Quando le donne sono onorate
Data: 19 Novembre 1995
Occasione: Giornata delle Donne
Luogo: Prasanthi Nilayam
Asthiram Jeevanam loke
Yaddhrishyam tannashyam
Asthiram yauvanam dhanam
Asthiram dhara puthradih
Sathyam Keerthi dhvayam sthiram.La vita in questo mondo fenomenico è temporanea
Tutto quello che è percepito è destinato, prima o poi, a scomparire
La giovinezza e la ricchezza sono transitorie
La moglie e i figli passeranno
Solo la Verità e la Fama perdurano.
Incarnazioni dell’Amore!
In questo universo infinito, tra le miriadi di esseri viventi, l’umanità è eminente. Tra gli esseri umani, è un privilegio nascere donna. Vi sono molti esempi che dimostrano la preminenza della donna. Non nacque forse Rama come incarnazione divina nel grembo di Kausalya? Non diventarono forse grandi Lava e Kusha (i gemelli) perché nati da Sita? Non fu forse la cura affettuosa di Jeejeebai a rendere grande Shivaji? Non fu forse la pietà di Putlibai a fare di Gandhi un Mahatma? Tutti i grandi saggi, santi, eroi e guerrieri sono nati da donne “che li hanno resi grandi“. La donna è la Dea della Natura. Gayathri, che racchiude l’essenza dei Veda, è una dea, venerata come Veda Matha (la Madre dei Veda). È evidente che la nascita femminile è stimabile, adorabile e sublime. Anche il Veda celebra il principio femminile in vari modi. I rituali e le pratiche vediche attribuiscono un posto elevato alla donna.
La donna è adorata con diversi nomi: Sathyavathi, Anyavathi, Angavathi e Nidhanavathi. Sathyavathi proclama la Verità che il Divino pervade il cosmo, che Dio non è separato da Prakriti (la Natura). La Natura è una forma del Divino. Il Veda testimonia l’onnipresenza del Divino come la presenza del burro in ogni goccia di latte. Segue Anyavathi. I cinque elementi sono presenti ovunque nell’universo: terra, acqua, fuoco, *aria ed *etere*. Questi elementi variano in sottigliezza in ordine progressivo. Il Veda dichiara che anche i cinque elementi sono manifestazioni del Divino. Questo aspetto della Natura è chiamato *Angavathi*.
Il principio di Anyavathi indica quale divinità è responsabile di quale funzione e descrive le caratteristiche speciali di ciascuna divinità. Isvara è descritto come Thrishuula-dhari (il portatore del Tridente) e Thrinethra dhari (la divinità dai tre occhi). Vishnu è descritto come il portatore della conchiglia, del disco e della mazza. Krishna è descritto come Colui che ha la piuma di pavone (sul capo). Rama è descritto come Colui che brandisce l’arco. Il rituale Angavathi venera le diverse divinità con le loro caratteristiche distintive. Il rituale Nidhanavathi stabilisce nove differenti modi in cui il Divino può essere adorato, come l’ascolto, il canto del Nome, etc. Tutte le forme di culto sono presiedute da queste quattro divinità femminili. Sebbene i nomi siano differenti, la meta è una sola.
Sin dai tempi antichi, l’aspetto femminile del Divino è stato adorato in varie forme. Il Veda dichiara che dove le donne sono onorate e stimate, lì la divinità è presente con tutta la sua potenza. Sfortunatamente, oggi gli uomini considerano degradante onorare le donne. Questo è completamente sbagliato ed è segno di ignoranza. Sthree (Donna) è Grihalakshmi (la Dea della Prosperità per la casa). È acclamata come Dharmapathni (la sposa virtuosa). È chiamata Illalu (la padrona di casa) e Ardhangi (la metà migliore). Le persone si compiacciono per titoli insignificanti conferiti loro. Ma alle donne sono stati conferiti i titoli più elevati, validi per tutti i tempi. Una casa senza donna è una giungla.
Gli uomini dovrebbero riconoscere l’alto stato delle donne e onorarle e rispettarle di conseguenza. Non dovrebbero far piangere le donne né far versare loro lacrime. Una casa in cui la donna versa lacrime andrà in rovina. Gli uomini dovrebbero riservare un posto d’onore alle donne e condurre una vita rispettabile. La donna archetipica è descritta come Adhishakthi (la fonte primordiale di tutta l’energia), dotata di un intero insieme di poteri. È acclamata come la madre degli Amrithasyaputhrah (i figli dell’immortalità).
La parola Sthree è composta da tre consonanti: “Sa“, “Tha” e “Ra“. “Sa” significa la natura satvica delle donne. Rappresenta anche i tre aspetti dell’esperienza del Divino: Salokyam (visione del Divino), Sameepyam (prossimità) e Sayujyam (fusione). “Tha” significa la qualità tamasica. Ma questa qualità tamasica non è indolenza o pigrizia. Include qualità come umiltà, gentilezza e modestia. Questo significa che le donne iniziano con qualità come la mansuetudine e la modestia affinché possano servire la famiglia e la società con il giusto spirito. Vi è un detto nell’Andhra Pradesh: “Giudica una casa dalla sua padrona“. “Ra” rappresenta il rajoguna. Questo non significa aggressività o litigiosità. Questa qualità indica la prontezza delle donne, quando necessario, persino a sacrificare la propria vita per l’onore proprio e della propria famiglia. La storia del Bharath è piena di esempi di donne che hanno combattuto valorosamente e hanno dato la vita per proteggere i loro mariti e il loro onore. Sthree rappresenta dunque la combinazione dei tre guna. La donna, che per queste qualità dovrebbe essere altamente onorata, viene invece trattata come una abala (essere debole) e le viene assegnato uno status inferiore.
Non sarà fuori luogo menzionare qui che le donne che hanno esercitato il potere in Bharath o in altri Paesi hanno dimostrato di essere eccezionalmente capaci e di successo. Ci sono stati molti re in Gran Bretagna, ma nessuno ha governato il paese così bene come la Regina Vittoria. Il suo regno fu contrassegnato da rettitudine, prosperità ed efficienza. Non vi fu malcontento durante il suo regno. In tempi più recenti, Indira Gandhi ha guidato il Governo con coraggio e straordinaria abilità. Era pronta a qualsiasi sacrificio per gli interessi del Paese. Tra i Primi Ministri, ha guidato il Governo per oltre dodici anni. Molti altri hanno avuto incarichi solo brevi! Ci sono diverse organizzazioni che sono guidate da donne con grande dedizione e zelo per il bene del popolo. Valmiki esaltò la dolcezza della femminilità. Qual è la causa di questa dolcezza? Secondo Valmiki, la causa è lo spirito di sacrificio.
Una madre è pronta a sacrificare tutto, anche la propria vita, per Amore del figlio. Un tale spirito si trova solo tra le donne. Se un bambino è gravemente malato, il padre può dire che, in fondo, il bambino può anche morire. Ma la madre cercherà di salvarlo a ogni costo. È per questa ragione che la donna è descritta come Thyagamurthi, incarnazione del sacrificio. Gli uomini non hanno lo stesso spirito di sacrificio delle donne. Gli uomini possono assumere una posa eroica, ma non hanno la determinazione e la perseveranza per portare avanti la lotta fino alla fine. Valmiki descrisse la donna come bhakti svarupini (incarnazione della devozione). L’uomo fu descritto come jnanasvarupa. Il jnani ha accesso limitato alla dimora divina. Ma la donna devota ha accesso agli appartamenti più intimi. Lo status preminente accordato alle donne è evidente da tutte le Scritture antiche.