Discorsi Divini

Il distacco conduce alla divinità

Data: 27 Aprile 1996
Luogo: Kodaikanal

Incarnazioni del Divino Amore!

Tutte le forme rappresentano la verità. Pertanto, tutte le forme in questo universo sono divine. Gli esseri umani provengono da Sat-chit-ananda (Essere, Consapevolezza, Beatitudine). Quando l’uomo realizza di essere Sat-chit-ananda, egli consegue la pace e la beatitudine. Il corpo umano può subire cambiamenti, ma l’Atma è verità immutabile. L’intero universo, compresi gli esseri umani, rappresenta Satyam Shivam Sundaram (Verità, Bontà, Bellezza).

Platone, il primo discepolo di Socrate, propagò il principio di Verità, Bontà e Bellezza. Aristotele fu il primo discepolo di Platone. Essendo il precettore di Alessandro, Aristotele desiderava orientare la sua mente verso il sentiero spirituale per impedirgli di condurre una vita mondana. Quando Alessandro decise di invadere Bharat, Aristotele lo ammonì: “Bharat è una terra sacra. Dovresti considerare una tua grande fortuna entrare in quella terra. Non andare là per combattere contro i Bharatiya. Ogni cellula e ogni atomo di Bharat sono sacri. Vai là, ma non nutrite odio verso il popolo di Bharat. Quando ritornerai porta con te quattro cose da là: primo, porta con te polvere dei piedi dei santi di Kasi; secondo, portate un po’ dell’acqua sacra del fiume Gange, che è scaturita dai Piedi del Signore Vishnu. Il Signore Shiva, con i capelli intrecciati sulla testa, con il terzo occhio al centro della fronte, con labbra rosse e il punto rosso manifestato sulla fronte. Il Gange cadde sul capo di Shiva e scorse in questa terra sacra. Terzo, porta la Bhagavad-Gita, che contiene il canto celestiale intonato dal Signore Krishna durante la guerra del Mahabharata. Quarto, porta con te un grande rinunciante da là, se possibile“.

Grandi uomini dei Paesi d’oltremare nutrivano tali pensieri sacri riguardo a Bharat. Bharat era una terra di verità, rettitudine e sacrificio. Ma oggi è divenuta una terra di ricercatori di piaceri. Nei tempi antichi, gli abitanti di questa terra mantenevano armonia tra i loro pensieri, le loro parole e le loro azioni. Essi comprendevano il corretto significato di Manusha (uomo). Si dice: il vero studio dell’umanità è l’uomo. L’uomo deve mantenere pensieri, parole e azioni in armonia. Ogni anima nobile si adoperava per questa triplice purezza.

Dio sottopone l’uomo a prove, ma allo stesso tempo gli offre anche protezione. In realtà, queste non dovrebbero essere considerate prove. Poiché non vi è un termine più appropriato, si dice che siano prove. In verità, Dio concede prove per rafforzare la vostra Divinità latente. In Bharat, i Rishi (santi) intraprendevano penitenza nelle foreste, sopportando grandi privazioni, rinunciando a ogni comodità e persino al cibo. In tal modo perdevano ogni consapevolezza del corpo ed erano in grado di riconoscere la propria Divinità.

Nei tempi antichi vi era in Bharat un regno chiamato Satyajit. (Swami narrò quindi la storia di questo regno, nel quale il re, la regina e tutti i loro sudditi praticavano verità e rettitudine nella loro vita. Essi erano tutti nobili e pii, poiché vi era armonia tra i loro pensieri, le loro parole e le loro azioni, e conducevano una vita colma di beatitudine).

Per tutta la sua vita, l’uomo ricerca la felicità e tenta di trovarla nella famiglia, nella ricchezza, nel potere e nella posizione. Ma continua ad anelare alla felicità, poiché non vi è felicità nei possedimenti e nelle relazioni mondane. Nonostante il fatto che egli abbia avuto origine dalla beatitudine, rimane infelice a causa della sua ignoranza. La felicità non si trova negli oggetti mondani. La felicità è emana dal cuore. Ogni cosa proviene da Dio. Pertanto, dobbiamo restituire ogni cosa a Dio. Si dice che l’uomo debba offrire foglie, fiori, frutti e acqua a Dio. Ma l’uomo deve conoscere il significato interiore di queste offerte. Che cosa significa offrire foglie a Dio? Non si tratta delle foglie delle diverse piante. La foglia simboleggia il corpo con le tre qualità di Satva, Raja e Tama (serenità, passione e inerzia). Offriamo anche fiori per adorare Dio. Non sono i fiori acquistati al mercato, ma il fiore del cuore che sboccia e fiorisce, che deve essere offerto al Divino. Che cosa significa l’offerta del frutto? Non è il frutto che mangiamo. È il frutto delle buone qualità che crescono sull’albero della vita umana. È il frutto della mente che dobbiamo offrire a Dio. Offriamo acqua, ma non è l’acqua di un lago, di un rubinetto, della pioggia o di un fiume; sono le lacrime della devozione a Dio. Dunque, foglia, fiore, frutto e acqua sono tutti simbolici.

In telugu vi è un proverbio: il giaco, con il suo rivestimento duro, ruvido e spinoso, contiene al suo interno molti frutti colmi di succo dolce. Sebbene i frutti e i semi del giaco siano differenti, il succo dolce è uno soltanto. Analogamente, nel mondo vi sono molte culture e diversi tipi di persone, ma la beatitudine è una sola. Sfortunatamente, noi guardiamo alle forme fisiche, alle azioni e al comportamento (il rivestimento esteriore), mentre l’Atma (il succo dolce) è uno in tutti. Esso è immortale, sottile, puro e incontaminato.

Shakuntala disse a suo figlio Bharata: “Oh Bharata, hai dimenticato la promessa che hai fatto. Dovresti mantenere sempre la tua promessa in ogni circostanza“. Bharata indica l’adesione alla verità e alla rettitudine. È così che il nostro Paese ha tratto il nome Bharat. Bharat è la terra della verità. Pertanto, agite sempre rettamente e mantenete l’armonia dei vostri pensieri, delle vostre parole e delle vostre azioni.

Il corpo umano, maleodorante e rivestito di pelle, custodisce al suo interno il tempio di Dio. Così, il corpo è il tempio mobile. Quando custodirete fermamente questo sentimento nel vostro cuore, non percorrerete il sentiero errato. Questo corpo con la mente è il dono di Dio. Contemplate questo principio di verità con unidirezionalità. Il regno di Satyajit esaltava la verità e la rettitudine. Fin dai tempi antichi, Bharat ha donato saggezza e forza interiore al mondo. Bharat è la terra nella quale Dio ha assunto nascita umana nella forma degli Avatar.

Quando Prahlada disse a suo padre, il re Hiranyakashipu, che Dio è ovunque, suo padre gli domandò se Dio esistesse anche nel pilastro del palazzo. Quando Prahlada rispose di sì, il re colpì il pilastro e ne emerse il Signore nella forma di Narasimha (un Avatar con forma per metà uomo e per metà leone). Qui il nostro corpo rappresenta il pilastro. Quando l’identificazione con il corpo viene infranta e trascesa, si sperimenta la Divinità. Compite il vostro dovere senza eccessivo attaccamento, poiché esso è dannoso. Indossate scarpe della misura corretta, affinché possiate camminare comodamente. Mantenete i vostri desideri sotto controllo.

Colmate il vostro cuore di pensieri del Divino. Riconoscete che il bene e il male sono soltanto nella vostra visione. Dal punto di vista di Dio, tutto è bene. Sviluppate la bontà dentro di voi, avendo fede che Dio dimora nel vostro cuore.

(Bhagawan concluse il Suo Discorso con il Bhajan “Govinda Hare Gopala Hare He Gopi Gopa Bala”.)

Divino Discorso di Bhagawan al Sai Sruthi, Kodaikanal, il 27 aprile 1996.

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