra e gli organi di senso nell’uomo possono funzionare soltanto quando è presente la forza vitale. Questa è Chaitanya Shakti. Essa proviene dal Sé, che è Prajna, Atma Shakti o Radiazione. Anche gli scienziati sono consapevoli che la materia non può muoversi da sola senza energia. Ma non sono in grado di riconoscere l’Atma Shakti che fu riconosciuta dagli antichi Rishi. Nel momento in cui si diviene consapevoli di questa verità si può essere considerati liberi dalla schiavitù del mondo fenomenico.
Socrate disse ai suoi discepoli che l’Universo è governato dalla Verità, dalla Bontà e dalla Bellezza. Questi sono i medesimi principi di Sathyam, Sivam, Sundaram, i termini utilizzati dai Bharatiya per descrivere la Divinità fin dall’antichità. La Verità che trascende le categorie del tempo è la Vera Realtà. L’uomo è l’incarnazione di questa Verità. Ma oggi le persone hanno dimenticato ciò. Esse gustano soltanto la non-verità. La Verità non è per loro gradevole, mentre la non-verità sembra dolce, sebbene sia velenosa.
“Dite la verità, compite azioni rette” è il motto di Bharat, come dichiarato nei Veda. Ma oggi le persone uccidono la Verità e gettano via il Dharma. Come possono, dunque, avere pace?
La Kenopanisad proclama che il fondamento di ogni azione deve essere la Verità, che è Divina. I Rishi non compilarono le Upanisad come passatempo. Essi offrirono questo prezioso tesoro per il benessere dell’umanità.
Diverse persone che ricoprono posizioni di rilievo vengono qui per ottenere le benedizioni di Swami al fine di conseguire posizioni ancora più elevate o per altri benefici personali. Grandi imprenditori e commercianti vengono qui per ricevere le benedizioni di Swami e poi ritornano. Vengono qui anche insegnanti, avvocati e professionisti di altri settori. I teisti vengono qui, partecipano ai Bhajan, etc, e poi se ne vanno. Tutti costoro vengono da Swami per vedere soddisfatti i propri desideri. Nessuno viene per sapere che cosa desideri Swami. Quanti si adoperano per Amore di Swami? Ognuno viene soltanto con motivazioni egoistiche. Vorrei sottolineare che godere dei benefici e non mostrare gratitudine è gravemente errato. Nei tempi antichi i devoti del Signore sacrificavano la loro vita impegnandosi in questa qualità divina dell’altruismo. È soltanto mediante il sacrificio che potete conseguire l’immortalità. Dovete amare tutti senza distinzione e servire la società.
“Sacrificate e condividete la Divinità con tutti” è il messaggio delle Upanisad. Non dovete preoccuparvi soltanto dei vostri stretti familiari, poiché tali relazioni sono soltanto temporanee. Dovreste sviluppare Vishva Prema (Amore Universale).
Potreste domandarvi perché Io stia dicendo questo ripetutamente. Benché Io vi abbia detto tutto ciò per diversi anni, nessuno sembra cambiare in meglio. Pertanto devo sottolineare la necessità che vi liberiate dall’eccessivo attaccamento ai vostri parenti. Amate i vostri figli ma non attaccatevi ad essi in modo eccessivo. Dovete fare uso del vostro corpo per compiere il vostro dovere, ma non attaccatevi troppo ad esso.
Ogni persona deve svolgere il proprio ruolo nella vita. Come ciò debba essere fatto è illustrato da una storia. Un giorno un attore si recò alla corte di Bhoja Raja per esibire i propri talenti e ottenere una ricompensa. Anzitutto si presentò nel ruolo di un rinunciante, indossando vesti color zafferano. Quando il re gli offrì dell’oro, egli rifiutò di accettarlo. Alla domanda se quanto gli era stato dato non fosse sufficiente, l’attore rispose che sarebbe tornato il giorno seguente.
Il giorno seguente si presentò nelle vesti di una danzatrice e offrì un’eccellente esibizione che piacque a tutti. Quando il re gli offrì alcune monete d’oro su un vassoio, l’attore disse che quanto gli veniva offerto non era sufficiente. Quando il re gli chiese perché il giorno precedente avesse rifiutato di accettare qualsiasi cosa, mentre questo giorno chiedeva di più, l’attore rispose che doveva comportarsi in modo consono al ruolo che aveva assunto. Il giorno precedente si era presentato come rinunciante e aveva dovuto rifiutare l’oro che gli era stato offerto. Ma in questo giorno si trovava nel ruolo di una danzatrice e pertanto poteva richiedere più denaro. La morale della storia è: gli studenti dovrebbero comportarsi come studenti e i devoti come devoti soltanto. Ogni persona, in qualunque campo, deve sostenere determinati valori appropriati al ruolo che ha assunto. Quando Io dico che i devoti dovrebbero compiere servizio disinteressato all’umanità come modo di servire Dio, ciò è soltanto nel vostro interesse e per la vostra elevazione spirituale. Discriminate tra ciò che è permanente e ciò che è temporaneo, e perseguite il sentiero che conduce alla beatitudine permanente. Non bramate piaceri futili e transitori. Dicendo la verità, compite il vostro dovere. Questo è il messaggio di tutte le Upanisad.
Estratti dal Discorso del 23-10-1993, tenuto nel Purnachandra Auditorium.