Discorsi Divini

Cantate il dolce Nome

Data: 18 Maggio 1968
Occasione: World Conference Sri Sathya Sai Seva Organizations

Il marinaio usa la bussola per orientarsi correttamente in mezzo alla buia tempesta e le onde furiose. Quando l’uomo è sopraffatto dalle nubi oscure della disperazione e dalla tumultuosa confusione dei desideri incontenibili, anche egli possiede una bussola che gli indica la direzione da prendere. Quella bussola è una società dedita alla diffusione della disciplina spirituale. Finché l’uomo è attratto dalla Natura esteriore, non può sfuggire ai colpi della gioia e del dolore, del guadagno e della perdita, della felicità e della miseria. Ma, se è attratto dalla Gloria di Dio che è in lui, così come nella Natura, può elevarsi al di sopra di queste dualità e dimorare nella Pace perfetta. Il corpo è il carro nel quale Dio è installato per il festival dell’adorazione. Le sue quattro ruote sono dharma (rettitudine), artha (ricchezza), kama (desiderio) e moksha (liberazione) – i quattro scopi dell’uomo, con dharma che modera artha e moksha che controlla kama. Il carro può muoversi solo quando vi viene versato il carburante, vijnana (conoscenza superiore); i pneumatici devono essere gonfiati con la fede. La meta è la liberazione, l’immortalità, la fusione con il Divino, l’immersione nella Gloria interiore ed esteriore. Conoscere questo è il vero scopo dell’uomo; colui che non ne è consapevole è ignorante. Per quanto profonda possa essere la sua erudizione, non conosce la risposta all’unica domanda che vale la pena porre: “Chi sono io?” Può viaggiare fino alla Luna, ma non è riuscito a esplorare la propria luna interiore, la mente. Quando conosce la mente, la sua composizione e il suo comportamento, può conoscere anche l’intero universo, poiché l’universo non è che una creazione della mente.

Gli uomini di scienza devono essere umili, perché le loro scoperte non sono così importanti come quelle dei saggi sulla realtà interiore. Siate riconoscenti allo scienziato per le invenzioni, per la manipolazione delle forze e degli oggetti materiali. Tuttavia, non concedetegli più venerazione di quanta ne meriti. La scienza può conferire comodità e benessere, alleviare le malattie, analizzare gli oggetti. Non può donare calma, equanimità, pace e beatitudine. Può migliorare il carro, renderlo più solido e più veloce; ma non può migliorare né ispirare il cavallo. In questi tre giorni vi siete dedicati a varie discussioni su temi spirituali e da esse sono emerse alcune conclusioni che ora riassumerò per il vostro beneficio.

Misure per l’eliminazione dell’egoismo. La principale tra queste è il bhajan. Organizzate bhajan (canto devozionale di gruppo) il più spesso possibile, nel vostro villaggio o nella vostra zona. Organizzateli in luoghi dove tutti possano venire e partecipare; non nelle case di alcuni, poiché nelle case non tutti potrebbero essere i benvenuti. Organizzateli nel modo più semplice possibile, senza sfarzo o esibizioni competitive; riducete le spese al minimo, poiché Dio si cura dell’anelito interiore e non degli ornamenti esteriori. Anche questa piccola spesa inevitabile deve essere condivisa spontaneamente e silenziosamente da pochi membri del Comitato, e non raccolta tramite piatti, contenitori, sottoscrizioni o liste di donazioni. I partecipanti devono essere uniti dall’amore, dall’affetto e dalla lealtà verso un unico Nome e Forma. I bhajan sono più adatti il giovedì sera e la domenica sera – ma non è una regola rigida, poiché non è il giorno della settimana che conta. È il cuore che deve essere pronto e desideroso di assorbire la gioia e condividerla. In verità, il bhajan è un esercizio costante; deve essere essenziale come il respiro.

I bhajan di gruppo devono essere organizzati secondo la comodità del luogo e delle persone. Alcuni affermano che si dovrebbero cantare solo i bhajan di Prasanthi Nilayam; ma Dio è onnipresente, Egli dimora in ogni cuore; tutti i Nomi sono Suoi. Potete dunque invocarLo con qualsiasi Nome che vi dia gioia. I membri delle Organizzazioni Sathya Sai non devono criticare gli altri Nomi e Forme di Dio; non devono diventare fanatici, ciechi alla Gloria degli altri Nomi e Forme. Devono unirsi ai gruppi che onorano queste altre manifestazioni e dimostrare che tutti i Nomi e tutte le Forme sono Miei. Devono contribuire alla gioia e alla felicità di tutti senza abbandonare la propria fede.

Sorge poi la questione della meditazione. Oltre alla dhyana che praticate individualmente, è bene sedersi per dieci o quindici minuti nel luogo dove avete cantato i bhajan e, dopo l’Omkara, raccogliere i pensieri e meditare sul Dio che avete adorato. Oppure, potete meditare sulla fiamma della lampada davanti a voi e lasciarla illuminare la vostra coscienza interiore e diffondersi in tutta la creazione. Dhyana santifica tutte le attività e controlla la mente. Potete visualizzare il Dio adorato nel bhajan nello splendore di quella luce traboccante.

Questo dhyana di gruppo dopo il bhajan preparerà il terreno per la dhyana individuale nelle vostre case; il gusto crescerà, la durata si allungherà, la pace che vi riempie diventerà più profonda. Insisto sul dhyana come elemento indispensabile della sadhana (disciplina spirituale) per ogni membro di questa Organizzazione.

Riguardo ai gruppi di studio, non approvo la lettura indiscriminata dei libri, per quanto preziosi possano essere. Troppa lettura confonde la mente; alimenta la discussione e l’orgoglio intellettuale. Quello su cui insisto è mettere in pratica quanto si legge – almeno una o due cose. Inoltre, dovete sempre ricordare che il libro è solo un indicatore, una guida, un segnale. La lettura non è il completamento del viaggio. È solo il primo passo. Leggete per praticare, non per il semplice gusto di leggere. Troppi libri nella stanza indicano una persona affetta da malattia intellettuale, così come tante confezioni, capsule e bottiglie nell’armadio indicano una malattia fisica. La lettura di libri o di brani è meglio farla in altri momenti, e non come continuazione del bhajan, o come preparazione ad esso. Poi vi è il programma del Nagarasankeerthan (cori itineranti). Non è nulla di nuovo, poiché Jayadhev, Gouranga, Thukaram e Kabir usarono questo tipo di Namasmarana (ricordo del Nome di Dio) come mezzo di miglioramento personale e di risveglio spirituale collettivo. Riunitevi nelle prime ore prima dell’alba, diciamo verso le 4:30 o le 5, e procedete lentamente lungo le strade cantando bhajan che glorificano Dio. Portate il Nome di Dio a ogni porta; svegliate i dormienti con esso, purificate l’atmosfera delle strade, resa impura da grida di odio o di avidità, da divisioni e conflitti. Fate sì che il giorno sorga per voi e per gli altri con il pensiero dell’Onnipotente, del Compassionevole, dell’Onnipresente, Onnisciente Dio. Quale servizio più grande potete rendere a voi stessi e agli altri? Questo vi darà salute e felicità. Il vostro egoismo sarà distrutto quando canterete nelle strade sotto lo sguardo dei vostri vicini. Dimenticherete, nell’entusiasmo, ogni orgoglio e amor proprio. Così, questo Nagarasankeerthan è una grande sadhana, un grande servizio sociale.

Un altro punto è stato sollevato ieri – uno piccolo – riguardo al prasadam (cibo offerto al Signore dopo il bhajan e distribuito come cibo consacrato). Bene. L’offerta di cibo deve essere evitata; il Nome stesso è la migliore offerta consacrata da condividere. Potete distribuire vibhuuthi (cenere sacra) come prasadam; è sufficiente. È il prasadam più prezioso ed efficace.

Ora è vostro dovere portare avanti le attività della vostra unità delle Organizzazioni Sathya Sai nel modo più efficace, diventando voi stessi modelli eccellenti di comportamento e atteggiamento. Questi tre giorni trascorsi qui, insieme a pellegrini provenienti da altre parti del Paese e da molte nazioni del mondo, devono avervi dato sia informazioni, sia ispirazione. La Sathya Sai Seva Samithi di Bombay, così come la Prasanthi Vidhwanmahasabha (Ramo del Maharashtra), hanno organizzato splendidamente il vostro soggiorno e la conferenza. Hanno pianificato e realizzato i programmi su larga scala, per evidenziare lo scopo spirituale della Conferenza e offrirvi l’opportunità del Mio dharshana, sparshana e sambhashana (vedere, toccare e conversare). Dovete essere loro grati per questo. Hanno dato un esempio che servirà alle altre Samithi in altre città.

Vi benedico affinché, con i vostri sforzi nei vostri luoghi, possiate promuovere il progresso spirituale vostro e dell’umanità intera.

Alcune persone hanno mente e sensi come batuffoli di cotone, basta una scintilla di jnana per infiammarli e raggiungere la vittoria!
Altri li hanno simili a fasci di legna secca; impiegano più tempo, ma la vittoria è certa.
La maggior parte ha mente e sensi simili a legna verde; persino il fuoco ardente della jnana può essere spento dall’umidità che contengono.
Rendete mente e sensi come cotone puro e finemente cardato.

Sri Sathya Sai Baba

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