Discorsi Divini

Riverite la madre: servite la Madrepatria

Data: 23 Novembre 1992
Occasione: 67° Compleanno di Bhagawan
Luogo: Prasanthi Nilayam

Essendo nato da Kausalya, Rama adempié al Suo ruolo divino; cresciuti dalla nobile esemplare della femminilità, Sita, I gemelli Lava e Kusha conseguirono la gloria;

L’affettuosa cura di Jijibai rese Shivaji un valoroso guerriero. Cresciuto con Amore da Puthlibai, Gandhi divenne un Mahatma. La prima lettera dell’alfabeto Spirituale è “Atma” (Madre). Vi è forse qualcosa di più grande al mondo dello Spirito che protegge tutti gli esseri viventi in ogni istante?

Incarnazioni del Divino Atma!

Non vi è nulla di più dolce dell’amore materno. La sopportazione conferisce bellezza all’uomo. Verità e rettitudine costituiscono la dura penitenza per l’uomo. La Divinità insita nell’uomo non è da lui riconosciuta. Non comprendendo che la neethi (moralità) è superiore alla propria Jathi (comunità) e che il Guna (virtù) è superiore al proprio Kulam (casta), l’uomo sta sprecando la propria vita.

Gli antichi saggi consideravano la vita umana come qualcosa di dolce. Il dovere primario dell’uomo è preservare la sacra dolcezza di questa vita. Questo può essere realizzato solo attraverso il sacrificio, e non attraverso l’egoismo. Perdere la dolce natura della vita significa rinunciare all’umanità dell’uomo.

La dolcezza Divina nella vita umana deriva dal Mathru bhavamu (amore materno). Per la protezione e la crescita dei suoi figli, la madre è disposta a compiere qualsiasi sacrificio. È questo spirito di rinuncia che rende la maternità infinitamente preziosa. Le Upanishad hanno dichiarato che non vi è altro mezzo se non Thyaga (sacrificio) per raggiungere l’immortalità. Non vi è sentimento più divino o più puro dell’amore materno. Oggi le persone non fanno alcuno sforzo per coltivare questo sentimento. Sri Rama dichiarò: “La madre e la Madrepatria sono superiori perfino al cielo“. Dio è senza forma e senza attributi. Il Divino non manifestato viene adorato in varie forme. Dio non è facilmente accessibile a tutti. Tuttavia Dio viene adorato con fede in diverse maniere, e da ciò si trae gioia.

Tra i sacri aforismi venerati dai Bharatiya, i più importanti sono: “Mathru dhevo Bhava! Pithru dhevo Bhava!” (Adorate la madre come Dio. Adorate il padre come Dio). La madre è la principale divinità per l’uomo, in quanto incarnazione visibile del Divino che può essere direttamente sperimentata. Ogni figlio è consapevole dell’affetto, della cura e dell’interesse della madre. Egli sa come compiacerla e renderla felice. Nessuno sa come il Divino non manifestato elargisca la Sua Grazia o mostri il Suo disappunto, cosa desideri o cosa disapprovi. Si può condurre una vita sacra adorando la madre, invece di venerare il Divino non manifestato. Il Chaitanyam (Coscienza Atmica) che è presente nel Divino è anche presente negli esseri viventi.

Se questo è il caso, può sorgere un dubbio. Qual è allora la necessità di attribuire un posto unico a Dio? Quando guardate una serie di lampadine, possono sembrare tutte uguali. Ma vi sono differenze di voltaggio tra di esse, a seconda del filamento interno. Il voltaggio può variare da 40 a 5000 watt. Allo stesso modo, in tutti gli esseri umani gli elementi sono cinque, cinque sono gli organi di azione, cinque quelli di percezione, e gli altri organi sono comuni. Ma nei pensieri e nelle fantasie vi sono differenze. Anche la sacra e straordinaria potenza Divina in ciascuno di essi è diversa. È perché questa potenza Divina è presente in Dio in misura infinita che si riconosce l’unicità di Dio. È stato detto: “Yatha pinde, thatha Brahmande” (Come è nel microcosmo, così è nel macrocosmo). Brahmanda, il macrocosmo, è considerato come Virat Swarupa (la Forma Cosmica) e il microcosmo è considerato come il nucleo atomico. Questa è una visione errata. Quello che è presente nell’atomo è presente nel Cosmo. Non vi è alcuna differenza tra i due. Un piccolo seme porta in sé il potenziale per diventare un grande albero. La Forma Cosmica non è una semplice aggregazione di vari oggetti. Non significa l’Uno nei molti. La Forma Cosmica significa ciò che contiene in sé ogni cosa.

Non potete vedere il vasto albero contenuto nel minuscolo seme. Allo stesso modo, il principio atomico contiene il macrocosmo nel microcosmo. Ugualmente, la Divinità presente in Dio (il macrocosmo) è presente nell’uomo in forma sottile, come il fuoco in un fiammifero. Non potete ottenere fuoco da un fiammifero umido. L’uomo è colmo del fuoco della saggezza Divina e della sacralità. Ma ciò non è percepibile nonostante le pratiche spirituali, la severa penitenza e le molte buone azioni. La ragione è che la mente è appesantita da Ahamkara e Mamakara (tendenze egoistiche e possessive). Solo quando questa umidità viene rimossa dal sole del Vairagya (distacco), diventa possibile una vita illuminata.

Oggi l’uomo è ben informato su innumerevoli cose. Ma è ignorante della propria vera natura. A cosa serve tutta la conoscenza se non si riesce a sbarazzarsi delle cattive qualità e a realizzare la propria reale essenza? Tutti i successi e i possedimenti non hanno alcuna utilità per l’uomo. Solo una vita divina può redimerlo. La prosperità di una Nazione non scende dal cielo, né germoglia dalla terra. Essa si basa sulle azioni dell’uomo. La condotta dell’uomo deve essere purificata. Gli uomini oggi hanno dimenticato la grandezza della madre e i doveri del figlio. Come può l’uomo sperare di ottenere la beatitudine a cui aspira, se non adempie ai suoi doveri, dimentica la propria umanità, volge le spalle a Dio e si abbandona ai piaceri mondani?

Per obbedire al comando di suo padre, Rama accompagnò il saggio Visvamitra, protesse il suo Yaga e raggiunse Mithila insieme al Saggio. Dopo che Rama ebbe maneggiato l’arco di Shiva, l’Imperatore Janaka, secondo la sua precedente dichiarazione, desiderava offrire in sposa sua figlia Sita a Rama. Ma Rama non era disposto a procedere con il matrimonio senza l’approvazione dei suoi genitori. Visvamitra tentò in molti modi di persuaderLo, ma Rama considerava il consenso dei Suoi genitori più essenziale dell’obbedienza alle parole del precettore. Rama non osò nemmeno guardare Sita fino a quando i suoi genitori non arrivarono e acconsentirono all’unione. Bharath oggi ha dimenticato questo messaggio divino di Rama, che rivela la Sua profonda devozione per la madre e il padre. Per adempiere ai comandi del padre, Rama andò in esilio e trascorse quattordici anni nella foresta. Egli considerava l’adesione alla Verità come la più alta penitenza. Quando Rama era nella foresta, Bharatha, accompagnato da Vasishtha e altri, si recò da Lui per persuaderLo a tornare nel Regno. Rama disse a Vasishtha: “Guruji, la vita non è più preziosa del rispetto per la verità. Sono entrato nella foresta per obbedire al comando di Mio padre. Se tornassi nel Regno, tradirei la promessa di Mio padre. Preferirei piuttosto rinunciare alla vita che rinunciare alla Mia adesione alla verità“. La storia di Rama insegna al mondo la suprema grandezza di una vita fondata sulla Verità, sul sacrificio, sull’integrità e sulla moralità.

È degno di compassione quell’uomo che non ha meritato la grazia di sua madre, che non ha goduto degli sguardi colmi d’amore della madre e che non ha cercato di renderla felice. Questo è illustrato da un episodio del Mahabharatha. Dopo che tutti i Kaurava furono uccisi in battaglia, Krishna si recò dal loro anziano padre cieco, Dhritharashtra, e da sua moglie Gandhari per consolarli. Incapace di contenere la propria amarezza e il proprio dolore, Gandhari accusò Krishna con parole aspre. Krishna le disse: “Gandhari! State commettendo un grave errore. Fin dal momento della loro nascita, avete mai guardato uno dei vostri figli? Se i Kaurava non hanno beneficiato del vostro stesso sguardo, come possono essere visti da Me?” Questo significa che chi non ha ricevuto lo sguardo amorevole della madre non merita lo sguardo grazioso del Divino. In Bharath oggi, questo principio di Dharma è stato cancellato. Immersi in preoccupazioni egoistiche, gli uomini stanno dimenticando il Divino e rinunciando a ogni principio di moralità e giustizia. Guardando lo stato delle cose in Bharath oggi, è evidente che la Nazione ha subito un profondo declino morale.

Incarnazioni dell’Amore!

Riconoscete la verità che la moralità è il requisito primario della società umana. Dovete compiere i vostri doveri e adempiere alle vostre responsabilità. Dovete essere uniti e partecipare al servizio sociale. L’unione è forza. Essa promuove il benessere di tutti. Se non si lotta per l’unità e il progresso, come si può servire la società? Anche le piccole formiche, agendo all’unisono, possono distruggere un serpente. Oggi, nel Paese, l’unità è minata. Vi sono divergenze in ogni casa. Le istituzioni senza unità alla fine crollano. Una Nazione divisa va incontro alla distruzione. Pertanto, per il benessere della Nazione, tutti devono vivere in unità. Le distinzioni tra alti e bassi devono essere abbandonate. Solo il bene della Nazione deve essere tenuto presente. Siete ben consapevoli delle divisioni all’interno di ogni partito politico. Queste divisioni stanno frammentando i partiti in mille pezzi. Se questa frammentazione continua, come può la Nazione progredire? L’individuo che ha a cuore il benessere della Nazione deve rinunciare all’interesse personale, coltivare lo spirito di unità e lavorare per il progresso della Nazione. Questo deve essere il primo motto del Paese.

Coloro che si dichiarano cittadini di Bharath sono ignari dell’onore e del prestigio della Nazione. L’uomo che non è fiero della propria madrepatria e della propria madrelingua è peggiore di un cadavere. Se vi proclamate cittadini di Bharath, dovete sostenere la cultura di Bharath. Dovete comportarvi secondo la cultura Bharatiya. Se si perde l’unità, cosa può compiere qualcuno? Se vi sono tre persone in una casa, può esservi pace solo se i tre vivono in armonia. In ogni individuo vi sono tre entità nel corpo che è la sua dimora: la Manas (mente), la Vak (lingua) e il Kayam (organi dell’azione). Solo quando queste tre entità funzionano in armonia, l’individuo può avere pace. Quando vi è discordia tra esse, come può esservi pace?

Manifestate la Divinità che è in voi. Solo allora potete essere un vero vyakthi (individuo). Praticate sadhana a questo scopo. Abbandonate gli attaccamenti mondani. Sviluppate amore, cosicché possiate liberarvi dai sentimenti di divisione dentro di voi. È estremamente deplorevole che gli uomini debbano sprecare le loro vite umane, così preziose e sacre. La vita è breve e gli uomini devono fare buon uso delle loro potenzialità divine senza perdere tempo. Due mani sono state date all’uomo per nutrirsi e per rendere servizio. Non vi è posto per le persone pigre in Bharath. Chi non lavora non ha diritto di mangiare. Lavorate, lavorate e lavorate! Questo è il vostro dovere. Valutate ciò che è appropriato in una determinata situazione e agite di conseguenza.

Pochi cercano di comprendere i modi del Divino. Essi sono al di là della comprensione degli intellettuali. Dio è onnipotente. Questo è fuori discussione. La lampada brilla grazie al Divino. Anche la potenza del vento che può spegnere la lampada proviene da Dio. È ridicolo esporre una lampada a un forte vento e pregare Dio affinché la luce non si spenga. I poteri del Divino devono essere compresi correttamente e usati nel modo appropriato. Una volta, un devoto chiese a Swami perché non convertisse tutta l’acqua del mare in petrolio, dato il forte aumento del prezzo del petrolio. Il devoto aveva letto un resoconto della conversione dell’acqua in petrolio da parte di Bhagavan in un’occasione. Swami gli rispose: “Siete senz’altro intelligente, ma la vostra intelligenza non funziona correttamente. Se i mari attorno all’India venissero convertiti in petrolio, cosa accadrebbe se una persona sconsiderata come voi, camminando sulla spiaggia, gettasse una sigaretta accesa nel mare? Vi sarebbe un olocausto. Avete considerato a questa possibilità? Avete a cuore il benessere del Paese? È folle fare simili proposte“. Vi sono molte persone di questo tipo al mondo, prive di senno. Esse si presentano come individui altamente intelligenti. Si fanno avanti per criticare Dio. Nessuno ha il diritto o la competenza per criticare Dio. Dio può fare qualsiasi cosa con un atto di Volontà. Tutte le azioni compiute in modo disinteressato sono divine. Dio è presente in tutti gli esseri. Tutto ciò che è nel Cosmo è una forma del Divino. Il potere Divino sostiene ogni essere in ogni momento. Perciò, ogni uomo è incarnazione di Dio. Una volta che avete questa fede, non sarete inclini a seguire la via sbagliata.

Ognuno dovrebbe sforzarsi di riconoscere la Divinità che è presente in tutti. Questo sforzo deve essere compiuto da ciascuno. La nascita umana è stata donata a questo scopo. Non può essere lasciato a Dio. Vi sono molti che non comprendono il principio di Sai. Chi è questo Sai? Perché certe cose stanno accadendo in questo modo? Queste domande vengono poste. Io non sono un sanyasi (rinunciante). Io non sono uno yogi. Io non sono un bhogi (ricercatore di piaceri). Io non sono un thyagi (colui che rinuncia). Io sono Io. Questo “Io” è il primo nome dato all’Atma. Un rinunciante è vincolato da certe restrizioni. Il ricercatore di piaceri è vincolato in altri modi. Io non ho limitazioni. La Mia è Beatitudine senza confini. Il Mio nome è “Io“. Non è un nome dato dopo la nascita. Per comprendere Me, ognuno deve realizzare che l'”Io” è presente in tutti. L'”Io” è usato da tutti in ogni contesto, che si tratti di un milionario o di un povero. Questo “Io” è Brahman – “Aham Brahmasmi“. Tutti usano l'”Io” dall’alba al tramonto senza comprenderne il significato.

Studenti!

In quanto futuri cittadini della Nazione, dovete comportarvi in modo esemplare. Ricordate che non vi è alcun merito speciale nelle cosiddette pratiche spirituali. Ogni azione della vita quotidiana richiede Dhyana (concentrazione) e deve essere santificata compiendola come offerta a Dio. Un contadino che ara il suo campo dovrebbe sentire, allo stesso tempo, che sta arando il campo del proprio cuore. Mentre semina i semi, dovrebbe seminare nel cuore i semi delle buone qualità. Mentre innaffia il campo, dovrebbe pensare di innaffiare con amore il campo del suo cuore. In questo modo, ognuno può percorrere il cammino spirituale senza l’aiuto del rosario o il rifugio nella foresta. Oggi, il bisogno più urgente è la promozione dell’unità. Indipendentemente dalle differenze fisiche e ideologiche, il principio dell’Atma è comune a tutti. Deve essere riconosciuto che gli individui sono legati integralmente alla Società, come i diversi organi in un corpo. L’umanità stessa è un membro della Natura, e Prakrti (la natura) è un membro di Dio (il Sé Onnipresente). Se questa relazione integrale viene compresa, dove può esserci spazio per l’odio? Nessuno dovrebbe considerarsi insignificante o non importante. Ognuno, piccolo o grande, è una parte vitale del tutto ed è essenziale per il suo corretto funzionamento, proprio come tutte le parti in un razzo. Qualsiasi piccola parte difettosa può causare l’esplosione del razzo. Allo stesso modo, in questo vasto Cosmo ogni essere ha un ruolo significativo da svolgere per garantirne il buon funzionamento. Celebriamo molte festività legate a compleanni o ad altre ricorrenze. Non sono le festività a essere importanti, né gli abiti, né i discorsi. Quello che conta sono i sentimenti. Senza la purezza di pensiero, non può esserci la purezza della saggezza. Cercate di purificare le vostre menti. Coltivate Amore disinteressato verso tutti e dedicatevi al servizio sociale. Ho spesso dichiarato: “Grama Seva è Rama Seva” (servire i villaggi è servire Rama).

È un errore pensare solamente alla costruzione di un tempio per Rama. In questa vasta terra di Bharath, a cosa serve innalzare un tempio per Rama in un luogo particolare? Il cuore di ognuno dovrebbe essere trasformato in un tempio per Rama. La terra di Bharath dovrebbe essere venerata come Ramarajya (Regno di Rama). Cosa significa Ramarajya? Non si riferisce a uno Stato particolare. L’unità tra pensiero, parola e azione costituisce il Ramarajya. Oggi non vi è unità, non vi è purezza, non vi è consapevolezza della Divinità. Le persone si stanno crogiolando nel fango della “comunità“. Questo non è il dovere primario dell’uomo. Quando vi è disaccordo tra pensiero, parola e azione, l’umanità viene compromessa. L’unità deve essere promossa per favorire l’umanità. La cultura Bharatiya appartiene all’intera umanità. Il tempo, il luogo e le condizioni di vita possono variare. Ma i principi fondamentali che governano la condotta umana sono i medesimi. Se le persone desiderano progredire verso uno stato superiore, il primo requisito è il miglioramento della propria condotta. Quando le fondamenta sotto i vostri piedi sono instabili, come potete aspettarvi di costruire il palazzo della vita? La vostra condotta è la base, le vostre azioni sono i mezzi. Sviluppate la fede. Senza fede la vita è uno spreco. Oggi l’uomo crede in tutto tranne che in Dio. Questa è la sua sfortuna. Dio è onnipresente. L’uomo che non ha fede in Dio non ha fede in sé stesso. Sviluppate fiducia in voi stessi, che è la base per il progresso di ogni Nazione. Su queste fondamenta di fede, innalzate i muri dell’Ananda (Beatitudine). Poi ponetevi sopra il soffitto del vairagya (distacco). Vivete sotto il tetto del thyaga (sacrificio). Questo è il cammino verso l’Auto-realizzazione. Recitate il Nome del Signore per ottenere la pace mentale e purificare il cuore. Allora potrete condurre una vita Divina.

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