Io, l’azione e il risultato
In questo mondo nessuno può esimersi dall’azione. Anche stare fermi, apparentemente senza fare nulla, è di fatto un’azione. Respirare, guardare, camminare, mangiare, pensare, lavorare o dormire, pur nella loro evidente, sebbene apparente, diversità sono azioni.
Se non è possibile sottrarsi dal compiere azioni, è invece possibile non farsi coinvolgere da esse. Si dovrebbe separare i tre aspetti affermando: io, l’azione e il risultato non siamo la stessa cosa. In particolare, io sono il testimone del mutamento operato da quelle che comunemente vengono definite azioni/reazioni e che per un variabile lasso di tempo danno luogo a quelle che indichiamo come risultati.
Il coinvolgimento è il sintomo del legame. Il legame è la malattia che ognuno esprime e sperimenta mediante l’alternanza più o meno prolungata e marcata del piacere e del dolore. Si dovrebbe realizzare che sia il piacere, che il dolore sono semplicemente Amore mal interpretato, dato che la Creazione nasce dall’Amore e di Esso ne è satura.
Il fatto che l’esperienza comune sembra negare questa verità, dovrebbe indurre a riflettere, ad indagare attentamente a come si giunge a tale conclusione. Si dovrà analizzare passo passo tutto il processo.
Un cadavere non può sperimentare né caldo né freddo, né piacere né dolore sia di tipo fisico che psicologico, a differenza di un corpo vivo. Tuttavia, anche un corpo vivo può essere immune al caldo e al freddo, come al piacere e al dolore se sotto l’effetto di particolari droghe.
Tutte le sensazioni del corpo sono elaborate dalla mente, compresi i suoi stati psicologici. Quando si afferma “la mia mente“, si dichiara implicitamente che dietro ad essa c’è il suo proprietario. Il proprietario non è la mente, è colui che la possiede e, in teoria, governare. Il proprietario è il testimone, la mente, se non purificata, è lo sperimentatore non sempre attendibile.
La via spirituale porta a scoprire e sperimentare tutto questo solo andando oltre alle parole, agli esempi, alle parabole e alle metafore. La mente usa il vocabolario, L’Io o l’Atma no.


