Discorsi Divini

Non c’è da temere alcuna catastrofe mondiale

Data: 13 Febbraio 1991
Occasione: Shivarathri
Luogo: Prasanthi Nilayam

Messaggio di Bhagawan Baba che smentisce alcune notizie diffuse in vari Paesi, nelle quali Gli attribuiscono predizioni di diversi disastri che dovrebbero colpire il mondo negli anni successivi.

Sai non farà, né suggerirà mai nulla che possa arrecare danno a chicchessia. Alcune persone nei Paesi d’oltremare, così come taluni in India, hanno diffuso opuscoli nei quali si afferma che Swami avrebbe dichiarato che, nel giro di breve tempo, il mondo sarà sommerso da un immenso diluvio, che vaste regioni verranno inghiottite dalle acque e che altre calamità si abbatteranno sulla terra causando gravi sofferenze a molte nazioni. Tali pensieri non sono mai sorti in Swami, né mai sorgeranno. Si tratta delle fantasticherie di menti oziose. Non prestate loro alcun credito. In alcuni di questi opuscoli si sostiene altresì che parti di questo Paese saranno sommerse e che Swami invierà dodici studenti per soccorrere la popolazione, elencando una serie di punti in tali opuscoli. Pare che alcuni devoti siano stati tratti in inganno da questi scritti diffusi da elementi malevoli. In nessun caso i devoti devono credere a simili racconti, né devono contribuire a diffonderli trasmettendoli oralmente. Non prestate ascolto a simili notizie ridicole. È segno di debolezza dare orecchio a tali storie o intrattenersi a discuterle.

Nessuna catastrofe incombe sul mondo. Su questo vasto globo possono verificarsi, di tanto in tanto, incidenti o eventi spiacevoli in vari luoghi. Il conflitto tra Iran e Iraq è durato dieci anni: non dovete considerarlo una grande guerra. Anche in India, nel Punjab, si sono verificate attività terroristiche: si tratta forse di una lotta di vasta portata? Alcuni individui scontenti hanno fatto ricorso a tali mezzi. Che si tratti di Bharat o di qualsiasi altro Paese, la sua sicurezza risiede nella promozione di atteggiamenti retti. Chi sono i nostri amici e chi i nostri nemici? I nostri pensieri buoni sono i nostri amici; i pensieri malvagi ci seguono come ombre. Quando i pensieri si purificano, la vita si trasforma e diviene esemplare.

La mente è un intreccio di pensieri. Dalla mente scaturiscono le azioni e dalle azioni derivano i loro frutti. I pensieri sono dunque i semi che producono, in ultima analisi, i frutti della buona o cattiva sorte. L’uomo è pertanto l’artefice della propria vita. Poiché i pensieri determinano le azioni, è essenziale coltivare pensieri elevati. Persino uomini malvagi sono stati trasformati dall’influsso di uomini buoni e santi. Ratnakara ne è un esempio: il contatto con i saggi lo rese l’immortale autore del Ramayana. Quando la mente si volge a Dio, l’intera esistenza si purifica. Quello che occorre è il controllo dei sensi mediante la devozione e la fermezza.

Mi congratulo con gli studenti, ragazzi e ragazze, per come hanno mantenuto il canto dei bhajan durante tutta la notte. Tuttavia, non vi è stata piena armonia tra i gruppi dei ragazzi e delle ragazze nel cantare insieme. Mentre le ragazze non si univano ai bhajan quando il solista era un ragazzo, i ragazzi non rispondevano quando il canto era guidato da una ragazza. Non deve esservi spazio per tali differenze nel cantare il Nome del Signore. L’osservanza di Shivaratri è volta a purificare il cuore mediante la contemplazione di Dio. Quando il cuore è purificato, l’intera vita diviene sacra.

Non vi sarà bisogno di complesse riforme sociali se gli uomini svilupperanno buone qualità e agiranno rettamente. I giovani devono liberarsi dei cattivi pensieri e delle cattive abitudini. La ricerca spirituale non può essere rimandata alla vecchiaia: il momento per iniziare a cercare il Divino è ora.

Cari studenti!
Sforzatevi fin d’ora a purificare i vostri pensieri e le vostre azioni. Nella maggior parte delle istituzioni educative presenti in altre località, non si trovano studenti, ragazzi e ragazze, intenti a cantare il Nome del Signore. Solo allo Sri Sathya Sai Institute si trova l’intera comunità studentesca pervasa da pensieri sacri. Dovete impegnarvi costantemente a sviluppare questa purezza e sacralità.

Ricordate che nulla in questo mondo è potente quanto il Nome del Signore nel proteggerlo. Non saranno le armi né le bombe a salvare il mondo: solo la Grazia di Dio lo proteggerà. È dovere primario dell’uomo pregare per ottenere la Grazia Divina. La preghiera è di somma importanza. Insieme alla melodia e al ritmo dovete infondere sentimento nel canto, affinché il bhajan diventi un’offerta sacra al Divino. Un ragam (melodia) privo di bhavam (sentimento) è un rogam (malattia). Abbandonando l’orgoglio e ogni esibizionismo, dovete cantare i bhajan con umiltà e devozione: questo è il modo corretto. Tyagaraja, in uno dei suoi canti, esortò la mente a ripetere il Nome di Rama con piena consapevolezza della Sua potenza. Anche nella vita quotidiana è necessaria la consapevolezza in ogni passo e in ogni preghiera. Quando tutti i partecipanti a un bhajan cantano all’unisono, quali vibrazioni sacre si generano e quali energie divine si sprigionano! Quando tali vibrazioni pervadono il mondo, quali trasformazioni non potranno produrre! Quando si canta da soli, il cuore si fonde nel canto; ma quando molti cantano insieme, esso acquista una potenza divina. È per questo che Guru Nanak lodò il canto comunitario.

Discorso tenuto al termine dei bhajan di Shivaratri, la mattina del 13-2-1991, nel vasto Purnachandra Auditorium.

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