Eliminate l’ego
Data: 13 Agosto 1964
Occasione: Inaugurazione del Prashanthi Vidwan Maha Sabha da parte del Presidente Sri M. Bhaktavatsalam
Luogo: Chennai
È davvero una buona sorte che abbiate potuto ascoltare, in mezzo alle molte preoccupazioni mondane che vi assorbono, i preziosi insegnamenti delle antiche scritture di questa terra da parte di questi grandi Pandit. Questo è ciò che realmente conferisce una felicità duratura. Nella terra che un tempo coltivava questi grandi ideali, erbacce e cespugli spinosi hanno invaso i campi e, con il declino dell’entusiasmo spirituale, inimicizie, fazioni, ingiustizie e falsità sono cresciute in modo selvaggio. La religione e la cultura indiane hanno custodito molte usanze popolari e tradizioni che racchiudono gli insegnamenti trasmessi da yogi e rishi per il bene della comunità. Esse sono chiamate samskara (atti purificatori), atti che sublimano le emozioni e gli impulsi più bassi; negli Shastra ne sono menzionati 48, ma tra questi, 16 sono essenziali per l’individuo che aspira ad un destino superiore.
Questi, da molte decadi, sono stati trascurati dalla società a causa di una folle infatuazione per i modi della razza dominante, giunta dall’occidente. La loro lingua ha lentamente modificato le abitudini di vita e persino di pensiero; il loro abbigliamento, adottato da molti, ha mutato visioni e stili di vita; i loro giochi e svaghi hanno trasformato i modi in cui gli Indiani trascorrono il tempo libero; la loro cultura è filtrata in ogni ambito dell’attività umana, e la cultura indiana si trova, anche dopo la riconquista dell’Indipendenza Nazionale, di fronte ad un grande pericolo per la sua continuità.
Naturalmente, non vi è motivo di sentirsi eccessivamente scoraggiati. È sufficiente riconoscere l’ignoranza per farla svanire. È sufficiente conoscere sé stessi per contattare le sorgenti della Beatitudine e dell’Immortalità, e del legame con tutti gli esseri. In sanscrito, l’individuo è chiamato vyakthi, perché deve rendere esplicita (vyaktha) la sua divinità innata. Questa è la vostra realtà; scopritela, dimorate in essa, desiderate rivelarla. Abbandonate ogni desiderio meschino per qualche acro di terra, o un conto in banca più cospicuo, oppure qualche villa, automobile o radio in più; desiderate piuttosto la gioia che non svanisce mai, che non disgusta mai, profonda, stabile e fonte di forza, la gioia della Realizzazione Divina. Scoprite la vostra santità, la vostra divinità, la vostra verità. Potreste avere dei dubbi su cosa sia il dharma (rettitudine), cosa sia sathya (verità), cosa sia Prema (Amore Divino), etc.; lo ammetto; ma, non potete avere dubbi su voi stessi, non è così? Dunque, scoprite chi siete e siate fissi in quella Verità. Questo è sufficiente per salvarvi, per donarvi gioia eterna. Questo è ciò che insegnano i Veda e le Upanishad, quello che i saggi e i santi hanno sperimentato, quello che questi Pandit (studiosi) vi rammentano nei loro discorsi.
Ricordate Dio in cui vi muovete, il Dio che vi fa muovere, il Dio che è tutto questo vasto universo, ogni atomo, ogni enorme stella. Selezionate un Nome e una Forma per questo Dio onnipervadente e immanente, e teneteli sulla lingua e davanti all’occhio della mente. Questo è ciò che viene chiamato japasahitha dhyanam (meditazione congiunta alla recitazione del Nome).
Ora siete più interessati ad ascoltare i brani musicali dei film nelle radioline portatili che portate appese al collo. Un contadino venne recentemente a Madras, e suo genero, un uomo istruito, andò alla stazione ferroviaria per incontrarlo e portarlo a casa. Mentre si dirigevano a casa in taxi, il suocero fece al genero una domanda piuttosto strana: “Quanto fanno pagare qui i barbieri per una rasatura?” Il genero rimase stupito da questa curiosità; gli chiese perché fosse così interessato a conoscere proprio questo fatto, più di ogni altro. Il contadino rispose: “Ho visto poco fa alcuni barbieri che camminavano lungo la strada; indossavano tutti abiti eleganti e portavano la loro attrezzatura non in scatole di latta come fanno i barbieri del nostro villaggio, ma in scatole di cuoio lucide e raffinate“. Il vecchio aveva visto persone che portavano quelle radioline. Si perde qualcosa di molto prezioso se non si ascolta la radio, anche mentre ci si muove o ci si riposa in un parco o in spiaggia! Si ha paura di restare soli; si evita il silenzio come qualcosa di detestabile! Ma, potete scoprire la vostra verità solo quando siete soli con voi stessi e tutto intorno a voi è silenzio. Il giudice Sadhashivam ha appena detto di aver visto grandi raduni di ascoltatori entusiasti in riunioni religiose come questa, e quindi è giunto alla conclusione che l’ateismo non sta guadagnando terreno in questo Paese. I raduni sono certamente numerosi, ma non sono molto incoraggianti, se si considera quale piccola percentuale presta realmente attenzione e, tra coloro che partecipano, quale piccola percentuale custodisce nel cuore l’insegnamento e si sforza di regolare la propria vita di conseguenza. In realtà, non esistono affatto atei, ma soltanto ignoranti. Essi non sanno che Dio è il loro nucleo più intimo. Negano Dio perché non sanno che il loro stesso respiro è Dio. È come se un pesce negasse l’esistenza dell’acqua. Occorre provare pietà per loro, per la loro colossale ignoranza, non arrabbiarsi per quello che dicono e che non vi piace. Dio dimora in voi come ananda (beatitudine divina); per questo cercate automaticamente l’ananda, sempre, in ogni oggetto che vi circonda. Per diventare colmi di ananda come Radha (la consorte spirituale del Signore Krsna) o come Ramakrishna Paramahamsa o come Vivekananda, dovete sacrificare il vostro ego e saturarvi della consapevolezza che il Signore è il vostro stesso essere.
Avrete sicuramente ascoltato molti racconti sul garvabhangam – la soppressione della presunzione o dell’egoismo da parte del Signore. Un giorno, Anjaneya apparve in un giardino alla periferia di Dhwaraka (dimora del Signore Krsna). Krsna, che venne a sapere degli scherzi di quello strano scimmione, ordinò a Garuda di intervenire e di scacciarlo dai confini della città. Garuda fallì, nonostante avesse portato con sé l’intero esercito per lo scontro. Il suo orgoglio fu umiliato. Krsna mandò un messaggio tramite lui alla scimmia, che aveva dichiarato di essere Anjaneya, affinché si degnasse di venire alla corte di Krsna. Ma Anjaneya riconosceva solo Rama e obbediva solo agli ordini di Rama. Così Krsna dovette inviare un altro messaggio, dicendo che Rama lo stava convocando nella Sua sala delle udienze! La devozione costringe il Signore a cedere ai capricci dei Suoi servitori. Anjaneya si precipitò per vedere Rama e Krsna gli concesse il darshan di Rama stesso. Sathyabhama si era offerta di trasformarsi in Sita e, quando si mise al fianco di Rama, Anjaneya non riuscì a riconoscere in quella figura la sua Sita. Rimase confuso da quell’apparizione. Chiese a Krsna: “Oh Signore Rama! Dov’è la mia Sita? Chi è questa sostituta?” Così, il Signore distrusse la vanità di Sathyabhama. Poi chiese a Rukmini (la consorte di Krsna) di farsi avanti, e Anjaneya vide immediatamente in lei la Sita che adorava.
Finché in voi resta una traccia di ego non potrete vedere chiaramente il Signore. Questo è il thera (velo), che il Santo Thyagaraja pregò il Signore Venkateshwara di rimuovere dalla sua mente. L’egoismo verrà distrutto se costantemente ripetete a voi stessi: “È Lui, non io“. “Egli è la forza, io non sono che lo strumento“. Tenete sempre il Suo Nome sulla lingua; contemplate la Sua Gloria ogni volta che vedete o udite qualcosa di bello o grandioso; vedete in ciascuno il Signore stesso che si muove in quella forma. Non parlate male degli altri, vedete solo il bene in loro. Accogliete ogni occasione per aiutare gli altri, per consolare il prossimo, per incoraggiare gli altri lungo il sentiero spirituale. Siate umili, non diventate orgogliosi della vostra ricchezza, posizione, autorità, erudizione o casta. Dedicate tutti i vostri possedimenti fisici, le vostre capacità mentali e le vostre conquiste intellettuali al servizio del Signore e delle Sue molteplici manifestazioni.
Prasanthi Vidwanmahasabha (Madras), Inaugurazione da parte di Sri M. Bhakthavatsalam
La madre è Amore. Adorate la madre come Dio. Il padre è Verità. Adorate il padre come Dio.
Sri Sathya Sai Baba