Discorsi Divini

La conoscenza del Sé è la vera conoscenza

Data: 07 Settembre 1996
Luogo: Prasanthi Nilayam

Quando il cagliato viene sottoposto a continua zangolatura, ne emerge il burro.
Allo stesso modo, l’indagine ininterrotta conduce alla realizzazione della Realtà.
Ascoltate ciò, o valorosi figli di Bharat.

(Poema in telugu)

La pratica è necessaria per compiere qualsiasi azione in questo mondo. È richiesto lo sforzo umano per qualunque cosa. È necessaria la pratica persino per camminare, parlare, mangiare, scrivere e leggere. Allo stesso modo, è necessario un giusto sforzo se si vuole ottenere la Divinità.

Se il cibo servito nel piatto deve raggiungere lo stomaco, non è forse necessario mettere in azione la mano e la bocca? Al contrario, anche se ripeteste i nomi delle pietanze presenti nel piatto cento volte, la fame non verrebbe saziata.

Allo stesso modo, la mera ripetizione meccanica dei nomi divini Rama, Krshna, Govinda non è sufficiente, se non esprimete la vostra devozione al Signore sotto forma di servizio. Qualsiasi azione compiuta con l’intenzione di servire gli altri diventa opera di Dio.

Ma oggi le persone desiderano ottenere ogni cosa con facilità, senza alcuno sforzo.

La Divinità è immanente in ogni essere, così come l’olio è presente nei semi di sesamo, il profumo nei fiori, il succo nei frutti e il fuoco nella legna. Solo attraverso un adeguato sforzo si può ottenere il burro dal latte, l’olio dai semi, il succo dai frutti e il fuoco dal legno. Allo stesso modo, è richiesto il giusto impegno per fare esperienza della Divinità, che dimora in ogni persona.

Ma nelle circostanze attuali, studenti e giovani hanno dimenticato la Divinità, che è vera ed eterna. A causa della loro incomprensione, considerano la verità come falsità e la falsità come verità, e sprecano così il loro tempo, il loro sforzo e la loro energia.

Le forme possono apparire differenti e si possono attribuirle nomi diversi. Anche le esperienze derivanti dalla diversità di nomi e forme possono variare, tuttavia il principio fondamentale della Divinità, che è la base di tutti i nomi e le forme, è uno e lo stesso. Questo è il principio della non-dualità (advaita) proclamato da Adi Sankara.

Se si pianta un seme di mango, dopo un certo tempo esso cresce fino a diventare un albero con rami e sotto-rami. L’albero può avere migliaia di foglie e fiori, e centinaia di frutti. I frutti e i fiori possono apparire completamente diversi l’uno dall’altro. Allo stesso modo, nulla sembra essere in comune tra rami e foglie.

Non solo: le foglie, i fiori e i frutti possono essere utilizzati in modi molto differenti. Si possono preparare sottaceti con i frutti acerbi. Le foglie possono essere usate per fare festoni con cui decorare le case. I rami secchi possono essere usati come legna da ardere, e i frutti maturi possono essere consumati.

Ma, lo stesso seme è alla base di tutti i rami, sotto-rami, foglie, frutti acerbi e frutti maturi. Senza il seme non può esserci l’albero; senza l’albero non possono esservi rami; e senza i rami non vi possono essere frutti.

Il Signore Krshna ha dichiarato questa verità nella Bhagavad Gita quando affermò: “Io sono il seme, origine di tutti gli esseri viventi” (Beejam mam sarva bhutanam). Il principio della non-dualità (advaita) dimostra l’unità sottostante a ogni cosa.

Questo mondo visibile appare con nomi e forme diverse, però indagando in profondità, si realizzerà che il principio fondamentale della Divinità è lo stesso in tutte le differenti forme.

Ieri, vi ho narrato la storia di Adi Sankara, che intraprese la via della rinuncia (sannyasa) con il permesso della madre, dopo la morte del padre. Dopo aver acquisito la conoscenza dei Veda, delle scritture (sastra), dei poemi epici (itihasas) e dei testi mitologici (purana), si recò da Govindapada, discepolo di Gaudapada, per ricevere l’iniziazione nell’ordine della Rinuncia (Sannyasa).

Chi possiede una fede salda ottiene la saggezza (Sraddhavan labhate jnanam). Poiché Sankara era dotato di grande fede (sraddha), poté padroneggiare i quattro Veda e le sei scritture all’età di soli sedici anni. L’età non è un criterio per apprendere qualcosa, se si possiede la fede necessaria.

Per ogni cosa il tempo è importante. È con il passare del tempo che un bambino diventa anziano. Un bambino maschio diventa ragazzo all’età di dieci anni, uomo all’età di trenta, e nonno all’età di settantacinque. Ma il bambino, il ragazzo, l’uomo e il nonno sono uno e lo stesso. Questi cambiamenti di nome e forma si verificano in conseguenza del mutare del tempo.

Un giorno, per mettere alla prova l’abilità e la conoscenza di Sankara, il maestro Govindapada decise di ingaggiarlo in un dibattito. Sankara, essendo dotato di umiltà e obbedienza, offrì i suoi saluti al guru e chiese il suo permesso prima di intraprendere il dibattito. Questo confronto fu una meravigliosa dimostrazione della conoscenza di Sankara, il quale rispose in modo adeguato alle domande poste dal suo Guru, in accordo con gli insegnamenti dei Veda e delle scritture. Egli spiegò come si potesse seguire il cammino della spiritualità (nivritti) pur conducendo una vita mondana.

A quei tempi, vi erano molti studiosi eminenti, ma essi usavano la loro conoscenza per accumulare ricchezze. Tralasciavano la verità secondo cui la conoscenza è destinata all’acquisizione della saggezza, non della ricchezza. Anche oggi, gli studenti pensano che tutta la loro istruzione serva a guadagnare denaro. Si tratta di un fraintendimento. L’agricoltura è per il cibo, e l’istruzione è per la conoscenza. Pertanto, Sankara si adoperò per indicare la giusta via agli studiosi, affinché facessero buon uso della loro conoscenza e non la sprecassero in occupazioni mondane. A cosa serve l’istruzione mondana?

Oh uomo! Ti affanni duramente nella vita soltanto per riempire lo stomaco.
Acquisisci innumerevoli tipi di conoscenze in diversi ambiti.
Esamina e indaga da te stesso quale grande felicità hai ottenuto trascorrendo tutto il tempo, dall’alba al tramonto, nell’acquisire conoscenza mondana e nell’accumulare ricchezze dimenticando Dio.

(Poema in telugu)

Oh uomo! Non essere orgoglioso della tua istruzione.
Se non offri i tuoi saluti a Dio e non pensi a Lui con devozione, tutta la tua istruzione diverrà inutile.

(Poema in telugu)

Sankara si sentì profondamente addolorato nel vedere un tale scenario. Il suo precettore, Govindapada, notò quanto Sankara fosse afflitto. Anche Gaudapada comprese i suoi sentimenti e osservò che Sankara, essendo dotato di ogni conoscenza e di nobili sentimenti in così giovane età, era in grado di scacciare tutta l’ingiustizia, la falsità e l’inadeguatezza che prevalevano nel mondo, e di imprimere saldamente nel cuore delle persone gli insegnamenti dei Veda e delle scritture.

Entrambi chiamarono Sankara e gli dissero: “Caro, non è più necessario che tu rimanga qui. Parti domani stesso per Kasi (Varanasi). Insegna a tutti quegli eminenti studiosi di Kasi la grande verità della non-dualità (advaita) e propagala in tutto il mondo. Nessuno è più capace di te nel portare a compimento questo compito“. Allo stesso modo, anche gli studenti di oggi dovrebbero comprendere questa verità: essi sono i più capaci di allontanare l’ingiustizia, l’inadeguatezza e altri mali dalla società.

Secondo il comando del suo guru, Sankara si mise in viaggio verso Kasi. A quei tempi non esistevano mezzi di trasporto come aerei, treni o autobus, e viaggiò a piedi insieme ai suoi discepoli. Quando si avvicinò a Kasi, vide una persona seduta sotto un albero che ripeteva le regole della grammatica di Panini: “Dukrun karane, dukrun karane…“. Per indirizzare questa persona sul giusto cammino, fu in quel luogo che Sankara recitò il primo verso della sua celebre composizione Bhaja Govindam:

Oh uomo stolto, canta il nome di Govinda; le regole della grammatica non verranno in tuo soccorso quando si avvicinerà la fine.

Bhaja govindam, bhaja govindam, Govindam bhaja moodha mathe, Samprapthe sannihithe kale,
Nahi nahi rakshati dukrun karane.

Che cosa ottenete imparando le regole della grammatica? Questa grammatica verrà forse in vostro aiuto quando sarà giunto il momento di lasciare questo mondo? Invece, cantate la Gloria di Dio e contemplateLo. Quando lascerete questo mondo, nessuno dei vostri amici, parenti o delle vostre ricchezze vi seguirà. Solo il Nome di Dio sarà con voi e vi proteggerà sempre. Così, Sankara insegnò l’importanza del recitare il Nome di Dio.

Proprio come la luce della luna cresce giorno dopo giorno nella metà luminosa del mese, così gli insegnamenti di Sankara iniziarono a diffondersi sempre più, irradiando la luce della conoscenza.

Una volta si tenne una conferenza di studiosi a Kasi. Molti studiosi vi parteciparono indossando spessi bracciali d’oro, sontuosi scialli e ghirlande di perle che ostentavano il loro alto rango. Alla conferenza non mancavano lo sfarzo e l’ostentazione. Solo Sankara vi partecipò con semplicità, indossando soltanto un dhoti ordinario e un piccolo telo sulle spalle.

Molti studiosi lo guardarono con disprezzo, pensando: “Che tipo di studioso è costui? Non ha nemmeno una sola ghirlanda di perle. Cosa possiamo aspettarci da lui?” Tuttavia, alcuni studiosi conoscevano il livello del sapere di Sankara e iniziarono a lodarlo: “Sankara, abbiamo sentito molto parlare di te. Hai padroneggiato i Veda, i Sastra, gli Itihasa, i Purana, i Brahma Sutra, la grammatica e la logica. Sei colui che ha proclamato il principio della non-dualità“.

Oh gente, abbandonate la vostra sete di denaro.
Rinunciate a tutti i desideri attraverso il giusto discernimento.
La ricchezza che possedete non è altro che il risultato delle vostre azioni passate.
Pertanto, siate contenti di ciò che avete.

(Poema in telugu)

Quello che guadagnate con il duro lavoro è vera ricchezza. Quando lavorate con entrambe le mani, certamente otterrete il cibo per sostenervi. Quanto è compassionevole Dio! Vi ha donato due mani e uno stomaco. Non bastano forse due mani a riempire uno stomaco? Ma oggi non lavorate con entrambe le mani. È per questo che non riuscite a soddisfare tutti i vostri bisogni. Non lasciate spazio alla pigrizia. Abbandonate la sete di denaro e sviluppate la sete di Dio e della rettitudine.

Sankara offrì una meravigliosa esposizione della dottrina della non-dualità (advaita) ed esortò la nobile assemblea di studiosi a realizzare il principio divino dell’unità di tutta la creazione. Gli studiosi e i loro discepoli rimasero meravigliati ascoltando le parole profonde di Sankara. Proprio come si dice che un piccolo passero cinguetta forte, il giovane Sankara iniziò a impartire grandi insegnamenti morali a tutti.

Non solo i suoi insegnamenti, anche la sua condotta era esemplare. Questo è il segno distintivo delle anime nobili. Coloro i cui pensieri, parole e azioni sono in perfetta armonia sono anime nobili (Manasyekam vachasyekam, karmanyekam mahatmanam).

Le persone dovrebbero sviluppare la purezza di pensiero, parola e azione. Prima di tutto, è essenziale la purezza della mente. Quando la mente è pura, anche la parola sarà pura. Pensieri puri e parole pure condurranno ad azioni sacre. Questo è quello che viene descritto come i tre strumenti della purezza (thrikarana suddhi), che erano pienamente manifesti in Sankara. Molti studiosi iniziarono a porgli domande: “Qual è il principio della non-dualità?

Non è altro che la visione dell’unità. L’esperienza della non-dualità è saggezza (Advaita darshanam jnanam)” Che cos’è questa conoscenza? È conoscenza fisica, conoscenza mondana o conoscenza secolare? Nessuna di queste. È la conoscenza del Sé. Questa è la conoscenza fondamentale. Ma oggi nessuno studioso si sta adoperando per riconoscere questo principio fondamentale. Comprendete chiaramente questa verità.

I gioielli sono molti, ma l’oro è uno solo. Allo stesso modo, il principio fondamentale dell’intera creazione è uno solo, sebbene si manifesti in molteplici nomi e forme. Un ornamento d’oro indossato al polso è chiamato bracciale. Quando adorna l’orecchio, è chiamato orecchino. Quando viene portato al dito, è chiamato anello. Quando è indossato attorno al collo, è chiamato collana. Sebbene i nomi e le forme di questi ornamenti siano diversi, l’oro non è forse lo stesso in tutti?

Sankara parlò di questo principio dell’unità nell’assemblea degli studiosi. Perché osservate differenze basate su nome, forma e uso? Il cuore è la base di ogni cosa. Pertanto, seguite i dettami del vostro cuore. Questo è chiamato coscienza. In questo modo, Sankara enunciò grandi Verità con parole semplici.

I gioielli sono molti, ma l’oro è uno.
Le mucche sono molte, ma il latte è uno.
Gli esseri sono molti, ma il respiro è uno.
Le caste sono molte, ma l’umanità è una.
I fiori sono molti, ma l’adorazione è una.

(Poema in telugu)

Quando indagate a fondo in questo modo, visualizzerete l’unità sottostante in ogni cosa. Anche ieri ho parlato del principio fondamentale dell’unità. I vasi sono molti, ma l’argilla è una (Mritpindamekam bahubhandarupam). Anche il Vice Cancelliere ha menzionato questo nel suo discorso.

I vasi sono emersi dall’argilla. L’argilla è presente nel vaso, ma il vaso non è presente nell’argilla. Qui sono riunite molte persone. I loro nomi, forme e sentimenti possono essere differenti, ma i medesimi cinque elementi sono presenti in ciascuno di loro. Questo principio dei cinque elementi è il principio della Divinità. Esso è presente in tutti. Voi, egli ed Io siamo tutti Incarnazioni dell’Atma. Voi siete tutte incarnazioni del Brahman. Per questo motivo gli Upanisad hanno dichiarato: “Tu sei Quello” (Thatthwamasi), e “Io sono Brahman” (Aham Brahmasmi). Chi può negarlo?

Che cosa significa Brahman? Esso significa espansività. È per questo che vi è una qualità di espansività nell’umanità. Anche se siete qui, la vostra mente può viaggiare a Chennai, Mumbai o Delhi in un istante. Questo potere di espansione è chiamato Brahman. Questo potere è latente in ogni persona, ma essi non riescono a svilupparlo a causa dei loro desideri e della brama di ricchezza e potere.

Un contadino possedeva un piccolo pezzo di terra. Desiderava acquisire più terra affinché potesse essere chiamato proprietario terriero. I suoi amici gli dissero: “Vuoi acquisire vasti terreni, ma non hai denaro a sufficienza per farlo. Perciò, ti daremo un’idea grazie alla quale potrai avere tutta la terra che desideri“. Una persona avida ascolta discorsi malvagi non con due orecchie, ma con venti. Le persone non prestano ascolto ai discorsi buoni, ma sono tutte orecchie per quelli malvagi.

Oh orecchie, siete interessate ad ascoltare pettegolezzi vani e storie sugli altri,
ma prestate la minima attenzione quando vengono narrate le meravigliose storie del Signore.

(Canzone in telugu)

Il contadino ascoltò il consiglio dei suoi amici con grande interesse. Essi gli dissero che in quella regione dell’Andhra Pradesh non si poteva ottenere un grande appezzamento di terra con poco denaro. Gli suggerirono di recarsi nella regione himalayana, dove avrebbe potuto ottenere tutta la terra che desiderava.

Seguendo il consiglio degli amici, egli si recò dal re di una regione himalayana e gli chiese un vasto appezzamento di terra. Il re gli disse: “Caro, poiché sei giunto da un luogo così lontano come l’Andhra Pradesh, certamente esaudirò il tuo desiderio“. Il re gli promise di concedergli tutta la terra che fosse riuscito a percorrere, partendo all’alba e tornando prima del tramonto dello stesso giorno.

Così, preso da un’avidità incontrollabile, si alzò con il sorgere del sole e, senza perdere nemmeno un minuto per fare colazione, si mise a camminare rapidamente. In effetti, corse molto veloce per coprire quanta più terra possibile. Non si fermò neanche un istante; era felice di poter ottenere una zona piuttosto vasta gratuitamente. Quando il sole stava per tramontare, si trovava a pochi passi dal punto da cui era partito. Era però troppo sfinito per compiere quei pochi passi necessari; cadde a terra, su quel suolo che tanto desiderava, e spirò. Il suo cuore non sopportò lo sforzo di aver camminato così in fretta, così a lungo, con tanta fretta e tensione.

Le persone radunatesi là dissero al re: “Ahimè, ha esalato l’ultimo respiro nella sua brama di acquisire centinaia di acri di terra. Ora ciò di cui ha bisogno è soltanto un pezzo di terra di sei piedi“.

Quale grande disgrazia ha incontrato quel contadino a causa della sua avidità! La lezione è che ci dev’essere un limite ai vostri desideri. Desideri illimitati conducono al pericolo. Ecco perché Sankara insegnò all’umanità: “Abbandonate la sete di denaro“. Ma oggi gli studenti si preparano ad andare in terre straniere per guadagnare più denaro, non appena ottengono il loro titolo di studio.

Studenti!

Comprendete chiaramente questo: quello che non si trova in Bharat (India) non si troverà in nessun altro luogo (Yanna Bharate, thanna Bharata). Bharat è il maestro di tutte le Nazioni. Per questo motivo, persone provenienti da molti Paesi stranieri vengono in Bharat. Bharat è la terra dell’azione retta, del merito, della spiritualità e del sacrificio (karma bhumi, punya bhumi, yoga bhumi e thyaga bhumi). Anche con un reddito modesto, qui si può condurre una vita pacifica.

A che serve acquisire un’elevata istruzione, se si è privi di virtù?
Qual è il valore di una tale istruzione? A che serve possedere dieci acri di terra sterile?
È invece sufficiente un piccolo appezzamento di terra fertile.

(Poema in telugu)

Gli studenti stanno sprecando il loro tempo, la loro energia e il loro denaro nella smania di andare in terre straniere. Siete nati e cresciuti in Bharat. Mangiate e bevete il cibo e l’acqua di Bharat e vi definite Bharatiya (indiani). Che cosa otterrete abbandonando questa terra sacra per andare in Paesi stranieri?

Abbandonate questa brama di denaro. Servite la vostra madrepatria. Servite i poveri e i bisognosi di questa terra. Non lavorate soltanto per il vostro interesse personale, bensì anche per l’interesse degli altri. Acquisite l’istruzione con l’intento di servire e rafforzare la società. Non ha alcun senso conseguire solo titoli accademici elevati.

Molte persone istruite vanno all’estero e, non trovando un impiego adeguato, finiscono per svolgere anche lavori umili, come lavare piatti e tazze negli alberghi. Pensano che nessuno da qui li vedrà se spazzano le strade o lavano piatti in un albergo. Ma quelle stesse persone non vogliono lavare il proprio piatto da tiffin¹ nella loro casa. Perché mai si dovrebbe provare vergogna nel compiere un lavoro nella propria casa?

La sacralità e la gloria di Bharat stanno diminuendo a causa di questo falso senso di prestigio da parte degli studenti.

Sviluppate Amore per la Madrepatria, non attaccamento al corpo. Tuttavia, non sminuite né criticate le altre Nazioni. Che tutti gli esseri di tutti i mondi siano felici (Samasta lokah sukhino bhavantu)! Questo è quello che insegna la cultura di Bharat.

Dopo aver ucciso Ravana, Rama desiderava incoronare Vibhishana come re di Lanka. In quel momento, Sugriva, Jambavan, Angada e altri valorosi guerrieri si avvicinarono a Rama e Gli dissero: “Swami, ora che Ravana è stato ucciso, sarebbe meglio che Voi prendeste le redini di Lanka, che è colma di ricchezze e abbondanza“.

Anche Lakshmana disse: “Fratello, in ogni caso, Bharata sta governando su Ayodhya. Pertanto, sarebbe giusto che Tu diventaste re di Lanka e santificaste questo luogo“. Rama rispose: “La madre e la madrepatria sono più grandi perfino del cielo (Janani janma bhumishcha swargadapi gareeyasi). Possiamo forse chiamare un’altra donna bella nostra madre solo perché la nostra non è così bella? Anche se non è così bella, nostra madre resta nostra madre“. Gli studenti dovrebbero coltivare sentimenti così elevati di Amore per la madrepatria. Dovrebbero adoperarsi per l’onore della propria Nazione.

Studenti!

È in verità un cadavere vivente colui che non proclama con fierezza:
questa è la mia madrepatria, questa è la mia lingua madre, e questa è la mia religione.

(Poema in telugu)

Sankara, che nacque in Kerala, portò grande fama e onore non solo al Kerala, bensì all’intero Paese con i suoi profondi insegnamenti sulla non-dualità. È la bontà che conferisce buon nome. La bontà è divinità. Senza bontà si diventa privi di Dio.

Prima di tutto, comprendete che voi stessi siete divini. Non c’è nulla di più grande della divinità.

La vostra qualità innata dell’amore è una qualità divina. Questa è la vera qualità umana. Sviluppate questa qualità umana dell’Amore. Sarete chiamati esseri umani nel vero senso del termine solo quando possederete le qualità della compassione, dell’Amore, della tolleranza, dell’empatia e della pazienza.

Oggi, le persone sono umane solo nella forma, non nella pratica. Esteriormente appaiono come esseri umani, ma difettano delle qualità umane. Si può affermare chiaramente che si è umani solo nell’aspetto, ma non nei comportamenti.

Studenti!

Anche Sankara era uno studente come voi, ma già all’età di sedici anni ottenne un tale nome e una tale fama che continueranno a risplendere di era in era, come un gioiello prezioso la cui luce non svanisce mai. Ogni studente dovrebbe emularne l’ideale e condurre una vita esemplare. Rendete felici i vostri genitori. Conquistate un buon nome nella società, sostenete il grande nome della madrepatria e così santificate la vostra nascita umana. Non pensate il contrario.

Sankara cercò di suscitare in tutti un senso di rinuncia attraverso la sua composizione “Bhaja Govindam“.

Alcune persone potrebbero dire: “Sai Baba insegna la rinuncia agli studenti“. Che la gente dica quello che vuole. Io non ho paura. Perché si dovrebbe aver timore di dire la Verità? È forse così facile raggiungere la rinuncia? Non è possibile per tutti. Non vi è stata trasformazione neppure in coloro che ascoltano i Miei discorsi da molti anni. In una simile situazione, possiamo forse aspettarci un cambiamento improvviso in voi semplicemente ascoltando questo discorso? Solo i pochissimi veramente fortunati possono sviluppare il senso della rinuncia.

Quale grande fortuna può esserci, se non quella di sviluppare spontaneamente lo spirito di rinuncia? Ecco perché vi ripeto sempre: “L’immortalità non si raggiunge con l’azione, né con la progenie, né con la ricchezza, ma solo attraverso il sacrificio (Na karmana na prajaya dhanena thyagenaike amrutatthwamanasu)“. Solo lo spirito di sacrificio assicura il vostro bene.

Se non espirate l’aria che inspirate, i polmoni si danneggiano. Lo stomaco si disturba se il cibo che mangiate non viene digerito ed espulso. Allo stesso modo, il sangue deve circolare in ogni parte del corpo. Se ristagna in un punto, si trasforma in un’ulcera.

Lo stesso vale anche per il denaro. Il denaro che guadagnate dovrebbe essere speso per scopi retti. Solo coloro che possiedono un tale spirito di sacrificio possono essere davvero considerati fortunati.

Finché rimanete lontani da Dio, non potrete comprendere il principio della Divinità. Avvicinandovi a Dio, tutti i misteri della vita vi saranno rivelati. Non solo: svilupperete anche un senso di distacco, senza alcuno sforzo. Il vostro cuore sarà colmo di sentimenti divini e la vostra vita sarà santificata.

Come recita il detto: “Il conoscitore del Brahman diventa veramente Brahman” (Brahmavid Brahmaiva Bhavati). Voi diventate uno con Dio. Pertanto, sviluppate buone qualità e lo spirito di sacrificio.

Il saggio Vyasa ha riassunto l’essenza dei diciotto Purana in due frasi: si ottiene merito servendo gli altri e si commette peccato ferendoli (Paropakara punyaya, papaya parapeedanam). Aiutate sempre, non ferite mai (Help Ever, Hurt Never). Se mettete in pratica questo principio, avrete seguito gli insegnamenti del Vedanta nel vero senso.

(Bhagavan ha concluso il Suo Discorso con il bhajan: “Hari Bhajan Bina Sukha Santhi Nahin…”)

Note:
1- Tiffin: anglicismo originario dell’India coloniale britannica e viene ancora oggi comunemente usato in India (e in parte anche in altri paesi dell’Asia meridionale) con il doppia significato di pasto leggero, di solito consumato a metà mattina o nel pomeriggio, come una merenda sostanziosa o un pranzo leggero, oppure contenitore per il pranzo, spesso in acciaio inox, a più scomparti, usato per trasportare il pasto da casa, specialmente da studenti, lavoratori e impiegati. In questo caso si dice: tiffin box o tiffin carrier.

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