Sri Sathya Sai Guru

Maha Shivaratri

Sri Sathya Sai Baba, al pari di tanti altri veri Maestri spirituali in linea con la millenaria tradizione, indicava questa notte sacra come un momento di intensa trasformazione interiore, da trascorrere in vigilanza spirituale per favorire e conseguire l’unione con il Divino

Nei Suoi Discorsi sottolinea che la vera osservanza non consiste nei rituali esteriori, bensì nella purificazione della mente e nel ricordo costante di Dio.

Swami, ci ha offerto, nel corso degli anni di permanenza terrena, numerosi insegnamenti su come vivere e celebrare al meglio la notte di Maha Shivaratri, considerata un’opportunità unica per il progresso spirituale.

Senza pretesa di esaustività, proviamo a riassumerli in 9 punti.

  1. Comprendere il vero significato di Maha Shivaratri
    Shivaratri non è una semplice “notte oscura” ma una “notte colma d’auspicio”. In questa notte il potere della mente, associato alla luna, è al minimo.

  2. Vegliare tutta la notte in consapevolezza spirituale
    Restare svegli non è fine a sé stesso: simboleggia il superamento dell’ignoranza e il risveglio della coscienza.

  3. Meditare e recitare il Nome Divino
    La ripetizione costante del Nome di Dio purifica la mente e stabilizza il pensiero sul Divino.

  4. Contemplare il significato del Linga e di Shiva
    Il Linga è il simbolo di Dio nella Sua forma più semplice, il punto in cui tutta la creazione si fonde. Shiva rappresenta la Coscienza pura: meditare su questo principio aiuta a trascendere l’ego.

  5. Praticare il digiuno
    Astenersi o ridurre l’assunzione di cibo favorisce disciplina, leggerezza e controllo dei sensi. Tuttavia, il vero digiuno è privare i sensi dei piaceri che bramano.

  6. Controllare gli “undici Rudra
    Dominare gli 11 elementi che distolgono dalla divinità: i 5 organi d’azione, i 5 organi di percezione e l’intelletto. Solo colui che è padrone di questi undici può realizzare il Supremo. La vera austerità consiste nel dominare desideri, passioni e impulsi.

  7. Rendersi conto che “Io sono Shiva” (Shivoham)
    L’obiettivo ultimo di ogni pratica spirituale è realizzare la propria identità con il divino. Swami insegna che l’uomo è una parte di Dio e ha diritto di proclamare “Io sono Shiva”, liberandosi così dall’ego e dall’illusione.

  8. Coltivare Amore Universale
    La vera devozione a Shiva si manifesta esprimendo Amore verso tutti gli esseri, senza distinzione di razza, religione o status.

  9. Aspirare all’Auto-Realizzazione
    Alzare l’asticella della propria volontà a conseguire la Meta, dipende solo da noi. La Grazia Divina non aspetta altro per concedersi.

Auguriamo a tutti un fausto Maha Shivaratri
Il Team del PdG

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