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Istruttore, Maestro e Guru
Nel cammino spirituale ci sono tre figure: istruttori, maestri e guru. È importante comprendere che le loro differenze non sono solo di grado, bensì di natura, dato che cambia il tipo di relazione, la profondità della trasmissione e quanto viene effettivamente passato.
Quanto segue è tratto da Qual è la cosa più importante nella spiritualità?
L’istruttore insegna tecniche e metodi. Può insegnare a meditare, la pratica del pranayama, come si esegue correttamente un rito e via discorrendo. Non è fondamentale che abbia realizzato quello che insegna, ma piuttosto che non inquini la tradizione con propri apporti.
Un esempio chiarificatore: se ad un allievo risulta difficile assumere una particolare postura yoga, rientra pienamente nei doveri di istruttore suggerirgli esercizi alternativi, finalizzati a facilitarlo ad assumere correttamente tale asana, postura.
Il maestro trasmette comprensione e visione. Ha percorso la via, pertanto può orientare dall’interno, a differenza dell’istruttore che opera dall’esterno. La relazione con il maestro diventa personale e trasformativa. Lui, il maestro, conosce le trappole e le insidie del cammino spirituale, poiché le ha affrontate. Il suo contributo, pertanto, non si limita al solo aspetto tecnico.
Il guru, che può ricoprire anche i ruoli di istruttore e maestro, non trasmette informazioni, né esperienze; trasmette l’Essere stesso. Guru, come dichiara il termine, è Colui che dissolve l’oscurità. Ne consegue che il vero guru è soltanto Dio.
Va precisato che la relazione con il guru non è duale, come nel caso del maestro e dell’istruttore. Il Suo insegnamento, quello del guru, avviene soprattutto nel silenzio, mediante la Sua presenza, il Suo sguardo.
Solo Lui può far discendere nel ricercatore la shaktipat, la discesa della Shakti, l’energia, o accensione della Coscienza.
Può farlo in 4 modi:
- mediante lo sguardo, il contatto oculare diretto,
- mediante il tocco, spesso sulla fronte o sul capo,
- mediante la parola, una sillaba, un mantra o persino un grido,
- mediante il pensiero, a distanza, senza presenza fisica.
Come si nota, la cosa più importante nella spiritualità non è una particolare disciplina, né l’appartenenza ad una particolare tradizione; questo viene in seguito, è una naturale conseguenza. La cosa che più conta nella spiritualità è l’orientamento verso la verità interiore.