Discorsi Divini

L’attaccamento al Sé è il vero Amore

Data: 09 Settembre 1996
Luogo: Prasanthi Nilayam

Le anime nobili sono le meno colpite quando le persone malvagie le criticano e le deridono.
L’elefante perde forse la sua possanza e maestosità solo perché i cani gli abbaiano contro?

(Poesia in telugu)

Ogni oggetto in questa creazione sembra avere un colore. Voi pensate che questi colori siano naturali per tali oggetti, ma non è così. Sembrano solo avere un colore particolare. Per esempio, il cielo sembra essere di colore blu, così come l’oceano, e voi dite che il cielo è blu, l’oceano è blu. Ma ciò non è corretto. Né il cielo né l’oceano sono realmente di colore blu. Poiché il cielo è molto distante, esso appare blu ai nostri occhi. Allo stesso modo, l’oceano appare blu a causa della sua profondità infinita. Quando vi avvicinate all’oceano e prendete la sua acqua tra le mani, noterete che essa non ha alcun colore.

Il bene e il male che sperimentate in questo mondo dipendono dai vostri sentimenti, pensieri e credenze. Non potete vedere la vera forma e il vero colore. L’elettricità è prodotta dall’acqua ed è impiegata in molti modi, ma non può essere vista a occhio nudo. Allo stesso modo, tutti gli esseri viventi originano dal principio divino dell’Atma. Ma il principio dell’Atma non può essere visto. Potete soltanto visualizzare il comportamento, buono o cattivo, degli esseri viventi che da esso hanno origine.

La filosofia del non-dualismo (adavaita) di Sankara divenne popolare tra gli studiosi. Una volta, egli stava presiedendo un’ampia congregazione di studiosi. Quando chiuse gli occhi, vide sua madre in difficoltà. Il cuore di un’anima nobile è come uno specchio. Egli interruppe subito i lavori dell’assemblea e si recò a Kalady. Giunto da sua madre, le versò in bocca dell’acqua santificata di tulsi (una pianta medicinale) prima che esalasse l’ultimo respiro. In tal modo, mantenne la promessa fatta a sua madre.

Nelle circostanze prevalenti a quei tempi, gli abitanti di Kalady erano contrari che un rinunciante (sannyasi) celebrasse i riti funebri per i propri cari, poiché ritenevano che fosse contrario alla tradizione. Colui che intraprende la via della rinuncia è considerato come colui che ha abbandonato ogni relazione mondana. Ma Sankara, pur essendo un rinunciante, venne a celebrare i riti finali per sua madre, per adempiere alla promessa fatta.

Nessuno nel villaggio si fece avanti per aiutare Sankara a celebrare i riti funebri per sua madre. I Nambudiri Brahmini (Brahmini hindu dello stato del Kerala) si opposero fermamente. Secondo loro, Sankara stava agendo in contrasto con il Dharma. Non avendo altra scelta, Sankara portò il corpo di sua madre sulla propria spalla e lo cremò nel cortile sul retro della sua casa.

Questa stessa pratica è seguita ancora oggi in Kerala. Se una persona della famiglia muore, il corpo viene cremato nel cortile sul retro della casa. Se andate in Kerala, troverete case con cortili interni molto spaziosi.

Sto spiegando questo in maniera un po’ più dettagliata per far comprendere questo agli studenti. Prima di intraprendere la rinuncia (sannyasa), si è tenuti a compiere il viraja homa (un sacrificio di fuoco). Che cos’è il viraja homa? Nel viraja homa si celebrano i propri stessi riti funebri, rinunciando a tutte le relazioni mondane e al proprio nome. Da quel momento in poi si assume un nuovo nome e si indossa la veste ocra.

Tutti coloro che intraprendono il cammino della rinuncia assumono nomi come Sat-Cit-Ananda, Nityananda, etc. Tuttavia, non si vede nemmeno una traccia di beatitudine (ananda) in molti di loro.

Quando nel viraja homa si celebrano i propri stessi riti funebri, si inizia una nuova vita. Allora, dove si pone la questione delle relazioni mondane? Perciò, è prescritto che un rinunciante non debba prendere parte ad atti cerimoniali e riti sacrificali (karma kanda).

Qui desidero fare un piccolo esempio. Quando andammo a Rishikesh, Burgula Ramakrishna Rao organizzò l’alloggio per i devoti nelle case per gli ospiti e presso alcune abitazioni private. Quel giorno, Swami Sivananda e i suoi discepoli vennero e Mi chiesero di presiedere ai festeggiamenti per il 75º compleanno di Swami Sivananda. Io dissi loro che si trattava del 75º compleanno di Kuppuswami, non di Sivananda. Kuppuswami era il suo nome prima della rinuncia. Dopo aver intrapreso la via della rinuncia, Kuppuswami cessò di esistere. Il suo nome e il suo stato cambiarono. Sivananda era il nome che gli fu dato al momento della rinuncia. A quel punto erano passati trentasette anni. Pertanto, dissi loro che si trattava del 37º compleanno di Sivananda, non del 75º.

Sivananda disse di non aver mai incontrato nessuno nella sua vita che avesse impartito un insegnamento spirituale in modo tanto incisivo.

Oggi, le persone si basano solo sul nome e sullo stato fisico, ma non riconoscono il fondamento essenziale. Solo le incarnazioni divine possono mantenere lo stesso nome e lo stesso stato nella vita, dalla nascita sino alla fine. Molti commettono l’errore di associarsi e identificarsi con il proprio nome e stato precedente, anche dopo aver intrapreso la rinuncia.

Burgula Ramakrishna Rao era un grande devoto. Era anche un grande linguista, conosceva dodici lingue. Era altamente intelligente. Aveva il desiderio di compiere un pellegrinaggio a Badrinath e Kedarnath con l’Avatar in persona. Quando era Governatore dell’Uttar Pradesh, desiderava intraprendere questo sacro pellegrinaggio insieme a Swami. Avendo appreso di questo viaggio, circa 200 devoti provenienti da tutte le parti dell’India si unirono a noi e divennero parte del nostro seguito.

Burgula Ramakrishna Rao e sua moglie avevano un cuore sacro. Essi prendevano cibo solo dopo aver nutrito i devoti. Tale era il loro spirito di sacrificio. Erano soliti servire personalmente l’acqua a tutti i devoti. Quando i suoi aiutanti di campo gli dissero: “Signore, prenda anche Lei il cibo, penseremo noi a servire l’acqua ai devoti“, egli rispose: “Ora non sono il Governatore, sono il servitore di Swami“. In un’altra occasione, quando Burgula Ramakrishna Rao era Primo Ministro dell’ex Stato di Hyderabad, Swami si recò a Malakpet, a Hyderabad. Migliaia di devoti erano in fila per avere il darshan di Swami. I devoti avrebbero dovuto ricevere il darshan di Swami uno dopo l’altro, senza perdere tempo. I volontari spingevano i devoti come si fa nel sanctum sanctorum di Tirupati. Gli studenti dovrebbero comprendere quanto puro fosse il cuore di Ramakrishna Rao. Anche lui si mise in fila per ricevere il darshan di Swami.

L’Ispettore Generale della Polizia si avvicinò e gli disse: “Signore, Lei è il Primo Ministro; dunque, non dovrebbe stare in fila. Venga avanti“. Ramakrishna Rao replicò: “Posso anche essere il Primo Ministro dal punto di vista politico, ma sono un semplice devoto dal punto di vista spirituale. Non sono un devoto tanto grande da meritare di avere subito il darshan del Signore“. Tale era la sua nobiltà.

Dopo aver mantenuto la promessa fatta a sua madre, Sankara si recò a Kasi, accompagnato dai suoi discepoli. Durante il cammino, vide alcuni ragazzi e ragazze che camminavano insieme. Egli ammonì i suoi discepoli a diffidare delle attrazioni fisiche. Disse loro: “Oggigiorno, i giovani, uomini e donne, sono attratti dal corpo fisico, che è pieno di ogni sorta di impurità ed emana cattivo odore. Si lasciano trasportare dalla bellezza fisica, ma non vedono la bellezza dell’Atma interiore. Questo non si addice a un essere umano. Perché tanto attaccamento per il corpo, che cambia di momento in momento?” Il corpo fisico è destinato a disgregarsi e a ridursi in cenere. In questa nascita umana, la giovinezza è come le nuvole passeggere che vanno e vengono.

Descrivendo la natura effimera del corpo, Sankara cercò di sviluppare un senso di distacco nei cuori delle persone. A questo proposito, i giovani maschi e le giovani femmine devono comportarsi con grande cautela. Non dovrebbero nutrire attrazione per il corpo fisico, che è fatto di carne, sangue e ossa e che emana cattivo odore. Dov’è la bellezza in un simile corpo? È solo un’illusione e non la realtà.

(In questo contesto, Swami raccontò la storia di un principe che desiderava sposare la figlia di un mercante per la sua bellezza. La ragazza, devota a Dio e desiderosa di rimanere celibe, ideò un piano per liberare il principe dalla sua infatuazione. Gli fece sapere che avrebbe accettato di sposarlo se, dopo una settimana, egli ne fosse ancora convinto. Nel frattempo, prese una serie di purganti, raccolse tutte le escrezioni in alcuni recipienti e si presentò al principe. A quel punto, era così emaciata che ogni suo fascino giovanile era svanito. Disse al principe che la bellezza che egli aveva visto in lei era tutta contenuta in quei recipienti. Il principe comprese la lezione e decise anch’egli di rimanere celibe e dedicarsi al servizio di Dio).

Il corpo è come una bolla d’acqua, la mente è come una scimmia impazzita. Il corpo segue la mente. Adi Sankara insegnò ai giovani a non nutrire attrazione per i piaceri sensoriali.

Il corpo, che è composto dai cinque elementi, è debole ed è destinato a disintegrarsi.
Sebbene sia prescritta una durata di vita di cento anni, non si può darla per scontata.
Si può abbandonare il corpo mortale in qualsiasi momento: nell’infanzia, nella giovinezza o nella vecchiaia.
La morte è certa.
Pertanto, prima che il corpo perisca, fate sforzi per conoscere la vostra vera natura.

(Poesia in telugu)

Allo stesso tempo, Sankara non sostenne mai che tutti i giovani dovessero diventare rinuncianti (sannyasi). Egli consigliava loro di compiere con impegno i propri doveri e di trascorrere il tempo nella contemplazione di Dio. Insegnava quello che egli stesso praticava. Oggi i giovani, maschi e femmine, sono diventati schiavi dei sensi e conducono la loro vita come animali. È per questo che Adi Sankara insegnò ai giovani la filosofia del non-dualismo (adavaita) in un modo che potessero comprendere.

Bambini – ragazzi e ragazze! Avrete sicuramente visto dei film in una sala cinematografica. Potete apprendere il non-dualismo anche dal cinema. Quando entrate in sala, inizialmente vedete soltanto lo schermo bianco. Non sareste soddisfatti guardando soltanto lo schermo bianco per tutto il tempo. Attendete con impazienza che le immagini vengano proiettate sullo schermo. Quando appaiono le immagini, siete felici di guardarle. Ma la stessa immagine rimane sempre sullo schermo? No. Appare e scompare. Tuttavia, lo schermo né appare né scompare. È sempre presente. Lo schermo è permanente, mentre l’immagine è temporanea.

Allo stesso modo, il mondo (jagat), che va e viene, è temporaneo. Brahman, che né va né viene, è eterno. È per questo che Adi Sankara dichiarò: “Solo Brahman è reale; il mondo è irreale (Brahma sathyam jagan-mithya)“. Nella parola jagat, “ja” significa “venire” e “gat” significa “andare“. Proprio come le immagini appaiono e scompaiono sullo schermo, allo stesso modo il mondo va e viene sullo schermo di Brahman. Brahman è la Verità; è come lo schermo bianco. Ma nessuno desidera guardare solo lo schermo per tutto il tempo. Le persone guardano lo schermo soltanto quando su di esso appaiono le immagini.

Sankara dichiarò anche: “Visnu pervade l’intero universo (Sarvam Visnumayam jagat)“. Udendo questo, gli studiosi rimasero confusi, poiché in precedenza Sankara aveva affermato che il mondo è irreale. In seguito disse che l’intero mondo è permeato da Visnu. Gli studiosi si chiesero quale di queste affermazioni fosse vera. Ma Sankara disse che entrambe sono vere. Le immagini appaiono e scompaiono.

Oh Signore! Sono intrappolato in questo ciclo di nascita e morte; più e più volte sperimento l’agonia di dimorare nel grembo materno.
È molto difficile attraversare questo oceano della vita mondana.
Ti prego, fammi attraversare questo oceano e concedimi la liberazione.
Punarapi jananam punarapi maranam, Punarapi janani jathare sayanam,
Iha samsare bahu dustare, Kripayapare pahi murare.

Tutto è irreale eccetto Brahman. Ecco un esempio. Sullo schermo del cinema vedete le immagini. Vedete soltanto le immagini, ma non lo schermo. Ma dov’è lo schermo quando le immagini vi sono proiettate sopra? Diventa parte delle immagini. Senza lo schermo, non potreste vedere le immagini. Pertanto, lo schermo è sullo sfondo. Allo stesso modo, il principio eterno della Divinità permea l’intero universo.

È su questa base che si afferma: “Visnu pervade l’intero universo (Sarvam Visnumayam jagat)“. La stessa Verità è proclamata dall’enunciato vedico: “L’intero mondo è permeato da Dio (Isavasyam idam jagat)“. Lo stesso Atma è presente in tutti i nomi e forme. Senza lo schermo dell’Atma non potreste vedere l’immagine del mondo. È in questo modo che Sankara propagò al mondo il principio del non-dualismo (adavaita).

Qual è l’insegnamento essenziale del non-dualismo? Si deve prendere il principio fondamentale come base mentre si conduce la vita in questo mondo fisico ed effimero. Questo principio fondamentale è lo schermo di Brahman. Questo mondo irreale è proiettato sullo schermo di Brahman.

L’intera creazione si fonda su questo principio fondamentale. Potete sperimentare il principio dell’unità solo quando realizzate la base fondamentale della creazione. Questa unità è indicata dall’Atma, che è presente in ognuno sotto forma di coscienza.

Questo principio atmico è chiamato con vari nomi, come Rama, Krshna, Buddha, Gesù, Nanak, etc. Tutti questi nomi e forme sono attribuiti alla Divinità dalle persone. Essi hanno nascita e morte, ma non la Divinità. La Divinità è onnipervadente.

Sankara insegnò questo principio del non-dualismo a tutti gli studiosi in modo approfondito. Tuttavia, non è facile per tutti comprendere questa filosofia non-dualistica, poiché ogni individuo appare diverso dall’altro. Ma la forza fondamentale è la stessa in tutti. Essa è la forza vitale, che è anche chiamata “Io” (Aham).

Che cos’è questa forza vitale? Il processo del nostro inspirare ed espirare è indicato dal principio del soham. Questa è la nostra forza vitale. È grazie alla presenza del principio del soham che il corpo esiste. “So” significa “Quello“, “ham” significa “Io“. “Quello Tu Sei” è l’insegnamento del principio del soham, che è anche chiamato Hamsa Gayatri.

Nel corpo umano vi sono tre canali sottili – ida, pingala e sushumna (le correnti nervose alla sinistra, destra e centro della colonna vertebrale) – che sono associati alla forza vitale. L’inspirazione è indicata come puraka, l’espirazione come rechaka, e la ritenzione come kumbhaka. Questi tre costituiscono gli aspetti essenziali del controllo del respiro (pranayama). Il controllo del respiro è uno degli stadi dello yoga propugnato dal saggio Patanjali, che consiste di otto stadi, detti:

  1. controllo dei sensi interiori (yama),
  2. controllo dei sensi esteriori (niyama),
  3. posture sedute (asana),
  4. controllo del respiro (pranayama),
  5. controllo della mente (pratyahara),
  6. concentrazione (dharana),
  7. meditazione (dhyana),
  8. stato di supercoscienza (samadhi).

Il processo di inspirazione è indicato con “so” e quello di espirazione con “ham“. Tra l’inspirazione e l’espirazione, vi è la ritenzione del respiro nel punto al centro delle sopracciglia. Questo è il luogo su cui gli yogi si concentrano durante la meditazione. È la sorgente della conoscenza atmica. Gli antichi yogi hanno esortato l’uomo a concentrarsi sulla base fondamentale di ogni cosa, cioè l’Atma.

Il punto di confluenza dei fiumi Gange, Yamuna e Saraswati è chiamato Prayag nel senso mondano. Ma il vero luogo d’incontro (prayag) è quello in cui i canali nervosi ida, pingala e sushumna si uniscono. Questo è il punto situato al centro delle sopracciglia (bhrumadhya).

Adi Sankara paragonò il sentiero dell’azione sacra e disinteressata al Gange, il sentiero dell’adorazione allo Yamuna e il sentiero della saggezza alla Saraswati. Saraswati è invisibile (antar vahini). Allo stesso modo, la saggezza è l’invisibile (antar vahini) dell’azione e dell’adorazione.

Viaggiamo in treno o in auto per raggiungere Prayag. Ma il vero luogo di confluenza (prayag) non può essere raggiunto con questi mezzi di trasporto.

La stessa verità fu proclamata da Mira quando fu costretta a lasciare la sua casa. Allora ella cantò:

Oh mente! Vai sulle rive del Gange e dello Yamuna;
l’acqua del Gange e dello Yamuna è pura;
rende il corpo fresco e sereno.
Chalo re mana Ganga Yamuna teer,
Ganga Yamuna nirmal pani sheetal hota sarir

Il Signore Krshna risiede nel punto di confluenza del sacro Gange e Yamuna sotto forma di Atma. Com’è che appare Krshna?

Indossa una veste di seta gialla ed è adornato con una corona di piume di pavone e scintillanti orecchini.
Mora mukata pitambara shobhe kundala rajata sarir.

Tali sono i sentimenti sacri dei devoti dal cuore puro. Mira sperimentò l’unità con Krshna grazie alla sua profonda devozione.

Un simile principio di unità fu insegnato da Sankara sia ai giovani che agli anziani. In questo modo, gradualmente, la filosofia del non-dualismo (adavaita) fu accettata da tutti.

Quando Mandana Misra fu sconfitto nel dibattito, Sankara insistette che egli dovesse intraprendere la via della rinuncia (sannyasa), secondo la condizione stabilita. Ubhayabharati, moglie di Mandana Misra, era una grande studiosa. Ella disse a Sankara: “Voi avete piena conoscenza di tutte le scritture. Io sono la metà migliore (ardhangini) di mio marito, il che significa che sono metà del suo corpo. Pertanto, solo quando sconfiggerete anche me nel dibattito potrete chiedergli di intraprendere la rinuncia“. Sankara accettò la sua proposta e intraprese con lei un dibattito. Nel corso del dibattito, ella gli pose una domanda relativa al dharma del capofamiglia come indicato nel Kama Sastra (un trattato sull’amore coniugale). Sankara non ne aveva conoscenza. Pertanto, le chiese un mese di tempo per trovare una risposta.

In quel periodo, un re di nome Amaruka morì, e il suo corpo giaceva senza vita nel palazzo. Cogliendo l’opportunità, Sankara entrò nel corpo del re grazie al potere dello yoga. Vedendo il loro re tornare in vita, gli abitanti del regno furono colmi di gioia e lo condussero al palazzo. Ma non era il re, bensì Sankara, che era entrato nel corpo del re.

Egli iniziò a condurre la vita di un capofamiglia proprio come il re. Ma ben presto si rese conto di aver compiuto un atto non sacro, e la sua coscienza non lo accettava. Immediatamente lasciò il corpo del re, si recò da Ubhayabharati e rispose alla sua domanda.

Successivamente, Sankara partì per il suo viaggio verso il Kashmir. A quei tempi, Srinagar, in Kashmir, era anch’essa un centro di grandi studiosi e intellettuali. Il re del Kashmir li proteggeva e li sosteneva.

Non appena Sankara entrò a Srinagar, le porte del tempio della Madre Divina si chiusero all’istante. La gente tentò invano di aprirle. Molti studiosi vedici si recarono al tempio e iniziarono a cantare inni in lode della dea e a pregarla affinché aprisse le porte.

La dea fu toccata dalla loro devozione. Si udì una voce eterea che disse: “Sankara è un grande studioso e colui che pratica quello che predica (un acharya). Tuttavia, egli ha acquisito una macchia. Solo quando espierà l’errore che ha commesso e che ha causato questa macchia, le porte del tempio si apriranno“. Sankara iniziò a pregare intensamente la Madre Divina. Ammise che fu un errore entrare nel corpo del re e condurre la vita di un capofamiglia nel palazzo reale. Per espiare il peccato commesso, intraprese una profonda penitenza per undici giorni, rinunciando a cibo e sonno. Il dodicesimo giorno, le porte del tempio si aprirono da sole. Tale era la determinazione di Sankara.

L’oratore precedente ha detto: “Ognuno dovrebbe amare Swami, e solo attraverso l’Amore la vita sarà santificata“. Ma che tipo di amore dovreste avere? Non si tratta di amore mondano. Sankara acquisì una macchia a causa di un tale amore mondano. Ma anche quello non lo fece con cattiva intenzione. La sua intenzione era solo quella di dare una risposta a Ubhayabharati.

Se il vostro amore è associato al sentimento atmico, non acquisirete alcuna macchia. Il vero Amore è legato all’Atma e non al corpo. L’attaccamento al Sé è il vero Amore. L’Amore è Dio. Vivete nell’Amore. Un simile Amore conferirà purezza di cuore. Ieri ho detto: “

Uno può aver padroneggiato i Veda e i Vedanga, Uno può avere l’abilità di comporre in prosa e poesia,

Ma se manca la purezza di cuore, si rovinerà da solo.
Non dimenticate mai queste parole di saggezza.

(Poesia in telugu)

Non è la conoscenza dei Veda, delle scritture e dei Purana quello che conta. Qualunque cosa facciate con purezza di cuore è buona, pura, sacra e divina. Non compite alcuna azione con il desiderio dei frutti. Amate tutti con il sentimento che lo stesso Atma è presente in voi e in loro. Questo è il principio del vero Amore.

Prendendo un tale Amore come base dei suoi insegnamenti, Sankara propagò al mondo intero la filosofia del non-dualismo. Egli dedicò particolare attenzione ai giovani e ai bambini mentre impartiva i suoi insegnamenti.

Tuttavia, dovreste sapere che non si può sviluppare lo spirito di distacco soltanto ascoltando discorsi spirituali.

Un grande uomo d’affari andava ogni giorno ad ascoltare le conferenze sui testi mitologici tenute da un uomo santo e istruito. Un giorno, il santo annunciò pubblicamente: “Dovete tutti ascoltare questi discorsi per tutti e sette i giorni della settimana. Questo vi conferirà pieno merito“. L’uomo d’affari frequentò regolarmente i discorsi per cinque giorni. Il sesto giorno, dovette assentarsi per un lavoro urgente, così chiamò suo figlio e gli disse: “Il santo mi ha detto che otterrò grande merito se ascolto tutte e sette le sessioni dei suoi discorsi. Ma domani ho un impegno urgente. Quindi va’ tu ad ascoltare il discorso del santo al mio posto, perché non voglio perdere il merito a causa della mia assenza“. Subito dopo, l’uomo d’affari si ritirò nella sua stanza e iniziò a riflettere: “Il santo sta impartendo insegnamenti vedici secondo cui si deve rinunciare al mondo e concentrarsi solo su Dio. Egli esorta tutti a non sviluppare attaccamento al corpo e a non restare intrappolati in questo mondo oggettivo (samsara). Cosa succederà se mio figlio diventerà un rinunciante dopo aver ascoltato gli insegnamenti del santo?

Subito, si recò dal santo e gli disse rispettosamente: “Domani manderò mio figlio ad ascoltare il vostro discorso. Vi prego, non enfatizzate il valore della rinuncia nel vostro intervento. Parlate piuttosto del significato dell’amore per il mondo“. Il santo osservò: “Avete partecipato ai miei discorsi per cinque giorni. Ditemi: quanto distacco e quanta rinuncia avete sviluppato? Allora, com’è possibile che vostro figlio sviluppi lo spirito di rinuncia ascoltando il mio discorso per un solo giorno? È fuori questione“. Non è facile liberarsi dai peccati mondani accumulati nel corso di numerose nascite. Per questo motivo, Sankara fu determinato a sviluppare nei bambini un senso di distacco, purificando i loro cuori mediante l’esposizione ripetuta ai suoi insegnamenti.

I recipienti utilizzati nei matrimoni possono essere puliti di tanto in tanto. Ma il bicchiere che si usa ogni giorno deve essere pulito quotidianamente. Allo stesso modo, i giovani dovrebbero sottoporsi a questo processo di pulizia ripetutamente per sviluppare il distacco.

Fu in questo modo che Sankara sviluppò lo spirito di distacco (vairagya) nei giovani. Cosa si intende per vairagya? Ve l’ho detto in precedenza. Qualcuno vorrebbe forse mangiare il cibo che ha vomitato? Dovreste sviluppare lo stesso disgusto per i piaceri mondani che avete per il cibo vomitato.

Non dite: “Ci proverò“. “Provare è inutile. Dovete agire” [qui c’è un gioco di parole in inglese per scoraggiare i tentatvi: Try is dry, ndt ]. Dovete farlo, dovete farlo. È solo per il vostro bene.

Non vi è felicità nelle cose e nelle relazioni mondane. Quali che siano i vostri guadagni, quale che sia la felicità che sperimentate in questo mondo, dovrete lasciare tutto e andarvene da questo mondo. Pertanto, aggrappatevi saldamente a Dio. Egli è il vostro Vero e Eterno Salvatore. Sviluppate una forte determinazione a rimanere saldamente uniti a Lui. Solo allora la vostra vita sarà redenta.

Non ha senso sviluppare distacco per un certo periodo e poi attaccarsi di nuovo alle cose mondane. Una volta abbandonati i desideri mondani, abbandonateli per sempre. La Divinità si manifesterà in voi quando avrete un tale supremo senso di distacco. Questa è la verità, e nient’altro che la verità.

Gli insegnamenti di Sankara sul distacco hanno recato grande beneficio all’umanità. Oggi molti studiosi propagano il principio del non-dualismo, ma essi stessi non lo praticano. Non basta insegnare, si deve praticare.

La vostra mente dovrebbe essere immersa nei sentimenti del non-dualismo, e il vostro corpo dovrebbe tradurli in azione. Questo è il vero senso del distacco. Solo allora potrete raggiungere Brahman, che è Verità, Saggezza e Infinito (Sathyam, Jnanam e Anantam). Solo Dio è reale, tutto il resto è irreale.

(Bhagavan ha concluso il Suo discorso con il bhajan “Sathyam Jnanam Anantam Brahma…”)

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