Sri Sathya Sai Guru

Perché mi hai abbandonato?

Sono quasi le tre del pomeriggio. Improvvisamente il cielo si fa scuro, come se la natura stessa non riuscisse a sostenere quanto sta accadendo. C’è una moltitudine gente dai sentimenti contrastanti, in quel monte.

Già da mezzogiorno il cielo si stava rannuvolando, affievolendo lentamente la luce del sole. Ora, a metà pomeriggio, l’incontrastato avanzare dell’oscurità era evidente a tutti. Era impossibile per chiunque non percepire qualcosa di inspiegabile. Con stupore, alcuni si scoprono a dire, in semplici parole, quello che sino a poco prima ignorando reprimevano: “Forse è davvero il Figlio di Dio!

Rapidamente diminuisce il trambusto e il vociare della folla, cambia tono. Il senso di vittoria di coloro che Lo guardavano soddisfatti in croce, cede spazio alla titubanza, allo smarrimento. Qualcosa che sfugge alla comprensione umana è nell’aria; lo percepiscono tutti. Qualcosa di imminente sta per accadere. Con sguardo interrogativo, in diversi cercano una spiegazione dai dotti, i punti di riferimento. Anche nei loro volti aleggia lo stesso smarrimento, da cui traspare una strozzata incredulità mista paura.

C’è chi s’inginocchia per fede, chi perché si piegano le ginocchia e chi, combattuto dentro un’armatura o un nobile vestito, deve resistere in ossequio all’autorità che rappresenta. Simbolico è il gesto di un soldato Romano: getta a terra la spada, lascia cadere l’elmo e si toglie la lorica. Era uno di quelli che Gli avevano sputato deridendoLo.

Dalla croce, dopo ore di agonia, arriva un grido che nessuno s’aspettava: “Eloì, Eloì, lemà sabactàni? – Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Nel silenzio rotto solo dal vento e dal gemito affannoso di tre croci, Gesù dice: “Ho sete“. Poco dopo, guardando la folla, aggiunge: “Tutto è compiuto“. È la nona ora – le 3 del pomeriggio – esalando l’ultimo respiro mormora: “Padre, nelle Tue mani affido il mio spirito“.

Nel corso dei successivi 2000 anni, molti religiosi e studiosi hanno tentato – avvalorandosi da quella che convenzionalmente si definisce fede e razionalità – di spiegare con le più disparate argomentazioni le ultime sette parole di Gesù.

  1. Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno;
  2. Oggi sarai con me in Paradiso;
  3. Donna, ecco tuo figlio;
  4. Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?;
  5. Ho sete;
  6. Tutto è compiuto;
  7. Padre, nelle Tue mani affido il mio spirito.

Ascoltare le spiegazioni di questi religiosi e studiosi va bene come potenziale punto di partenza; accettarle, senza guadagnarsele interiormente, assolutamente no.

Pertanto, nel silenzio del Venerdì Santo, sforzati di intuire quello che le parole non possono esprimere.

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