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I nomi non contano

Data: 14 Gennaio 1964
Occasione: Sankranthi
Luogo: Prasanthi Nilayam

Oggi è un giorno santo perché le persone lo onorano come tale. Ogni giorno è santo per coloro che lo utilizzano per scopi santi; tuttavia vi sono alcuni giorni considerati particolarmente significativi, e MakaraSankranthi è uno di questi. Sankranthi è così chiamato perché questo giorno vi conduce dall’oscurità verso una luce crescente; da oggi si apre il sentiero della luce. In questo giorno il Sole entra nell’Uttharayanam (viaggio verso il Nord); egli si muove dalla Makararekha alla Madhyarekha. Bhishma attese questo giorno, trascorrendone 56 sul letto di frecce nel dolore, perché riteneva che la morte, quando il Sole inizia il viaggio verso il Nord, sia di buon auspicio. Egli desiderava offrire la propria vita ai Piedi del Signore in un momento propizio. L’uomo deve procedere sempre verso il bhalam (forza); non dovrebbe indulgere nella menzogna, nella malvagità, nella tortuosità – tutte cose che indicano un tratto fondamentale e fatale di codardia, di debolezza (balaheenam). La debolezza nasce dall’accettare come vera un’immagine inferiore di voi stessi rispetto a quanto i fatti giustificano. Credete di essere la pula, ma in realtà siete il chicco. Questo è l’errore principale. Tutta la pratica spirituale deve essere orientata alla rimozione della pula e alla rivelazione del chicco. Finché dite: “Io sono“, vi sarà inevitabilmente paura; ma quando dite e sentite: “Aham Brahmasmi” (Io sono Brahman), ottenete una forza invincibile. Il corpo è il campo (kshethra) del Signore che conosce tutti i kshethra. Un volta, di notte, quando Vivekanandha si trovava nella sua stanza, insonne perché agitato da pensieri contrastanti, Ramakrishna, che era “addormentato“, parlava come in sogno, ma le sue parole furono chiaramente udite da Vivekanandha. Egli disse: “Oh Manas! (Oh Mente!) Oh Manasa rajahamsa (Cigno regale della mente)! Oh Nithya-anandha rasaika nilaya (Dimora della sola eterna Beatitudine)! Tu sei di natura divina – Daivaswarupa. Dimora nel puro lago della meditazione del Divino; perché invece brami lo stagno impuro del piacere sensuale!” Questo fu il consiglio del Guru a Naren. Naren immediatamente decise di farne tesoro.

L’influenza del Divino è tale che, mentre Lo contemplate, ogni traccia di invidia e di avidità scompare dalla mente. Il fanciullo Krsna era entrato nella casa di una Gopi e si trovava sotto la pentola della cagliata quando ella Lo scoprì. Krsna corse fuori nella strada e la Gopi Lo inseguì, desiderosa di raggiungerLo al più presto, perché era addolorata al pensiero che il fanciullo corresse sotto il Sole cocente. Non si preoccupava della perdita della cagliata, del latte o del burro, ma il solo pensiero dei teneri piedi di Krsna che camminavano sulle pietre ardenti al Sole era per lei insopportabile. L’Amore divino che Krsna effondeva faceva dimenticare a tutti ogni altra cosa. Egli dava anche risposte così disarmanti alle domande della madre e delle Gopi (pastorelle) che nessuno poteva nutrire verso di Lui altro che Amore divino. Questa è la caratteristica delle Incarnazioni Divine, in ogni tempo.

Ella stava portando il latte al tempio per offrirlo a Dio; forse Dio stesso le ha preso il recipiente“, diceva Egli, annunciando indirettamente la propria Realtà. “Dormivo accanto a te, Madre. Come avrei potuto allora andare nelle loro case a rubare il loro burro?” supplicava – suggerendo che Egli poteva trovarsi in più di un luogo nello stesso momento. Quando veniva colto nell’atto di cercare il burro, diceva di aver messo la mano nella pentola soltanto per verificare se un vitellino fuggito si trovasse al suo interno. Con tali graziose repliche, Egli conquistò un posto in ogni cuore e le Gopi gareggiavano tra loro nel vezzeggiarLo e nel servirLo.

Krsna era il medesimo Premaswarupa (Amore Divino personificato) anche per il nonno Bhishma. Le semplici e illetterate Gopi, e il venerabile e anziano guerriero Bhishma, persone di ogni tipo, grado e professione, trovarono in Lui la loro principale fonte di Saggezza, Grazia e Ispirazione. Questo è il segno dell’Incarnazione. Quando Bhishma attese l’inizio del moto del Sole verso Nord, egli trasmise all’uomo un prezioso messaggio: il Sole è la divinità che presiede l’intelletto (buddhi) e quando, nello hridhayakasha (spazio del cuore), il Sole compie una svolta verso Nord, cioè l’Uttara-ayanam o l’Uttama-ayana (il Sentiero Superiore), il sentiero che conduce a Dio invece di quello discendente verso il mondo oggettivo, quel periodo è il più adatto anche per il viaggio dell’anima. Pertanto, ciò che dovreste fare anche oggi è decidervi a percorrere il sentiero degli Dei (Deva-ayanam). Abbiate la risoluzione di iniziare il ricordo del Nome del Signore Supremo, il Culto Rituale e il Servizio Divino (Namasmarana del Paramatma, archana e aradhana). Il giorno in cui iniziate queste pratiche e così inaugurate il Sentiero Superiore per il vostro intelletto, quel giorno è Uttarayanam per voi. Non attendete che sia l’almanacco a indicarvi la data.

La primissima lezione che impartii quando dichiarai la Mia Identità a Uravakonda fu: “Manasa bhajare Gurucharanam, Dusthara bhava sagara taranam“. Ciò significa: anzitutto riconoscete di trovarvi in questo ciclo di nascita e morte, l’oceano della vita mondana (bhavasagaram); poi decidetevi ad attraversarlo (taranam); quindi fissatevi su un Guru o sul Nome e la Forma di Dio che vi ispirano; infine dimorate nella Sua Gloria, cantate i bhajan, ma fatelo con tutta la mente. Colui che è illuso da questa realtà relativa è l’uomo mondano (samsari); colui che è consapevole che essa è soltanto relativamente reale è il praticante spirituale (sadhaka). L’egoismo è l’illusione più pericolosa che deve essere fatta esplodere e distrutta. Bhishma ne era affetto; ma quando non riuscì a sollevare e a spostare la coda di una vecchia scimmia decrepita, che in realtà era Anjaneya stesso, quella bolla si dissolse. Anche Arjuna ne era affetto; un giorno, dopo la battaglia, quando Krsna riportò il carro all’accampamento, egli volle che, come tutti gli aurighi, Krsna scendesse per primo; il padrone deve scendere dopo, una volta che l’auriga gli abbia aperto la via, non è forse così? Krsna rifiutò e insistette affinché Arjuna scendesse prima di Lui. Alla fine Krsna prevalse. Arjuna scese e poi, non appena Krsna lasciò il Suo posto e toccò il suolo, il carro si incendiò! Se solo Krsna fosse sceso per primo! Il fatto era che le varie frecce infuocate, che avevano il potere di incendiare il carro, avevano colpito il bersaglio; ma a causa della Presenza di Krsna, il loro potere igneo non poté manifestarsi. Comprendendo ciò, Arjuna fu umiliato; il suo egoismo subì un duro colpo. Egli comprese che ogni azione di Krsna era colma di significato.

Krsna fu l’Avatar (Incarnazione di Vishnu) venuto per distruggere il male; ma ora il male non è identificabile soltanto in determinate persone; è diffuso ovunque. Lo scorpione ha il veleno soltanto nella coda; il cobra soltanto nelle zanne; ma l’uomo ha veleno dappertutto! Lo ha negli occhi, nella lingua, nella mente, nell’intelligenza, nel portamento, nel cervello – ovunque. Potete chiedere: “Quando sarà neutralizzato e distrutto questo veleno?” Esso scomparirà, non dubitatene. È proprio per questo scopo che sono venuto. PortateMi il vostro “fiore del cuore” (hridhayapushpam), liberato da tutti i parassiti che lo infestano, i Sei Nemici dell’uomo – desiderio, ira, ecc.

Nessuno è disposto a compiere lo sforzo necessario per la vittoria spirituale. Se pretendete che vi venga assegnato immediatamente il lavoro di Esattore, come potrebbe essere possibile? Vi sono determinate qualifiche – età, istruzione, efficienza, talento, esperienza. Il fiore deve diventare frutto, il frutto deve maturare e la maturazione deve esprimersi in dolcezza. Tutto richiede tempo. Perfino un ateo deve ammettere un potere superiore o misterioso che guida cose ed eventi. L’argomento secondo cui, non avendolo visto, non lo si accetta come vero non è affatto intelligente. L’occhio, nel migliore dei casi, è uno strumento limitato. Inoltre, non è necessario che vediate personalmente una cosa; altri che l’hanno vista, se sono imparziali e saggi, possono essere creduti. Un vecchio fu avvertito, quando si proponeva di attraversare una strada stretta, che vi era un cobra ai margini della strada; ma egli disse che non lo aveva visto e quindi non era disposto a credervi. Fu costretto a credervi quando il cobra lo morse, ma allora era troppo tardi per trarre beneficio da quella conoscenza. Nagayya ha detto poco fa che recentemente, in uno dei suoi discorsi, Nehru ha dovuto riconoscere che vi è un Destino che modella gli eventi, indipendentemente dagli sforzi individuali. Ebbene, tutti devono giungere a questa conclusione, prima o poi, perché vi è un limite alla capacità dell’uomo di controllare gli eventi. Oltre quel limite, una mano invisibile prende il controllo della ruota degli eventi. Potete chiamarla Destino, un altro può chiamarla Provvidenza e un terzo, Dio. I nomi non contano. Quello che conta è l’umiltà, lo stupore, il senso di reverenza.

Vi sono poi alcuni che affermano che è sufficiente avere una qualità nella mente, considerarla preziosa; non è così necessario metterla in pratica. È come dire che è sufficiente che il cibo sia nel piatto, non occorre mangiarlo e assimilarlo! Due fratelli erano famosi per la loro avarizia; il maggiore era il peggiore dei due. Un giorno dovette recarsi in un altro villaggio, a una certa distanza. Si alzò presto e uscì di casa. A metà strada, circa cinque miglia più avanti, sorse in lui il dubbio se il fratello minore avesse spento la lampada a olio in casa non appena egli era partito. Così tornò indietro in fretta e chiese al fratello. Questi rispose: “Dubiti della mia intelligenza? L’ho spenta non appena ti sei allontanato; ma dimmi, perché sei tornato a piedi? Pensa a quanto si saranno consumati i tuoi sandali per queste cinque miglia in più!” Il fratello maggiore replicò: “Che cosa? Dubiti della mia intelligenza? Ho messo i sandali sotto il braccio; sono tornato scalzo“. Ma sapete quale fu il risultato della loro avarizia? Il fratello minore fu punto da uno scorpione nel buio; il maggiore fu morso a un piede nudo da un cobra sulla strada. Questo Nagayya, quando interpretò il ruolo di Thyagayya nel film, non dimenticò mai di essere Nagayya. Se lo avesse dimenticato, il film sarebbe fallito. Così anche voi, non dimenticate mai di essere la Coscienza Infinita (Atman); con quella consapevolezza potete interpretare qualsiasi ruolo sul palcoscenico del mondo. Questo fatto si stabilizzerà in voi se leggerete la Gita alla luce delle azioni di Krsna nel Bhagavatha e nel Mahabharatha. Riempite la vostra mente dei Divini Lila del Signore e della Sua Gloria. Una volta, Egli e i Suoi compagni entrarono di nascosto in una casa e presero il recipiente della cagliata. Quando la padrona di casa entrò, chiese: “Perché sei venuto qui?” “Mia madre aveva un bastone in mano; così sono corso qui per paura“, rispose Krsna. “Chi sono questi ragazzi?” chiese ella. “Li ho portati come testimoni di ciò che dico“, replicò Krsna. “Perché hai messo quel recipiente tra le gambe?” chiese con finta ira. “Perché questi qui non prendano il burro“, fu la risposta. “Perché vai di casa in casa e mangi il burro delle loro dispense?“, Gli domandò Yasodha. “Mi piacciono soltanto le cose che scelgo Io; non Mi piace essere imboccato“, rispose il Fanciullo Krsna. Krsna non poteva essere confinato in una sola casa o in una sola abitudine. Egli è l’Onnipervadente (Sarvavyapi); Egli ama i devoti (Bhaktha Vathsala). Fate del vostro cuore il Sede del Signore; allora esso avrà valore. Il suolo che contiene vene di mica è prezioso; ma quello che contiene vene d’oro è ancora più prezioso. Il valore del suolo viene calutato in base al metallo prezioso che custodisce. Così anche i cuori sono valutati in base a ciò che contengono. Custodite Dio nel vostro cuore; allora essi diverranno i vostri beni più preziosi.

Se Dio è installato nel cuore, vedrete soltanto Dio ovunque, anche nel mondo oggettivo. Poiché Sarvam Brahmamayam (tutto è Brahman) è una verità. Prendete oggi la risoluzione di dedicarvi soltanto ad azioni virtuose, a buoni pensieri, alla buona compagnia. Lasciate che la vostra mente dimori su pensieri elevati. Non sprecate neppure un momento del vostro tempo di veglia in chiacchiere inutili, in vanterie o in divertimenti degradanti. La morte vi segue per falciarvi e portarvi via. Considerate Kennedy: come la morte era in agguato, in attesa dell’occasione! Non aveva forse uomini a proteggerlo, soldati, uomini della sicurezza, guardie del corpo? Eppure fu tutto vano. Perciò, finché la vita persiste, compite il bene, parlate con dolcezza e teneramente, non ferite né insultate mai alcuno, servite coloro che sono nel bisogno e mantenete l’immagine di Dio sempre davanti all’occhio della mente.

Lo Stato laico esita a insegnare ai bambini e agli studenti nelle scuole i principi della Religione Eterna (Sanathana Dharma), sebbene tali principi abbiano applicazione universale e non siano in contrasto con alcuna religione particolare. Si dice che il Comitato Sri Prakasha possa raccomandare un corso di istruzione morale. Ma se non si enfatizzasse la base superconscia dell’individuo, gran parte della forza rinvigorente del Sanathana Dharma andrebbe perduta. È necessario anche offrire ai giovani un corso regolare di meditazione, affinché possano realizzare le profondità della propria personalità e le sue infinite possibilità di garantire pace e felicità (shanthi e soukhyam).

La libertà è indipendenza dagli elementi esterni. La libertà perfetta non è concessa ad alcun uomo sulla terra. Minore è il numero dei desideri, maggiore è la libertà. Pertanto, la libertà perfetta è assoluta assenza di desiderio.

Sri Sathya Sai Baba

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