Sathyam Vada; Dharmam Chara
Data: 29 Aprile 1990
Luogo: Mumbai, MH (Bombay)
Quale maggiore sventura può esservi del fatto che i Bharatiyas non compiano alcuno sforzo per comprendere la loro grande e Divina cultura, fondata sui più sublimi ideali?
L’Amore è la forma del Brahmam. Il Brahmam è colmo di Amore. L’Amore può essere ottenuto soltanto attraverso l’Amore. Solo quando si è saldamente stabiliti nell’Amore si è qualificati a sperimentare l’Uno senza secondo.
Incarnazioni dell’Amore Divino!
“Sathyam vada; Dharmam chara” (Dite la verità; praticate la rettitudine). Questo è il grande enunciato delle antiche Upanishad e delle scritture dei Bharatiyas. Verità e rettitudine sono i gradini verso la grandezza umana. Anche i Purana hanno dichiarato: “Satyameva Jayate” (La Verità sola trionfa). La vittoria adorna la Verità.
“Satyanasthi Paro Dharma” (Non vi è Dharma più elevato della Verità), dichiarano i Purana. La Verità è Dio. È suprema follia dimenticare questo fatto e cercare di ottenere la Grazia di Dio mediante ogni genere di pratiche. Il Bhagavata ha indicato un sentiero più arduo. L’Imperatore Bali disse al suo Guru Sukracharya: “Può esservi peccato più grande che venire meno alla parola data?“
La medesima verità fu rivelata da Bhudevi (la Dea della Terra) in un altro contesto nel Bhagavata. Bhudevi si lamentò: “Oh Signore! Posso sopportare il peso di qualunque numero di peccatori. Ma non posso sopportare di portare coloro che hanno tradito la Verità“.
Il fulgore della Verità è stato proclamato dai Veda, dalle Upanishad, dai Purana e dalle epopee. Le Upanishad hanno esposto le caratteristiche del Sathya (Verità). “Satyanna Pramaditavyam, Dharmanna Pramaditavyam” (Non trascurate la Verità. Non siate indifferenti al dharma). “In qualunque circostanza non abbandonate la verità. Superate tutte le difficoltà attenendovi alla verità” è l’insegnamento della Brhadanaranyaka Upanisad e di altri testi.
Harischandra, che rinunciò al suo regno, alla moglie e al figlio e scelse persino di servire come guardiano in un burning-ghat, è l’esempio supremo di colui che si mantenne saldo nella Verità. Vishwamitra, che sottopose Harischandra alle prove e alle ordalie più severe, alla fine dichiarò: “L’intera terra può essere tenuta nel palmo della mano. L’intero oceano può essere bevuto in un solo sorso. La terra e il cielo possono essere arrotolati in uno. Ma è impossibile far pronunciare a Harischandra una menzogna“.
Attraverso la verità non solo il mondo può essere soggiogato, ma è possibile perfino realizzare il Signore dell’universo. Oggi in Bharat, poiché le persone hanno abbandonato la verità e la rettitudine, non sono in grado di conseguire l’unità e si sono sviluppate ogni genere di divisioni e antagonismi. Dovete consacrarvi alla Verità. Nell’offrire culto a Rama e Krishna, si elevano preghiere alle Loro manifestazioni come Verità. “Sathyam vachanaya namah“, “Sathyapriyaya namah“, “Sathyaswarupaya namah” (Saluti a Colui la cui parola è Verità, che è amante della Verità, che è l’incarnazione della Verità).
Per sostenere la causa della verità, Sri Ramachandra dovette andare in esilio nella foresta. Rama disse al saggio Jabali: “Per i sovrani della dinastia Ikshwaaku, la più grande calamità è venire meno alla parola data“.
Dio deve essere adorato come l’Incarnazione della Verità. Questo è il dovere primario di ogni Bharatiya. Srinatha era un grande erudito e scrittore, che fu il poeta di corte del sovrano dell’Andhra, Singabhupala. Egli si recò da suo cognato, Potana, che viveva in povertà, e lo supplicò di dedicare il suo Bhagavatam a Singabhupala. “Se dedicate il vostro Bhagavatam a quel sovrano, egli vi ricompenserà con ogni genere di ricchezze“, disse Srinatha. Potana rispose: “Sri Ramachandra è il Signore al di sopra di tutti i re. Quando ho Sri Ramachandra, il Re dei re, quale necessità vi è per me di sottomettermi ai sovrani terreni? È Dio che concede benefici spirituali, benefici terreni e altri benefici a tutti. Colui che protegge innumerevoli esseri non può forse prendersi cura di me?” Potana rimase fermamente saldo in questa convinzione.
Provocato dall’atteggiamento ostinato di Potana e attribuendolo alla propria presunzione, Srinatha riferì i propri sentimenti a Singabhupala. Il sovrano si adirò. Egli inviò i suoi soldati a sottrarre il Bhagavatam a Potana. Potana era pronto perfino a rinunciare alla vita, ma non avrebbe ceduto il Bhagavatam. Per ordine del sovrano, i suoi uomini diedero fuoco alla casa di Potana. Potana pregò: “Oh Sri Ramachandra! Non proteggerete almeno la Vostra stessa storia di vita, oltre a proteggere i Vostri devoti?” Rivolgendosi a Sri Rama affinché proteggesse il Bhagavatam, Potana chiuse gli occhi in meditazione. Eccetto il Bhagavatam, tutto il resto fu consumato dalle fiamme.
Singabhupala udì parlare di questo fenomeno straordinario. Da quel momento divenne un devoto di Rama. Solo quando la devozione è salda, pura e incrollabile, il Signore è pronto a concedere ogni genere di protezione. Purtroppo, in questa era di Kali, la fede cambia continuamente a causa dei desideri mondani. L’uomo è disposto a barattare la gemma preziosa della sua vita per un pezzo di carbone. Se egli realizzasse il vero valore della nascita umana, non la tratterebbe con tale leggerezza, fino al punto di scartare persino Dio. Anche Tulsidas affermò che l’uomo che non conosce la preziosità del Nome del Signore lo getta via come privo di valore. Pertanto, è essenziale riconoscere il valore infinito del Nome del Signore. Anche Mira riconobbe l’unicità e la grandezza del Nome di Dio. “Gustate la dolcezza nettarina del Nome del Signore“, dice Mira. Invece del caffè e del tè dovete bere la dolce essenza del Nome del Signore. Per l’uomo che ha installato il Signore nel proprio cuore, non vi saranno afflizioni di alcun genere.
Non è facile per tutte le persone riconoscere la verità riguardo a Dio. Quando Socrate attirava i giovani di Atene a interessarsi alla ricerca della saggezza, la sua missione fu fraintesa dai poteri costituiti. Il santo Tyagaraja lamentava: “Oh Rama; le persone non comprendono la grandezza del Bhakti marga (sentiero della devozione). Le persone preferiscono il Bhukti marga (il sentiero del godimento) al Bhakti marga. Oggi gli uomini perseguono con diligenza studi mondani, ma pochi sono interessati alla ricerca della Mukti (Liberazione). Come possono tali persone realizzare Dio, quale che sia la loro istruzione? Tutti gli sforzi sono diretti verso fini mondani e materiali, ma nessuno sforzo è compiuto per conseguire la realizzazione spirituale. L’istruzione oggi consente di sviluppare capacità intellettuali, ma non promuove buone qualità. Quale valore ha tale istruzione? L’erudizione libresca può trasformare la testa in una biblioteca. Ma non è di alcuna utilità pratica“.
Socrate fu condannato a morte per aver distolto le menti dei giovani dalle preoccupazioni mondane indirizzandole verso le questioni spirituali. Socrate preferì porre fine alla propria vita bevendo il veleno ricevuto dalle mani dei suoi discepoli piuttosto che morire per mano del carceriere. Ciò significa che fu attribuito maggiore valore alla purezza spirituale che alla vita fisica.
Oggi sono apprezzati soltanto i piaceri sensoriali, che sono transitori e irreali. Coloro che immaginano di trarre piacere attraverso i loro sensi non si rendono conto che sono i sensi a godere di loro e a indebolirli.
Che cos’è la devozione? Non consiste nel fare Japa, o nel sedere in meditazione, oppure nel cantare bhajan. Essenzialmente consiste in due cose: una, mancanza di interesse per le cose mondane; due, Amore per Dio. Qualunque cosa facciate per Amore di Dio è devozione. Potete dedicarvi ai doveri ordinari della vita. Trasformateli soltanto in atti di adorazione offrendoli al Divino.
Tutti voi siete devoti, ma per mancanza di una guida appropriata siete confusi e vi sentite depressi. A causa di questa confusione e depressione sviluppate dubbi. Sai non vi chiede di rinunciare al mondo. Ma in quale modo dovete vivere nel mondo? Dovete godere del mondo con una visione spirituale. Dovete rendervi conto che siete discesi dall’Atma al regno della Natura. Oggi tra i sadaka prevale la visione opposta. Essi pensano erroneamente di procedere dalla Natura allo Spirito. Voi siete emersi dall’Atma e non evoluti dalla Natura. Voi siete i figli dell’immortalità. Voi siete scintille del Divino.
Dovete riconoscere la Divinità che è in ognuno. Imparate una lezione dagli uccelli e dagli insetti. Se un corvo vede qualcosa di commestibile, non comincia a mangiarlo tutto da solo. Chiama altri corvi e gode del cibo in loro compagnia. Guardate le formiche. Se una formica si imbatte in un grumo di zucchero, non comincia a mangiarlo tutta da sola. Porta altre formiche e godono insieme del pasto. È l’uomo forse peggiore dei corvi e delle formiche? Non dovrebbe egli avere il senso di unità che queste creature possiedono? Perfino le formiche sembrano avere un certo senso del Divino. Per questo Tyagaraja cantò: “Oh Rama! Possa il Brahmam, che è presente come Amore nella formica e nel Supremo, proteggermi!” Tyagaraja riconobbe l’onnipresenza del Divino in ogni cosa, dal più piccolo al più vasto.
Le persone recitano il canto di Tyagaraja. Ma nella pratica, se Brahma apparisse davanti a loro, Gli offrirebbero adorazione, ma se una formica strisciasse su di loro, la ucciderebbero. Questo dimostra forse il loro senso di unità? La presenza della formica non è gradita. Ma lo spirito di sacrificio e di condivisione che la formica possiede non si trova nell’uomo. Né la pratica dell’accaparramento, né quella del saccheggio degli altri si trovano tra gli animali e gli uccelli. Ma oggi le tendenze acquisitive e sfruttatrici crescono tra gli uomini di giorno in giorno.
Incarnazioni dell’Amore!
Rendendovi conto che la vita umana è preziosa, colmate i vostri cuori di pensieri sacri e conducete vite nobili, dedicate al servizio della società. Tale servizio è in verità servizio a Dio. Se offrite adorazione a un solo idolo nel vostro santuario, adorate soltanto uno. Ma quando rendete servizio alla società, offrirete adorazione alle innumerevoli forme del Divino.
Discorso a Dharmakshetra, Bombay, il 29-4-1990.