• Sri Sathya Sai Guru

    Non si può conseguire il Sé arrendendosi alle ombre

    Tra i 10 Principi Guida indicati da Sri Sathya Sai Baba, v’e ne uno, l’ultimo, che invita chiunque ad osservare le leggi del proprio Paese e ad essere un cittadino esemplare.

    Tuttavia, ognuno dovrebbe domandarsi: fino a che punto si possono e si devono rispettare le leggi dello Stato, se queste vanno in palese contrasto con il Dharma, la Legge Universale? Cosa dovrei fare in questo caso: seguire le leggi dell’uomo e tradire il Dharma, oppure, attenermi al Dharma e ignorare le immorali disposizioni di legge, senza farmi intimorire dalle conseguenze amministrative e/o detentive?

    Se si rispettano delle leggi eticamente deviate, non si rispetta nemmeno il primo dei 10 Principi Guida: “Ama e servi la tua Madrepatria” Il servizio deve favorire il benessere, non la miseria e la sofferenza.

    È auspicabile che nessuno eviti o tentenni dinanzi a queste tematiche. Tutti dovrebbero impegnarsi nel frugare e dissipare ogni possibile dubbio in modo definitivo, nel rimuovere la causa del degrado generale.

    Socrate, senza timori o titubanze, diede uno straordinario esempio. Egli insegnò: Laddove le leggi degli uomini vanno in contrasto con la Legge degli Dei, a qualunque costo si deve seguire la Legge degli Dei.

    Nel DD del 20 Maggio 1990, Bhagawan, sebbene con termini diversi, affermò la stessa cosa: La verità e la rettitudine non si sottometteranno mai ad alcunché. Ogni forma di potere, sia esso fisico, intellettuale, finanziario, militare o politico, deve inchinarsi dinanzi alla verità e alla rettitudine; queste ultime, però, non si piegheranno davanti a nulla. La verità e la rettitudine trionferanno sempre.

    Per i suoi insegnamenti, Socrate fu condannato a morte, Bhagawan tacciato di pedofilia. Bevendo la cicuta, con la serenità che lo contraddistingueva, Socrate elargì ai discepoli e ai posteri il suo ultimo insegnamento: “Noi andiamo per la nostra strada: io a morire e voi a vivere. Quale sia meglio solo Dio lo sa!“. Bhagawan non raccolse la menzogna, non le attribuì la minima importanza e continuò colmo di Grazia la Sua Missione.

    Alcuni che Lo seguivano credettero al “fumo“, all’inconsistenza, e lo disconobbero, dimostrando a sé stessi quanta fiducia nutrissero in Lui e in sé stessi, rispetto alle dicerie che, tutte insieme, non costituivano nemmeno una vaga prova circostanziale credibile per la stessa magistratura indiana.

    Oggi, negli Epstein’s File possiamo trovare molti nomi celebri, anche italiani, ma non il nome di Sri Sathya Sai Baba.

    Va consapevolizzato che i Principi Guida e il Codice di Condotta non sono ad un livello sotto o pari delle leggi emanate da uno Stato; essi si collocano ad un piano nettamente superiore persino a quello della Costituzione, la base a cui devono attenersi le leggi dello Stato e sulla quale vengono dichiarate costituzionali o incostituzionali, valide o non valide.

    Ritenere verità e rettitudine esclusivamente di natura trascendentale è una posizione non sostenibile: avvalla una becera visione di non-unità. Proprio come un qualsiasi albero si sviluppa dal ceppo, un Re resta tale sia palazzo sia altrove, così l’uomo, indipendentemente dall’ambito e dalle mansione svolte nella mondanità, è l’essere incarnato di quell’unica Essenza che lo dota di verità e rettitudine.

    Le molte maschere del potere fisico, intellettuale, militare o politico – a cui l’uomo si sottomette, inclusi molti sadaka, ricercatori spirituali – altro non sono che solidità illusorie. Nessuna onda, per quanto alta e tenebrosa possa essere, potrà mai sottomettere l’oceano.

    Si dovrebbe smettere di sposare verità relative e opinioni di parte, anche quando ricalcano Verità eterne ed universali. Non sono le politiche, per quanto malevoli e guerrafondaie, a recare danni al mondo e alla società, ma quelle masse di stolti che le seguono, che voltano le spalle al Dharma per un fugace e discutibile beneficio. Si rifiuta un enorme giacimento d’oro per un pezzo di carta stampata chiamata denaro; catene psicologiche più forti dell’acciaio.