Pensiero del Giorno del 09 Gennaio 2026
In sanscrito, il termine Atma si riferisce alle parole “io” e “me“. Dove sono presenti i pensieri di “io” e “me“, si sviluppa un forte attaccamento. Anche in relazione a questioni banali, quando si menziona l'”io“, la persona interessata porta la mano al cuore. Questo dimostra che il sé (io) a cui si fa riferimento non è il corpo, ma l’Atma. Quando una persona dichiara: “Qualunque sia il disastro, qualunque sia il problema con cui mi possa confrontare, io non ho paura“, rivela la sua fiducia nella sua Atma (Sé), che è la base della sua forza d’animo.
Qualunque siano i difetti nelle persone a noi legate, noi le amiamo comunque. Però, quando notiamo un difetto nella forma o nel comportamento di uno sconosciuto, lo critichiamo e ne facciamo oggetto di scherno. Questo significa che, quando vi è l’idea di “io” e “mio“, l’attaccamento è più intenso.
Sfortunatamente, oggi, identificandoci con il corpo fisico, si sviluppa un attaccamento di vedute ristrette. Dobbiamo comprendere che questi termini “io” e “me” si riferiscono all’Atma e non al corpo, e che l’Atma è unica in tutti. Dovremmo sviluppare tale equanimità e unità, e tali sentimenti sacri. Solo allora l’umanità risplende, la divinità fiorisce e la sacralità si stabilisce.
— Discorso Divino del 14 Gennaio 1990
Per tutti i problemi, il caos e la discordia presenti oggi nel mondo, la causa principale è l’attaccamento al corpo, il quale genera egoismo ed egocentrismo.
Con Amore,
Baba