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Daily Sadhana del 07 Gennaio 2026
Realizzate che il corpo vi è stato donato per servire gli altri. Come deve essere reso questo servizio? Attraverso mezzi giusti e puri.
— Sri Sathya Sai Baba, 01 Gennaio 1992
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Pensiero del Giorno del 07 Gennaio 2026
Dovete considerare ogni fallimento come un gradino verso un successo maggiore. Per acquisire tale attitudine, occorre innanzitutto sviluppare le qualità della perseveranza e del coraggio. Non dovreste sottomettervi docilmente al fallimento. Una persona debole di mente non può ottenere nulla nella vita. “Na ayam Atma balahinena labhyaha – Questo Sé non può essere conquistato da chi è debole“, afferma l’Upanishad. Il coraggio e l’intraprendenza sono le qualità fondamentali di tutte le persone di successo.
“Avendo preso una risoluzione, attenetevi ad essa fino a quando non l’avrete raggiunta! Avendo desiderato qualcosa, non tornate indietro finché non sarà realizzata! Avendo chiesto qualcosa, non andate via sinché non vi sarà concessa! Avendo pregato per qualcosa, non indietreggiate sino a quando non sarà esaudita! O Egli deve accordare, oppure voi dovrete cadere svenuti! Ma tornare a mani vuote non è la qualità di un devoto! (Poesia in Telugu)” Tale dev’essere il vostro atteggiamento.
Dovete essere capaci di attirare l’attenzione di Dio su di voi. La vostra determinazione e la necessaria perseveranza devono essere così forti da permettervi di emergere vittoriosi.
— Discorso Divino del 21 gennaio 1988
Mirate sempre al più alto traguardo in qualunque campo scegliate, affinché, anche se doveste scivolare un poco, non scenderete al di sotto della soglia.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 06 Gennaio 2026
Dio non vi sta chiamando Suoi devoti. Non è sufficiente definirvi devoti di Dio. Dovrebbe essere Dio a proclamarvi Suoi devoti. Solo quando la vostra devozione sarà riconosciuta dal Signore potete definirvi devoti. Se non avete ricevuto tale riconoscimento, potrebbe significare che avete indicato un indirizzo errato nella vostra devozione. L’indirizzo corretto del Signore è il Dimorante che risiede nel Cuore (Hridayavasi). Questo significa che dovete proseguire con la vostra devozione a Dio finché la vostra stessa coscienza non sarà soddisfatta.
— Sri Sathya Sai Baba, 01 Gennaio 1992
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Epifania
La parola “Epifania” proviene dal greco ἐπιφάνεια (epipháneia), significa “manifestazione” o “apparizione gloriosa“. È un termine assai più arcaico della nascita di Gesù. Questo testimonia che “manifestazioni” o “apparizioni gloriose“, intese come incarnazioni manifeste e gloriose della divinità, per il mondo antico erano rare ma non novità.
Nella teologia cristiana, l’Epifania celebra il momento in cui la divinità di Gesù Cristo si manifesta pubblicamente al mondo, non più solo ad un gruppo ristretto come inizialmente i pastori a Natale.
I pastori, nella società giudaica di allora, erano considerati figure socialmente basse e marginali. Ma, con l’Avvento diventano i “Primi Eletti“. Dio sceglie loro, non i potenti o i religiosi del Tempio, per dare l’annuncio più importante di quel periodo storico. È il simbolo del ribaltamento dei valori portato da Gesù: i primi saranno gli ultimi e gli ultimi i primi.
Sebbene la data di nascita del Salvatore sia ancora oggetto di studi e discussioni, non vi sono dubbi sul luogo della nascita: Betlemme. Betlemme è la “Città di Davide“, il Re più grande d’Israele, il quale, prima di essere incoronato, fu un pastore, un “marginale“.
le figure di Re Davide, dei pastori, e i tre Magi, i sapienti e ricchi stranieri che rappresentano il mondo pagano, costituiscono le premesse dell’Insegnamento del Cristo: un Insegnamento universale, senza distinzioni di classe, cultura, stato sociale e credo. Il Messia, nel corso della Sua Missione mai condannò quelli che in seguito vennero aditati e perseguitati come “culti pagani“. Il Suo Insegnamento non fu coercitivo, né impositivo, né basato sul potere pastorale, bensì fondato sulla capacità di guidare le coscienze, di orientare le credenze e di plasmare la cultura dal loro interno.
Mentre l’Occidente – per ragioni che abbiamo riepilogato nell’articolo Sulla nascita di Gesù – diede particolare rilievo alla data di nascita fisica del Messia, l’Oriente, come da loro tradizione, reputò di maggior importanza un’altra data, quella caratterizzata da fattori più spirituali: il 06 Gennaio.
Fin dall’antichità questa data ha commemorato tre distinti eventi: l’adorazione dei tre Magi, il Battesimo di Gesù e il primo miracolo alle Nozze di Cana, in cui trasformò l’acqua in vino.
Il battesimo, come pratica rituale, non nacque in Occidente, né in ambito Cristiano. Le sue radici, antichissime ed Orientali, affondano nell’Antico Egitto e Mesopotamia; il Cristianesimo lo adottò rielaborandolo radicalmente secoli dopo la dipartita del Messia.
Gesù scelse di farsi battezzare sulle rive del Giordano da Giovanni il Battista con il rito in uso nel deserto della Giudea. Tale rito non era un mikveh, rituale di purificazione, ma un atto pubblico e radicale di pentimento aperto a tutti. Un atto simbolico di rinascita, mediante il quale una persona – in grado di intendere e volere, volontariamente e consapevolmente – si sottoponeva, assumendosi il fermo impegno di aderire fedelmente e fermamente ai dettami divini.
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Pensiero del Giorno del 06 Gennaio 2026
Tutte le azioni dell’uomo hanno origine nella mente. La mente funziona attraverso i pensieri. Quando i pensieri sono puri, anche la mente è pura. Con una mente purificata, la condotta dell’uomo diventa pura. È facile per un uomo stare in piedi, difficile per lui è correre. Ma, nel caso della mente, stare ferma è difficile, mentre correre le risulta facile. Questa è la differenza tra l’uomo e la sua mente.
La mente corre veloce. Questo dipende dalla forza dei pensieri. Quando una pietra viene gettata in un pozzo, una serie di increspature si formano dal punto in cui la pietra è caduta. Da lì, le increspature raggiungono il bordo del pozzo e lo ricoprono interamente. Allo stesso modo, quando la pietra del pensiero viene gettata nel lago della mente, le increspature da essa generate riempiono tutti i sensi e gli arti del corpo.
Quando il pensiero è puro e sacro, le increspature emanate dalla mente riempiono tutti i sensi e gli arti del corpo, dalla testa ai piedi, con reazioni pure. Questo pensiero puro, entrando nell’occhio, purifica la visione. Lo stesso pensiero, entrando nell’orecchio, lo rende capace di ascoltare suoni sacri. Entrando nella bocca, porta purezza nella parola. Permeando le mani, le induce a impegnarsi in azioni sacre. Le increspature sacre della mente, entrando nei piedi, li inducono a compiere pellegrinaggi.
— Discorso Divino del 26 Giugno 1994
Come seminate, così raccoglierete. Questo è un fatto ineludibile. Se i vostri pensieri sono di un certo tipo, come potete aspettarvi che i risultati siano diversi?Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 05 Gennaio 2026
Sviluppate, innanzitutto, la fede in Dio. Qualunque cosa può essere raggiunta mediante una fede incrollabile in Dio. Svolgete i vostri doveri con un senso di resa a Dio. Questa è l’essenza della vera educazione.
— Sri Sathya Sai Baba, 14 Gennaio 2006
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Pensiero del Giorno del 05 Gennaio 2026
L’amore che le persone manifestano gli uni verso gli altri è soltanto attaccamento fisico. L’egoismo e l’interesse personale sono la base di questo amore. Solo Dio è totalmente disinteressato. Non vi è nulla di sbagliato nel mantenere un rapporto con gli altri, ma amate Dio con tutto il cuore.
Qualunque lavoro svolgiate, consideratelo come lavoro di Dio. Chiunque vediate, rispettatelo come incarnazione di Dio. Come affermato nella Bhagavad Gita, Dio è presente in tutti: Mamatma sarva bhutantaratma – Io sono presente come atma in tutti gli esseri. Pertanto, non deridete né odiate nessuno.
Allo stesso tempo, non riponete troppa fiducia negli altri. Invece di avere fede negli altri, riponete tutta la vostra fede in Dio. (Swami mostra il Suo fazzoletto) Questo è un tessuto fatto di molti fili. Poiché molti fili si sono uniti, questo tessuto è diventato resistente. Se separate i fili del tessuto, potete spezzarli con le dita. Per tale motivo, rivolgete tutto il vostro amore a Dio. Amate tutti, servite tutti, considerando ciascuno come divino, ma non credete a tutti. Abbiate fede solo in Dio.
— Discorso Divino del 16 Agosto 1996
Attraverso l’Amore ci si può avvicinare a Dio e dimorare alla Sua Presenza, poiché Dio è Amore, e quando si vive nell’Amore, si vive in Dio.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 04 Gennaio 2026
Il tempo scorre veloce come un turbine. La durata della vita di ognuno si riduce ad ogni istante, come un blocco di ghiaccio che si scioglie. Il tempo passa ancor prima che l’uomo comprenda i suoi doveri nella vita. Il corpo umano non è facilmente acquisibile. L’uomo non dovrebbe sprecare la sua preziosa nascita umana senza realizzarne lo scopo primario. È dovere di ogni uomo comprendere il fine della vita e impiegare il proprio tempo nell’adempimento dei suoi doveri per santificare la propria esistenza.
— Sri Sathya Sai Baba, 01 Gennaio 1992
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Pensiero del Giorno del 04 Gennaio 2026
È solo coltivando l’Amore che potete ottenere la Grazia di Dio. Il Prema-rasam (dolce succo dell’Amore) verrà disperso se nel vostro cuore (quello spirituale) sono presenti delle falle sotto forma di cattivi sentimenti e pensieri malvagi. Se sigillate queste falle frenando le qualità malvagie, il succo dell’Amore verrà in qualche misura trattenuto.
Dovete evitare di seguire il corpo o la mente, e seguire unicamente la Coscienza. Lo scopo della vita è aiutare gli altri e non indulgere nei piaceri dei sensi. Dall’alba al tramonto, siete impegnati in attività volte al mantenimento del benessere corporeo. Cosa avete ottenuto da questo? Solo inquietudine mentale e stanchezza o malattia fisica. Il vostro obiettivo deve essere il conseguimento della Divinità. Tyagaraja si domanda in un suo canto se sia la ricchezza o il servizio al Signore a dare sukham (conforto), e giunge alla conclusione che è il servizio al Signore a recare felicità duratura.
Il servizio comporta tyaga (sacrificio). Dovete sacrificare quello che considerate molto caro. Il sacrificio porta alla vera comunione con il Divino, mentre il piacere carnale produce come unico risultato la malattia. Solo il controllo della mente condurrà all’unione con il Divino.
— Discorso Divino del 14 Aprile 1994
Tutti i rapporti umani sono basati sul corpo, mentre il rapporto con Dio è da cuore a cuore. Solo quest’ultimo è permanente e immutabile.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 03 Gennaio 2026
Non pensate mai di essere differenti da Dio. Dovete trascendere la dualità e comprendere l’unità con il Divino. Qualunque cosa accada non deviate dal sentiero dell’unità. Dovete avere una fede incrollabile. Instillate saldamente questi insegnamenti nel vostro cuore e metteteli in pratica nella vostra vita quotidiana.
— Sri Sathya Sai Baba, 14 Gennaio 2006
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Pensiero del Giorno del 03 Gennaio 2026
Cosa significa offrire tutto a Dio? Non significa starsene inoperosi senza compiere alcuna azione. Svolgete il vostro lavoro, adempiete al vostro dovere, ma offrite tutto a Dio con il sentimento – sarva karma bhagavad preetyartham (tutte le azioni sono solo per compiacere Dio). Quando compite azioni senza alcuna aspettativa dei frutti e le offrite a Dio, Dio vi concederà quello che è buono per voi.
Scrivete una lettera, la mettete in una busta e la spedite. Il vostro dovere finisce lì. La lettera raggiungerà la sua destinazione, che sia l’America, la Germania o il Giappone. Una volta imbucata la lettera, non dovete preoccuparvi se arriverà o meno a destinazione. È compito del servizio postale assicurarsi che essa arrivi a destinazione. Può darsi che vada prima a Mumbai, e da lì a New York.
Qualunque sia il mezzo di spedizione, la lettera arriverà a destinazione. Analogamente, dovete assolvere a tutte le vostre responsabilità mondane e offrirle a Dio. Spetta a Dio decidere quale tipo di felicità debba concedervi.
— Discorso Divino del 16 Agosto 1996
L’uomo senza Viswasa (fede) è come un corpo senza Swasa (respiro vitale). E quella fede deve essere intrisa d’Amore.
Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 02 Gennaio 2026
L’anno è soltanto un nome per indicare un numero di mesi, il mese un numero di giorni, il giorno un numero di ore, l’ora un numero di minuti, e il minuto sessanta secondi. Ogni secondo è nuovo. Esso è un dono, un’opportunità, una possibilità, una cosa da celebrare, da usare per il vostro elevamento.
— Sri Sathya Sai Baba, 23 Febbraio 1990
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Pensiero del Giorno del 02 Gennaio 2026
Quando dite: “Io sono un uomo“, in realtà affermate una mezza verità. L’altra metà della verità è che voi “non siete animali“. La verità è completa solo quando congiungete queste due affermazioni. L’uomo deve dimostrare di essere diverso dagli altri animali evitando la violenza, l’ignoranza e l’inerzia.
Guardate questa. Questa è una rosa. Una rosa vera. Pertanto, non c’è bisogno di invitare appositamente un’ape affinché raggiunga questa rosa. lei viene da sola. Ma l’ape si avvicina forse a una rosa di plastica? Allo stesso modo, solo quando nel cuore vi sono pensieri umani si può essere riconosciuti come uomini. Diversamente, si è soltanto una figura umana, o un uomo artificiale, o un robot. Noi andiamo dietro all'”arte” dimenticando il “cuore“. In effetti, l’arte deve provenire dal cuore. Per tale ragione si dice che l’Amore è Dio. La forma di Dio è Amore. Egli è la dimora dell’Amore.
Quando un uomo custodisce questo Dio d’Amore nel proprio cuore, può forse ricorrere alla violenza? Un simile cuore sviluppa il timore del peccato. L’Amore per Dio e il timore del peccato sono come gemelli. Insieme ad essi, è necessario sviluppare l’etica sociale, ovvero la moralità. Questa moralità è l’ancora di salvezza della nostra Nazione.
— Discorso Divino del 30 dicembre 1987
La vita pacifica è il Dharma cardinale che risplende come moralità nella società.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 01 Gennaio 2026
Se desiderate intraprendere una nuova vita, non è necessario attendere l’arrivo di un nuovo anno. Aspettare un anno intero significa attendere dodici mesi e tanti giorni, ore, minuti e secondi. Considerate ogni secondo come nuovo. Santificate ogni momento della vostra vita. Questo deve essere fatto realizzando l’unità del divino (Sat) e della coscienza (Cit). Quando questa unione è spirituale, allora si sperimenta la beatitudine (Ananda). Ogni secondo dovrebbe essere considerato come un’espressione del Divino.
— Sri Sathya Sai Baba, 01 Gennaio 1992
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Pensiero del Giorno del 01 Gennaio 2026
In questo mondo mutevole, Dio è l’Entità immutabile. Dio è onnipervadente e può essere sperimentato ovunque. Egli è adorato come Kala Kalaya Namah, Kala Swaroopaya Namah e così via. Senza il Tempo non esiste il mondo. Senza il mondo non vi è creazione; senza creazione, non vi è nulla. Ogni cosa creata nasce dal Tempo.
Il Giorno del Nuovo Anno proclama la verità che Dio è il Signore del Tempo. Sfortunatamente, l’uomo non riesce a comprendere il potere di Dio e spreca tre quarti del suo tempo in occupazioni terrene indegne. La ricerca spirituale è il modo corretto di utilizzare il tempo. Essa richiede di coltivare buoni sentimenti e compiere buone azioni senza alcun motivo egoistico, estendendo l’Amore e la compassione verso tutti gli esseri. Questa è la vera Sadhana.
“Sa” significa Atma, e “Dhana” significa ricchezza. Utilizzando il tempo nella ricerca spirituale, potete godere della ricchezza spirituale. Purtroppo, l’uomo spreca tutto il suo tempo in pensieri impuri e azioni malvagie, senza comprendere la divinità presente in lui. Si dovrebbe comprendere il valore del tempo, ogni attimo del quale svanisce più rapidamente di un lampo.
— Discorso Divino del 14 Aprile 1994
Giungerà un momento in cui volgerete lo sguardo alle vostre conquiste e sospirerete per la loro futilità. Affidate la vostra mente al Signore, prima che sia troppo tardi, e lasciate che Egli la plasmi come desidera.Con Amore,
Baba -
Buon P.I.L. 2026
In questo nuovo anno, fa che questo P.I.L. diventi il tuo migliore alleato, il tuo obiettivo quotidiano.
Ma non quel P.I.L. che cresce al crescere dei tuoi desideri, quelli che ti spingono ad acquisti compulsivi, poiché indotto a credere che tutto ti sia necessario e indispensabile, e che, mentre ti corrompe con un fugace momento di illusoria felicità, ti attende al varco per ricominciare.
No! Il P.I.L. che ti auguriamo per questo 2026 è molto più semplice, benefico, non costa nulla e fa… come dire… miracoli.
Prega – Istruisciti – Liberati
Buon P.I.L. 2026.
— Il Team del PdG
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Daily Sadhana del 31 Dicembre 2025
C’è un Creatore per questo meraviglioso e bellissimo cosmo, costituito da oggetti mobili e immobili. Egli è onnisciente, onnipotente e onnipresente. Dio è stato venerato con molti nomi e forme da popoli diversi.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1990
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Pensiero del Giorno del 31 Dicembre 2025
Ogni anno, l’uomo ha dato l’addio al vecchio anno e accolto il nuovo; questo avviene fin dall’inizio della storia umana. Ma qual è il risultato finale? Solo disperazione e angoscia, ansia e folle paura!
Questa è un’occasione per indagare e scoprire perché sia stato così. Ognuno cerca e si sforza di essere in pace con sé stesso e con la società. L’uomo ha tentato di ottenere questa pace accumulando ricchezze, che gli conferiscono potere sugli altri e la possibilità di procurarsi comodità e agi. Ha cercato di elevarsi a posizioni di autorità e influenza, così da poter modellare gli eventi secondo i suoi scopi e capricci. Ma ha compreso che entrambe queste vie sono assediate da paure, e la pace che ne deriva è soggetta a rapida e, talvolta violenta, estinzione.
Come può dunque l’uomo raggiungere la pace? Solo attraverso l’Amore! La pace è il frutto dell’albero della vita; senza di essa, l’albero è uno sterile ceppo. Il frutto è racchiuso in una scorza amara affinché il dolce succo sia conservato e protetto dai predatori; occorre rimuovere la scorza prima di assaporare la dolcezza interiore e trarne forza. La spessa scorza simboleggia le sei passioni malvagie che avvolgono il cuore amorevole dell’uomo: lussuria, collera, avidità, attaccamento, orgoglio e odio. Coloro che riescono a rimuovere la scorza mediante una disciplina dura e costante raggiungono la pace che tutti desideriamo; quella pace è eterna, immutabile e travolgente.
— Discorso Divino del 01 Gennaio 1971
Sforzatevi sempre di santificare il tempo scacciando i pensieri e le parole cattive. Solo allora la vita acquista significato.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 30 Dicembre 2025
Dove c’è Fede, lì c’è Amore; dove c’è Amore, lì c’è Pace; dove c’è Pace, lì c’è Verità; dove c’è Verità, lì c’è Beatitudine; dove c’è Beatitudine, lì c’è Dio. Poiché Dio è Beatitudine, la felicità è l’unione con Dio. Null’altro può conferire quella gioia che resta inalterata qualsiasi cosa accade o non accade.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1982
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Com’è il seva, così è l’approccio al cammino spirituale
Tre fatti di cronaca recente:
- In provincia dell’Aquila, l’autorità giudiziaria ha disposto l’allontanamento di tre minori dalla famiglia, poiché ha adottato uno stile di vita anticonformista.
- Nella contea di Oxfordshire (Inghilterra), un insegnante di un college (istituto superiore) è stato costretto a dimettersi, poiché la scelta didattica – una lezione sulle elezioni USA 2024 corredata da alcuni video del Presidente Trump – ha generato lamentele da parte di alcuni studenti, che l’hanno definita “una lezione di parte” e “fuori tema“. L’indagine interna ha prodotto accuse gravi, culminate nell’asserzione che il docente avrebbe “radicalizzato gli studenti causando loro un danno emotivo“.
- A Cremona, la decisione della scuola materna San Giorgio di sostituire la tradizionale Festa del Natale con una generica “festa dei bambini” ha allertato le opposizioni in Consiglio comunale. La celebrazione ha omesso i canti natalizi e spettacoli dei piccoli, optando per la lettura di un generico testo sulle “buone intenzioni“, evitando deliberatamente la parola “Natale” per non urtare sensibilità di nessuno.
Questi fatti rappresentativi toccano nervi scoperti della società contemporanea: i limiti dell’intervento statale nella vita familiare, ovvero, il nucleo più intimo della società; la neutralità dell’insegnamento, ossia, una scuola non indottrinata e non asservita alla politica e al consumismo; la gestione delle tradizioni in una società multiculturale, ovvero la capacità di preservare la propria identità culturale storica restando aperti ad altre culture.
La percezione diffusa nei vari Paesi Europei è che le direttive di Bruxelles mirino ad una progressiva e inesorabile distruzione del tessuto sociale, delle culture e delle identità nazionali, interessando anche le scuole di ogni ordine e grado con specifici e mirati programmi educativi dissonanti rispetto agli usi e costumi dei rispettivi popoli. Tali direttive alimenterebbero di proposito attriti interculturali, anziché stimolare una positiva interazione fra popoli diversi, e non stimolerebbero già sulla carta un propositivo dialogo atto a favorire quell’integrazione armonica in cui ogni persona, comunità e società possa accogliere quanto di meglio hanno da offrire le altrui culture. Esattamente come gestiva le diverse culture l’antico Impero Romano: un Impero sostanzialmente militarizzato, non intrusivo e in cui i cittadini godevano di maggiori libertà rispetto ad oggi.
I programmi dell’UE ufficialmente dicono una cosa, mentre le mire retrostanti affermano tutt’altro. I vertici europei parlano di pace, ma nel concreto prediligono la guerra. È palese a tutti come la pace la boicottino, anche in modo piuttosto abietto, rozzo e spudorato. Il Regno Unito vibra sulle stesse frequenze; questo, forse spiega perché il college non abbia sostenuto un suo docente, perché sempre più spesso la scuola è in combutta con genitori e studenti.
È plateale come Governi, stampa e programmi TV propinino alle nuove generazioni falsi miti ed ideali, svilendo e ridicolizzando genitori e insegnanti, i pilastri di una sana e solida società. È altrettanto plateale come la religione, millenario patrimonio socio-culturale soprattutto dell’Italia, sia costantemente schernita e rimpiazzata da beceri surrogati farneticati dalla pseudo-scienza, compiacente ai fondi d’investimento.
Siamo succubi di leggi senza Giustizia, partorite da legislatori privi di coscienza, al soldo delle correnti economico-finanziarie, e imposte da servi servizievoli che si illudono di sfuggire alla miseria che li attanaglia.
Queste situazioni guadagno terreno quando una società, dimenticando i suoi valori e le sue origini storiche, si lascia traviare dai luccichii della pirite spacciata per oro. In un tale contesto la legge dello Stato non rappresenta più i Valori Umani, sociali, morali, etici e storici della Madrepatria. La legge non è più al servizio della Nazione, ma diventa strumento di omologazione, coercizione, ricatto, nonché fonte di introiti, o furti legalizzati, per le istituzioni. Una farsa fine a sé stessa. Un peso per la società e un calvario per la gente di buona volontà. Seguire queste leggi è un’umiliazione verso sé stessi, un crimine verso la Patria, un tradimento verso Dio!
Lo Stato italiano poteva, ma non ha voluto avviare un dialogo costruttivo con la famiglia che vive ai margini di un bosco, non dentro ad un bosco come la nonna di Cappuccetto Rosso. Ha agito senza scrupoli, incurante del danno e del dolore recato sia ai bambini che ai genitori. Per tale motivo la “Famiglia nel bosco” diventa simbolo e vittima di uno Stato autoritario che, con inaudita violenza, si arroga la proprietà dei figli altrui, i quali devono essere allevati esattamente come fa il servo con il bestiame del padrone.
2500 euro mensili incassa la struttura “casa famiglia” per ciascun figlio sottratto alla coppia; 7500 euro mensili. Questa non è giustizia. Sotto la voce “tutela dei minori” gira un’enorme quantità di denaro, giustificati da non sempre limpide motivazioni; ingenti affari sulla pelle dei cittadini italiani. È un tema che dovrebbe essere approfondito, se non altro per capire quale futuro si prospetta a questi “figli rubati“.
È assai indicativo che nessuna forza politica si sia adoperata seriamente per rimediare alla criminale intrusione delle istituzioni nella vita privata di una famiglia; che nessun partito politico s’impegni a difendere l’identità, la cultura e la storica della Nazione, riportando la scuola nei suoi giusti binari: formare diligentemente le nuove leve con senso civico, sociale, culturale e patriotico, invece di lasciarla in mano a coloro che vedono in essa solo ampi margini di profitto.
È grave che nessuna associazione per i diritti civili, di avvocati e simili categorie, non si siano allertati organizzando qualche mobilitazione o campagna di sensibilizzazione a sostegno non solo di una famiglia presa di mira per le sue scelte anticonformiste, ma anche contro tutti i disservizi di uno Stato che sperpera i soldi rendendosi complice di guerre e relativi crimini, anziché investirli per il progresso nazionale.
Ma nulla supera l’assordante silenzio e indifferenza di una società che, anche se assuefatta e demoralizzata, non si organizza per richiamare lo Stato ai sani principi, ma, subendo, lo lascia proseguire imperterrito nei suoi folli progetti liberticidi, come l’identità digitale. Un click da parte dello Stato e il malcapitato di turno si ritrova in trappola: conti bloccati in entrata e uscita, impossibilitato a muoversi e anche a comprarsi di che vivere.
Un popolo che accetta tale perversa e dispotica politica dal proprio Governo, per dirla alla Orwell, “non è vittima, è complice“.
In questo scenario, qual è la posizione dei devoti di Sri Sathya Sai Baba, Colui che affermò: “La vostra vita è il Mio Messaggio?” Lo hanno colto e fatto proprio, oppure, a seguito della Sua dipartita si sono rintanati, chiusi nelle loro quasi inaccessibili comunità fatte di Centri e Gruppi, apparendo davanti all’opinione pubblica al pari di una setta? Persino gli incontri online non sono di libero accesso e fruibilità, quasi avessero paura di esporsi diffondendo i Suoi Insegnamenti.
Eppure, Bhagawan era di diverso avviso. Egli parlava pubblicamente senza chiedere a nessuno di identificarsi e lasciava che la Sua Immagine, il Suo Darshan, circolasse liberamente anche su Internet; non lo limitava con un copyright, come accade ora con i video che Lo riguardano.
Queste domande vogliono essere uno sprono, qualcosa di costruttivo, non una gratuita critica, o velata allusione. Da tempo insisto affinché tutti i devoti, aderenti o meno ad una delle Organizzazioni, si uniscano e collaborino all’unisono per dare luogo, come disse in diverse occasioni Bhagawan, ad un “nuovo Risorgimento“. Però, finché i devoti, coloro che dovrebbero dare il buon esempio alla gente, restano chiusi nel loro mondo, nella loro morente comunità, nelle ristrette idee a rimuginare o a trasognare, l’Unità non ci sarà e il Messaggio di Bhagawan non sarà veicolato nella sua concretezza.
Questi tre episodi rappresentativi dovrebbero invitare ogni singolo devoto a profonde e sincere riflessioni; dovrebbero indurlo ad analizzare scrupolosamente la motivazione e la qualità del suo seva, servizio altruistico reso al prossimo; esaminare dove posiziona l’asticella, consapevolizzarne il perché, e sforzarsi ad alzarla rimuovendo ogni possibile impedimento.
In particolare, dovrebbe scoprire se il seva che pratica incontra le necessità effettive della società, oppure è vincolato al mero e inconsapevole appagamento. Vale a dire: se mira al “che tutti siano felici“, oppure è fine a sé stesso, basta fare qualcosa.
Comprendere la motivazione e la qualità del proprio seva è di primissima importanza: esiste una stretta relazione fra l’individuo e la società, e tale relazione si riflette sul seva svolto dal singolo alla comunità. Pertanto, com’è il seva, così è l’approccio al proprio cammino spirituale.
- In provincia dell’Aquila, l’autorità giudiziaria ha disposto l’allontanamento di tre minori dalla famiglia, poiché ha adottato uno stile di vita anticonformista.
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Pensiero del Giorno del 30 Dicembre 2025
Oggi, in certi templi di Vishnu, viene aperta una porta speciale chiamata Vaikuntha-dwara, e le persone possono varcarla per raggiungere la presenza. Vaikuntha-dwara è la Porta del Paradiso, vale a dire, la soglia per l’auto-realizzazione.
La soglia verso quel Paradiso non si trova soltanto lì; essa si aprirà proprio davanti a voi, ovunque vi troviate. Bussate, e si aprirà. Vishnu significa Sarva Vyapi (Colui che è ovunque). Pertanto, la Sua dimora, Vaikuntha (il Paradiso), deve essere ovunque. Potete entrare bussando con la corretta parola d’ordine sulle labbra. Il vostro cuore può diventare Vaikuntha se lo ripulite e purificate, e permettete a Dio di manifestarsi in esso. Vaikuntha significa – “il luogo dove non c’è ombra di dolore“. Quando Dio si manifesta nel vostro cuore, tutto è pieno e libero.
La mucca trasforma l’erba e la sbobba in dolce latte nutriente e lo dona in abbondanza al suo padrone. Sviluppate quella qualità, quel potere di trasformare il cibo che consumate in dolci pensieri, parole e azioni di empatia verso tutti.
— Discorso Divino del 11 Gennaio 1968
Quando avrete colmato il vostro cuore di compassione per gli afflitti, il Signore riverserà su voi la Sua Grazia.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 29 Dicembre 2025
Solo Dio sa quello che è bene per la Creazione. Egli provvede a tutto quanto è necessario quando giunge il momento opportuno. Senza alcuno sforzo evidente da parte vostra, Egli vi concede quello che meritate. I veri devoti non si sentono delusi e non incolpano Dio se i loro desideri non vengono esauditi. È dovere dei devoti trovare vie e mezzi per ottenere la Grazia divina e compiere gli sforzi per raggiungerLo.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 2004
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Pensiero del Giorno del 29 Dicembre 2025
Una madre ha quattro figli. Il primo figlio le chiede un succo di colore rosso, il secondo di colore verde, il terzo di colore nero e il quarto di colore bianco. Se il colore del succo viene alterato, il succo sarà rovinato. Cosa fa una madre intelligente? Per soddisfare i suoi figli versa lo stesso succo in bicchieri di colore rosso, verde, nero e bianco.
I nostri corpi sono come quei bicchieri. Non si dovrebbe prestare attenzione alle differenze dei corpi. Dovremmo realizzare l’unicità dello spirito che vi dimora dentro. I bicchieri e i colori possono essere diversi, tuttavia il succo (Atma) è lo stesso in tutti. Il corpo è destinato a perire un giorno o l’altro. Si dovrà affrontare la sofferenza se ci si attacca al corpo. Per raggiungere l’immortalità e sperimentare la beatitudine si deve trascendere la forma. Finché si ha un corpo, lo si deve curare. Però, non si dovrebbe esserne eccessivamente attaccati o preoccupati.
L’ignoranza è la causa principale della preoccupazione. Qualsiasi cosa debba accadere, accadrà a suo tempo. Quindi, abbiate fede che il contenuto è il medesimo, anche quando i bicchieri continuano a cambiare. Il contenuto è il Principio Atmico.
— Discorso Divino del 25 Dicembre 2001
Anche se orecchie, naso, bocca, mani e piedi sono diversi tra loro, essi costituiscono lo stesso corpo. Similmente, Dio è l’incarnazione di tutti i nomi e forme.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 28 Dicembre 2025
Il Mio corpo, come tutti gli altri corpi, è una dimora temporanea; ma il Mio potere è eterno, omni-pervadente, immortale! Questo corpo è stato assunto per servire uno scopo: l’instaurazione del dharma e l’insegnamento del dharma. Quando tale scopo sarà raggiunto, questo corpo scomparirà, come una bolla sull’acqua.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1970
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PdG del 28 Dicembre 2025
Prahlada, da studente, aveva parlato così ai suoi compagni: “Non vi è alcuna santità né gloria divina in tutto questo; perché questa miseria della nascita, della morte e della rinascita? Un grande intelletto cerca il sentiero che conduce all’assenza di nascita e di morte“. Lo abbiamo osservato da sempre. Le persone muoiono. Le persone nascono. Qual è il fine? “Cercate il sentiero“, esortava lui.
Qual è questo sentiero? Il sentiero reale è lo stesso sentiero dal quale siamo venuti. Stiamo cercando perché abbiamo dimenticato la via e la radice. Abbiamo dimenticato l’origine a causa dell’illusione dei piaceri mondani. Sapete che il bambino appena nato piange, “Kva Kva“, che significa “qual è la mia origine?” Questa ricerca permane solo finché il bambino non entra in contatto con questa atmosfera esterna. Successivamente, il bambino considera questo mondo come tutto e vi si immerge completamente.
In merito a questa illusione o dimenticanza, il Vedanta ci mette in guardia: “Un grande intelletto deve cercare il sentiero“. Esso implora: “Per quanto tempo ti vuoi accampare in questo luogo?” L’intelletto animale dimentica, mentre un intelletto riformato cerca il giusto sentiero.
— Discorso Divino del 30 Dicembre 1987
Proprio come i minerali sono diventati l’albero, gli alberi hanno dato origine alla vita animata, e gli animali inferiori si sono evoluti nell’uomo, così anche l’uomo dovrebbe evolversi ulteriormente e diventare Dio.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 27 Dicembre 2025
Seminate i semi della bontà e raccoglierete i frutti della felicità; seminate i semi della malvagità e raccoglierete i frutti del dolore. Voi siete la causa di uno o dell’altro. Non incolpate gli altri, né attribuite parzialità a Dio.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1979
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Pensiero del Giorno del 27 Dicembre 2025
L’ambizione di ottenere fama nel mondo, di conquistare una qualche posizione di autorità sugli altri uomini, di condurre una vita lussuosa – tutto questo non potrà mai garantire shanti (pace mentale).
Shanti è il risultato di conquiste di tutt’altra natura. La ricchezza non può comandarla, né l’autorità imporla! Deve essere conquistata attraverso l’arduo cammino: meditazione, namasmarana e i nove passi verso la presenza dell’Onnipotente. Deve essere conquistata sulla terra, alla quale l’uomo appartiene di diritto, e non in qualche altro reame celeste verso cui egli possa osare dirigersi.
Moltiplicate il dolore ricordando il passato e immaginando un futuro vivido e spiacevole. Riempite il momento presente di terrore, ricapitolando il passato e proiettandovi negli eventi futuri! La puntina scorre sul disco del grammofono e la musica suona. Il disco è materia inerte. Quando la mente (la puntina) si interessa alla natura e si mette in contatto con essa si ode il canto di gioia-dolore. La colpa non è nella natura, né nella mente, ma nel contatto! Restate distaccati, mantenetevi in disparte, allora, non vi sarà alcuna reazione. Questa è la via per conquistare la pace mentale.
— Discorso Divino del 21 Novembre 1969
Il vento raduna le nuvole e, con pari rapidità, le disperde. Così anche la mente può creare condizioni di schiavitù o di liberazione.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 26 Dicembre 2025
L’Amore è l’essenza dei discorsi di Swami. Il Suo Amore è potere. Non vi è nulla di più grande dell’Amore. Quando sviluppate l’Amore, potete affrontare le sfide della vita con facilità ed emergere vittoriosi. Dio sarà sempre con voi, in voi e attorno a voi, e si prenderà cura di voi.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 2004
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Pensiero del Giorno del 26 Dicembre 2025
Gesù insegnò: “Tutti sono figli di Dio“. Quando avete una tale ferma convinzione, potete compiere qualsiasi impresa. Non è necessario leggere voluminosi libri. Colmate il vostro cuore d’Amore e lasciate ogni cosa alla Sua Volontà. Riuscirete certamente in tutte le vostre imprese.
Incarnazioni dell’Amore!
L’Amore è l’essenza dei Miei Insegnamenti. Il Mio potere è il potere dell’Amore. Non vi è nulla di più grande dell’Amore. Quando sviluppate Amore potete ottenere tutto, raggiungere luoghi mai raggiunti prima, affrontare facilmente le sfide della vita ed emergere vittoriosi. Dio sarà sempre con voi, in voi e attorno a voi, e si prenderà cura di voi.Ogni grandiosa impresa può essere compiuta mediante la preghiera. Tuttavia, la vostra preghiera deve essere la stessa dentro e fuori. La preghiera che fate dentro di voi sarà udita dallo Swami interiore. Dite dunque quello che è nel vostro cuore. Qualunque cosa desideriate, raggiungetela attraverso l’Amore; lasciate che l’Amore stesso sia la vostra preghiera primaria.
— Discorso Divino del 25 Dicembre 2004
Le preghiere devono scaturire dal cuore, sede in cui risiede Dio, e non dalla mente, dove dottrine e dubbi si scontrano.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 25 Dicembre 2025
Gesù insegnò: “Tutti sono figli di Dio“. Quando avete una convinzione così salda potete portare a termine qualsiasi compito. Non è necessario che leggiate libri voluminosi. Colmate il vostro cuore di Amore e lasciate tutto alla Sua Volontà.
Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 2004
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Sulla nascita di Gesù
L’uomo, sin dalle epoche più remote, ha sempre avvertito la profonda necessità di datare gli eventi. Le motivazioni sono varie: si va dalle necessità pratiche e di sopravvivenza, quindi il ciclo agricolo e stagionale, alle questioni sociali ed amministrative, ovvero la registrazione di possedimenti e organizzazione socio-politica, passando per le esigenze culturali e religiose, ossia la gestione delle ricorrenze liturgiche e memoria collettiva.
Su questa base, una domanda nasce spontanea: cos’è una data, oltre ad un numero sul calendario?
Una data è un legame triadico, connette tre elementi fondamentali: il soggetto interessato, sia questo individuale o collettivo, e l’evento da collocare in relazione all’ancora temporale, il punto di riferimento stabile nel tempo. Questa triade non è solo descrittiva, rivela pure la natura relazionale e culturale del tempo storico.
Gli accadimenti storici datati mediante gli acronimi AC e AD – rispettivamente, Ante Christum Natum, prima della nascita del Cristo, e Anno Domini, nell’Anno del Signore – è oggi una convenzione adottata praticamente a livello globale e l’ancora temporale stabile è la stessa nascita del personaggio storico Gesù.
L’acronimo AD ultimamente è stato sostituito con DC, Dopo Cristo. Questo testimonia il crescente allontanamento dalle radici storiche e cultura di questa nostra società che si definisce maldestramente “laica” e “progressista“.
Se fino a buona parte del secolo scorso la storia veniva divisa in due macro-aree, quella precedente all’Avvento di Cristo e quella accompagnata dalla costante Sua presenza, ora, con la denominazione “Dopo Cristo“, Gesù viene ridotto a quel semplice punto che divide una retta in due semirette. In una parole: svilito.
Ma come, dove e quando nasce l’idea di adottare questi due acronimi?
Questi acronimi nascono quasi per “caso” e, purtroppo, non per rendere eterno omaggio all’uomo, alla figura, o all’Essere Divino – a seconda delle diverse sensibilità – la cui Missione fu ed è totalmente a vantaggio dell’intera umanità.
Correva un certo anno di difficile collocazione temporale, quando a Roma, nelle sedi vaticane, il primicerius – tale Bonifacio, capo dei notai pontefici – chiese al monaco scita Dionigi il Piccolo di riformare le tabelle per il calcolo della Pasqua. All’epoca la computazione avveniva contando gli anni dall’imperatore Diocleziano, ritenuto persecutore dei cristiani.
Dionigi non propose qualcosa di rivoluzionario in sé, ma di stabilire un’ancora temporale immutabile nel tempo, in luogo a quella legata all’avvicendarsi degli imperatori e dei consoli romani. Propose, dunque, di numerare gli anni “ab incarnatione Domini nostri Iesu Christi“, dall’Incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo. In questo modo introdusse l’era cristiana nel computo degli anni.
Ora, diventa facile identificare quell’anno in cui il primicerius chiese al monaco scita di elaborare un sistema per il computo della Pasqua: correva l’anno del Signore, Anno Domini, 525. Diventava semplice perché l’anno successivo, indipendentemente dalla figura istituzionale in carica, sarebbe stato l’Anno del Signore 526, poi 527 e così via.
La soluzione elaborata da Dionigi nel VI secolo iniziò a diffondersi in ambito ecclesiastico tra il VII e VIII secolo, ma sarà utilizzata nei documenti ufficiali europei più tardi, tra il IX e il XIII secolo. Si dovrà arrivare nel XIX secolo perché diventi uno standard globale.
Nei suoi calcoli atti a determinare l’anno 1, l’anno dell’Avvento, Dionigi commise diversi errori. Da resto, lui era uno specialista nel calcolo delle date liturgiche, non era uno storico, non disponeva di tutto il materiale che dispongono gli storici attuali; ma soprattutto, all’epoca non era chiaro il concetto che la storia conta anni, la scienza conta il tempo. In altri termini, lui non aveva come obiettivo la ricostruzione storica critica, lavorava su tavole cronologiche indirette, non su fonti primarie. Il suo scopo era fissare un punto di riferimento simbolico, l’ancora temporale stabile, non intendeva dimostrare una data storica esatta.
La ricostruzione moderna, basata sullo studio sistematico e critico degli eventi riportati da diverse fonti, e sincronizzati con l’astronomia, dimostra che l’Avvento va retrodatato di 5, 7 anni rispetto all’anno 1 di Dionige. Questo anche perché, stando alle fonti, quando Erode il Grande, Re della Giudea, ordinò quella che passò alla storia come la “strage degli innocienti“, Gesù doveva avere poco meno di tre anni. Erode morì nel 4 AC. Pertanto la nascita del Messia è antecedente a quella stabilità da Dionige. Queste certezze ce le da’ l’astronomia odierna, in grado di ricostruire e datare le posizioni degli astri sino a farli combaciare con i resoconti dell’epoca.
Oggi sappiamo che né nell’anno 1 calcolato da monaco scita, né nei precedenti 7 anni, apparvero comete nei cieli del Medio Oriente. L’unico testo che menziona la cometa è il Vangelo di Matteo. L’evento, però, non trova riscontro in altre documentazioni dell’epoca. Di conseguenza, la cosiddetta “cometa di Betlemme“, altro non sarebbe che la cometa di Halley passata nel 12 AC.
Rilevante, invece, è il fenomeno che accadde nell’anno 7 AC, l’anno che secondo la scienza odierna potrebbe essere il vero anno di nascita del Cristo. In quell’anno si manifestò un fenomeno rarissimo e simbolicamente significativo per il mondo di allora: la tripla congiunzione Giove–Saturno nella costellazione dei Pesci. Secondo il simbolismo mesopotamico, Giove rappresenta regalità e sovranità, Saturno il popolo d’Israele, i Pesci la regione Siria-Palestina. Questo spiegherebbe come i Magi, astrologi orientali, abbiano potuto calcolare il periodo e il luogo della nascita del “Re dei Giudei“, della “luce che illumina le genti” e da Lui, recarvisi.
La triplice congiunzione avvenne in tre fasi: la prima nella seconda metà di Maggio e presumibilmente ne indicava l’effettiva nascita, la seconda fase a fine Settembre con il moto retrogrado, mentre l’ultima fase verso i primi di Gennaio del 6 AC.
Nota a margine: sembrerebbe che Sri Sathya Sai Baba abbia affermato che la nascita di Gesù sia avvenuta nel Maggio del 7 AC.
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Pensiero del Giorno del 25 Dicembre 2025
La sofferenza dell’uomo oggi ha tre cause principali: ha dimenticato che lo splendore di un crore [10 milioni, ndt] di soli è dentro di lui nella forma dell’Atma, ha dimenticato la verità che lui è figlio dell’immortalità, e ha dimenticato la realtà che lui è l’incarnazione della beatitudine. È per proclamare queste tre sacre verità che ogni uomo viene nel mondo come messaggero di Dio.
Cibo, sonno, paura e procreazione sono goduti anche da tutti gli animali e gli uccelli. Se l’uomo, dotato di intelligenza, discernimento e saggezza, vive per le stesse cose, questa è un’esistenza animale e non può essere chiamata vita umana.
Gesù Cristo venne dapprima come il Messaggero; poi, mediante il fiorire della divinità, il servizio alla società e il riconoscimento dell’uguaglianza fra tutti gli esseri e la condivisione di questi con tutti, salì al secondo stadio, in cui dichiarò Sé stesso come il Figlio di Dio. Colui che afferma di essere il Figlio di Dio deve possedere soltanto le qualità di Dio e deve servire la società con Amore puro e altruistico. In seguito, dopo aver manifestato questi sacri tratti, Gesù ascese allo stato di “Io e il Padre Mio siamo Uno“. Allo stesso modo, quando noi cerchiamo di assimilare le qualità di Dio in quanto Suoi figli, possiamo raggiungere lo stato del Padre Divino.
— Discorso Divino del 25 Dicembre 1976
Cercate di essere come Gesù. Egli era una persona la cui unica gioia consisteva nel diffondere Amore divino, offrire Amore divino, ricevere Amore divino e vivere di Amore divino.Con Amore,
Baba -
Auguri di Felice e Sereno Natale

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Daily Sadhana del 24 Dicembre 2025
Una lampada posta su un’altura illumina l’area; se tenuta in una fossa è come se non esistesse. Una virtù praticata è una lampada che risplende per la collettività; i buoni pensieri e le buone azioni hanno un modo di influenzare gli altri. Le gemme della saggezza, la luce dell’esperienza intuitiva non devono essere tenute lontane dai propri simili. Devono essere condivise, anche a costo della propria vita. Questa fu la lezione che Gesù insegnò e simboleggiò.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1982
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Pensiero del Giorno del 24 Dicembre 2025
Il 24 (Vigilia di Natale), le persone partecipano a qualche celebrazione in chiesa, poi tornano a casa per bere pesantemente, abbuffarsi di cibo e fare baldoria. Questo non è il significato del Natale, né del compleanno dei nobili. Le festività non sono intese per bere e mangiare, bensì per guardare dentro il proprio cuore. Purificare il cuore dalla sua sporcizia, rammentare a sé stessi gli ideali del nobile e provare a focalizzarsi almeno su uno di quegli ideali è il modo corretto di osservare questi giorni festivi.
Al presente, l’uomo vive per i desideri, invece che per gli ideali. Aspira a una vita lunga, ma non ad una vita divina. Non sta facendo alcuno sforzo per seguire le orme di questi nobili. Questo è quello che i sadhaka (aspiranti spirituali) di oggi devono fare. Ogni sadhaka deve aspirare ad essere il padrone della casa e non semplicemente un servitore. Il servitore è consapevole solo degli oggetti esterni. Ma solo il padrone saprà dove sono custoditi in casa i beni preziosi.
Finché rimaniamo servitori, ci preoccuperemo dei nomi e delle forme del mondo esterno. Quando diventiamo il padrone, cercheremo di riconoscere dove dentro di noi si trovano le preziose gemme delle buone qualità, delle virtù e della rettitudine, e anche di custodirle. Ognuno può interrogarsi da sé se sta custodendo queste preziose qualità o se si sta smarrendo nell’esteriore, nei nomi e nelle forme senza valore ed effimeri.
— Discorso Divino del 25 Dicembre 1982
Seguite il sentiero mostrato dalle anime nobili; non seguite coloro che cercano il piacere.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 23 Dicembre 2025
Si può comprendere e sperimentare la divinità soltanto attraverso l’Amore. Alcune persone si lamentano dicendo: “Swami, Dio non viene in nostro soccorso nonostante le nostre incessanti preghiere“. Io dico loro: “L’errore risiede nella vostra preghiera e non in Dio“. Se le vostre preghiere sono sincere riceveranno certamente risposta. Non vi è nulla che Dio non possa compiere.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 2004
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Natus Christus in Betleem Iudeae
Il termine “Natale” deriva da “Natalis“, che in latino significa “relativo alla nascita“. “Natalis” proviene dal verbo latino “nasci“, in italiano “nascere“.
“Dies natalis” era la comune frase che indicava il compleanno di una persona, sia questa un normale cittadino o un imperatore. Nel suo senso più ampio indicava anche l’anniversario della fondazione di una città o di un tempio.
Prima del IV secolo, i Cristiani non celebravano la nascita di Gesù. Le comunità nate attorno alla figura del Salvatore si concentravano soprattutto sulla Pasqua, simbolo di morte e resurrezione. I primi tentativi di datare la Sua nascita avvennero attorno alla metà del III secolo, prima di allora non era così rilevante. L’Oriente assunse come data significativa quella del 06 Gennaio, giorno dell’Epifania, mentre l’Occidente il 25 Marzo, poiché legata alla primavera e al solstizio pasquale.
Stabilire una data al fine di avviare una stabile ricorrenza, fu per l’Occidente un percorso tortuoso che divise la comunità in diverse contrapposte fazioni.
Nel tentativo di pacificare le diverse correnti interne alla neonata Chiesa in merito alla natura di Gesù il Cristo – le quali sfociavano spesso e volentieri in feroci e sanguinarie diatribe che rischiavano di destabilizzare l’Impero proprio nel suo cuore, Roma – furono organizzati due importanti incontri: quello dell’imperatore Costantino nel 313, passato alla storia come l’Editto di Milano, e quello dell’imperatore Teodosio, nel 380, che si concluse con l’Editto di Tessalonica (oggi Salonicco, Grecia).
A differenza del Concilio del 325 tenutosi a Nicea, (oggi İznik, Turchia) a cui il papa Silvestro I si fece rappresentare da due presbiteri romani, Vitale e Vicente, agli appuntamenti di Milano e Tessalonica, i relativi papi in carica, Milziade e Damaso I, non parteciparono. È importante ribadire che in entrambi gli incontri, Milano e Tessalonica, non si discusse in merito alla data di nascita del Messia, preannunciato secondo le profezie dell’Antico Testamento come “la luce che illumina le genti“.
L’aspetto centrale nella fede dei primi cristiani non era la data di nascita del Redentore. Questa non assumeva un’importanza significativa quanto la Pasqua, ovvero la vittoria sulla morte. La Redenzione era per loro il primo passo del mistero della salvezza dell’umanità, che si compie, appunto, con la Pasqua, morte e resurrezione di Cristo. I primi fedeli si concentravano sulla “resurrectio“, termine latino che sprona a “rialzarsi“, a guardare da una prospettiva più alta, ossia, far “morire” una bassa visione per “risorgere” in una più elevata. Questo concetto per una parte dei primi cristiani era più rilevante della data di nascita in sé del Salvatore.
Come si arriva, dunque, a stabilire il 25 Dicembre come data ufficiale di nascita di Gesù, il “Natus Christus in Betleem Iudeae“, ovvero, il Compleanno per eccellenza?
Principalmente per questioni di potere. Un potere inizialmente sostenuto da speculazioni formalmente “credibili“, mascherato da ragioni storiche e teologiche, ma mai estraneo ad atti cruenti. I primi mille anni della storia del papato, infatti, sono caratterizzati dal desiderio di supremazia e autorità su Re e Imperatori, facendo gioco forza sui fedeli e la loro paura per le scomuniche.
A cavallo fra il I e il II secolo, affermarsi, con la connotazione di imporsi, era l’obiettivo ispirante di una rilevante parte dei fondatori della nascente Chiesa. Un’istituzione che avrebbe dovuto amministrato, secondo la loro visione, il nuovo culto e regnare sul mondo intero. Pertanto, fondamentale era seminare i presupposti, il resto si sarebbe evoluto di conseguenza, proprio come l’albero è la conseguenza del seme.
Il 25 Dicembre, nell’Impero Romano veniva celebrata la festa “Dies Natalis Solis Invicti – Giorno della Nascita del Sole Invitto“. Una divinità solare associata alla luce, alla vittoria e alla rinascita del sole dopo il solstizio d’inverno. Il termine “invictus” significa ‘invitto’, ‘non vinto’, e sottolinea l’idea del sole che ritorna a prevalere sulle tenebre dopo il periodo di declino invernale.
Per i Romani, come per i Greci prima di loro, conoscere la “data di nascita” del Sole era irrilevante rispetto alla data della sua vittoria sulle tenebre. Sulla stessa linea di pensiero si trovavano anche una parte dei primi Cristiani: a costoro interessava la Pasqua; vale a dire, la vittoria della luce sull’oscurità, ossia il ritorno del Cristo vivente dalla morte.
Per i Romani morte (mors) aveva due distinti significati: quello più tangibile, fine della presenza dell’anima dentro al corpo in questo piano materiale e quello più spirituale, ritorno di quest’anima nel mondo delle ombre, o Inferi. Gli Inferi erano un luogo immaginato nelle profondità della terra, in cui la luce non poteva penetrare. Per il loro credo, l’idea che un’anima potesse ritornare dagli Inferi e rianimare il corpo, non era né assurda, né priva di fondamenta; era solamente inusuale. La letteratura di derivazione ellenica già ne parlava e ne parlavano anche diverse culture dei popolo da loro sottomessi.
Per quella parte significativa di Cristiani che conviveva pacificamente con il culto degli dèi, il problema della data di nascita di Gesù non sussisteva. Loro erano interessati all’aspetto spirituale che la Pasqua rappresentava. Tuttavia, la parte più “politica” e altolocata della nuova fede, interessava il 25 Dicembre.
Tra gli infiniti e accaniti dibattiti dottrinali sulla natura di Gesù, mettendo di fatto in secondo piano i Suoi Insegnamenti più profondi, copioso scorreva non solo il sangue dei cristiani. Queste guerre interne fra fazioni religioso-politico minacciavano la sicurezza dell’Impero. Per tentare di accordare le varie correnti in gioco, l’imperatore Aureliano adottò una strategia religiosa di tipo politico-unificatore, che indirettamente mirava a ridurre la frammentazione culturale dell’Impero. Nel 274 istituì ufficialmente, con la sua riforma religiosa, il culto statale del Sol Invictus, come culto Imperiale sovraregionale. Da quel momento, il Culto del Sole poteva essere identificato oltre che con Apollo, Mitra, Helios, anche con Gesù, poiché “Sol Invictus” non era una divinità in senso mitologico, bensì una costruzione teologica romana che fungeva da Principio Solare Supremo.
Va ricordato che la religione romana non era esclusivista. Funzionava per accumulazione e identificazione, non per sostituzione. I Romani erano aperti a qualsiasi religione o filosofia, purché non minacciasse l’integrità dell’Impero. Ogni fede poteva addizionare valore al proprio credo. Questa convinzione la si ritrova anche nella gestione delle altre razze. A differenza degli antichi Greci, i Romani non si curavano della purezza della razza, in quanto ognuna di esse apportava nuova linfa all’Impero, sotto forma di cultura, tecnologia, manodopera, commercio e uomini per l’esercito.
È bene inoltre precisare che la riforma religiosa di Aureliano non implica una identità ontologica, ma una convergenza simbolica. Nel mondo romano, in particolare nel tardo-antico, esisteva una chiara differenza tra identità religiosa ed equivalenza funzionale o simbolica. Ad esempio: i già citati Apollo, Mitra e Helios non nascevano come la stessa divinità, ma vennero progressivamente accostati e sovrapposti dato che condividevano attributi solari.
Per un Romano del III secolo dC era possibile pensare ad Apollo come forma di Helios; Helios come manifestazione del Sol Invictus e Mitra come potenza che opera sotto il Sole Invitto. Questo non valeva allora e non vale tutt’ora per la Chiesa Cristiana, la quale rifiuta il sincretismo: incompatibilità con un culto solare, anche “inclusivo“.
È su questo punto strutturale che i vertici cristiani affondano il progetto di Aureliano. Sebbene in vita Sua, Gesù condannò alcune pratiche e di altre corresse alcune interpretazioni, mai dichiarò errati un culto, una fede o un credo. Anche perché, al di là della mistificazione storica, alla base della religione politeista dell’antica Grecia, ereditata poi dai Romani, c’era l’Uno, chiamato Principio Zeus, da cui emergono, fra l’altro, le divinità del Panteon.
Perché il 25 Dicembre diventi a tutti gli effetti e in tutto l’Impero d’Occidente una festività Cristiana, ovvero sia completata la cristianizzazione della festa pagana del Sol Invictus, e ci si riferisca esplicitamente a questa data come la data della nascita di Gesù, si dovrà attendere la fine del IV secolo, quando nei testi liturgici, omelie e scritti patristici venne introdotta la formula “Dies Nātālis Domīnī – il Giorno della Nascita del Signore“. Prima, c’erano solo timidi tentativi, sebbene il Cronografo del 354 – un calendario romano redatto per un cristiano – riporti come prima testimonianza sicura della celebrazione del Natale la data del 25 Dicembre 336. Alessandria d’Egitto sarà uno degli ultimi grandi centri Orientali ad adottare questa data. Siamo all’inizio del V secolo.
Allo stato di fatto, i vangeli canonici non riportano indicazioni, neanche approssimative, circa la data di nascita di Gesù. Le principali diatribe a cavallo fra I e II secolo dC riguardavano tutt’altri argomenti e fomentavano, dall’interno dell’Impero, la tacita idea di una supremazia culturale del Cristianesimo. I suoi vertici operarono un progressivo gesto di appropriazione simbolica e delle date delle maggiori festività pagane, in particolare quelle del 25 Dicembre e del 15 Agosto. Adottarono una forma di evangelizzazione strategica pubblica, in modo che per le masse romane pagane fosse più facile aderire al cristianesimo, dato che le loro tradizioni festive non venivano cancellate, ma rielaborate sotto il profilo dell’accomodamento culturale e della continuità psicologica. Questo permetteva ai convertiti di non percepire una frattura netta, ma una promessa compiuta, una “elevazione“.
Venendo al presente, cosa direbbe Gesù in merito a questi accadimenti, qui poco più che accennati, e al fatto che il Suo Nome e la Sua Figura furono sfruttati per un deliberato “attacco” al potere dell’Impero Romano e ai vari culti in esso praticati?
Probabilmente nulla, o forse ci chiederebbe: “Dove, in tutto ciò, il Mio Insegnamento sarebbe stato intaccato?” Una domanda che stimolerebbe un’ampia riflessione: quanto abbiamo ascoltato Lui e quanto, invece, accreditandoli, gli intermediari?
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Pensiero del Giorno del 23 Dicembre 2025
Il corpo è prakriti (Natura). Non dovremmo sottometterci al corpo, dobbiamo dominarlo. Se dominate il corpo, sarà sotto controllo pure la mente e avrete la visione dell’Atma (il vero Sé).
Tutte e tre le nature – umana, animale e demoniaca – sono presenti nel vostro cuore umano. Pertanto, per condurre una vita da esseri umani dovete unificarle tutte e tre. Gradualmente, mantenendo i principi dell’Atma e della mente, dovreste abbandonare l’attaccamento al corpo. Allora la natura animale vi lascerà. Poi, rinunciando sia al corpo che alla mente, dovete coltivare solo il principio dell’Atma. A quel punto, la nostra natura diverrà divina. Dovete avere piena fede che tutto è Volontà Divina, Comando Divino e Ordine Divino. Dovete resistere a tutte le sfide e giocare il gioco della vita fino ad uscirne vittoriosi.
La vita è una sfida, affrontatela; la vita è un gioco, giocatelo; la vita è Amore, gioitene; la vita è un sogno, realizzatelo. Non scoraggiatevi davanti agli ostacoli. Non rinunciate mai ai vostri sforzi, né rallentate. Quando resisterete a tutte le sfide della vita raggiungerete la Divinità. Non date mai spazio ai dubbi. Se questi sopraggiungono, porteranno confusione. Una volta che c’è confusione, il fusibile del cuore salta! Quindi, non date spazio a questa evenienza.
— Discorso Divino del 28 Aprile 1998
Quello che distrugge la natura animale dell’uomo, coltiva l’umanità, e infine lo trasforma in un essere Divino è la spiritualità.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 22 Dicembre 2025
Solamente l’Amore può rivelare la Divinità latente in tutti. L’Amore è Dio. Vivete nell’Amore. L’Amore vive donando e perdonando; l’ego vive ottenendo e dimenticando. L’Amore è altruismo; l’egoismo è mancanza d’Amore. Non sprecate la vostra vita perseguendo i ristretti interessi dell’ego. Amate! Amate! Diventate quello che veramente siete: Incarnazioni dell’Amore.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1979
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Pensiero del Giorno del 22 Dicembre 2025
Sai vi incoraggia a riconoscere l’Atma come il vostro parente più stretto, più vicino dei membri della vostra famiglia, dei vostri consanguinei e dei vostri discendenti più cari. Quando questo avviene, non devierete mai dal sentiero del retto agire, il solo che può mantenere tale parentela.
L’attaccamento familiare talvolta agisce persino contro l’adempimento dei propri legittimi doveri. Ma l’attaccamento al Divino satura quel dovere di una nuova dedizione che assicura sia la gioia che il successo. Attiva l’uomo come null’altro può fare: conferisce, durante l’adempimento del dovere, la più alta saggezza. Da qui il consiglio: non entrate nella prakriti (mondo oggettivo) nella speranza di realizzare l’Atma; entrate nel mondo oggettivo dopo essere divenuti consapevoli dell’Atma; poiché, allora, vedrete la Natura sotto una nuova luce e la vostra stessa vita diverrà una lunga festa d’Amore.
Vi sono molte persone che impiegano la loro erudizione e intelligenza, addirittura l’erudizione vedica, in aridi dibattiti e competizioni. Sono innamorati dei loro meschini trionfi. Dichiarano che la società è un’arena per ottenere tali trionfi. Ma Sai vi esorta a cercare e rafforzare un altro tipo di compagnia, quella che non lascia spazio a questo tipo di desideri triviali.
— Discorso Divino del 01 Marzo 1974
Non vi è nulla di più grande dell’avere Amore per Dio. L’Amore è Dio e solo mediante l’Amore potete fondervi in Dio.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 21 Dicembre 2025
L’Amore divino ci rende consapevoli della presenza del Signore in ogni persona. Il Signore è presente in tutti in egual misura. La vita è Amore; l’Amore è vita. Senza Dio, privati di Dio, nulla e nessuno può esistere. È la Sua Volontà che opera come Amore in ciascuno di noi. È Lui che ispira la preghiera: “Possano tutti i mondi siano felici“.
Sri Sathya Sai Baba, 25 dicembre 1981
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Pensiero del Giorno del 21 Dicembre 2025
Dio è Amore personificato, e lo stesso Amore è immanente nel cuore di tutti gli esseri umani. Proprio come Dio ama tutti allo stesso modo, similmente l’uomo dovrebbe condividere il suo amore con tutti. Questo è il dovere primario dell’uomo. Non si dovrebbe utilizzare l’Amore donato da Dio per scopi egoistici, bensì condividerlo con tutti. Solamente allora si potrà diventare destinatari della Grazia di Dio.
L’uomo trae due tipi di benefici dal principio dell’Amore: può condividere il suo amore con gli altri e renderli felici. Dio ama colui che è amato da tutti. Dio conferisce il Suo Amore e la Sua Grazia a coloro che amano i propri simili. Se si desidera diventare destinatari dell’Amore di Dio, si deve necessariamente riconoscere il Principio del proprio Amore innato.
Ovunque venga collocata la bussola, il suo ago punterà sempre verso nord! Allo stesso modo, l’amore dell’uomo dovrebbe essere sempre diretto verso Dio. Solo una tale persona è un vero essere umano. L’uomo dovrebbe trascendere il sentimento dell’io e del mio, riconoscere il principio dell’unità in tutti gli esseri e comportarsi di conseguenza.
— Discorso Divino del 22 Ottobre 2001
Cosa significa definirsi devoti di Sai? Dovete incoraggiare l’Amore e sviluppare l’unità.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 20 Dicembre 2025
Non c’è nulla di superiore alla preghiera. Pertanto, tutti devono necessariamente offrire le proprie preghiere a Dio. Tuttavia, non si dovrebbe pregare per ottenere beni materiali.
“Oh Dio! Desidero solo il tuo Amore e nient’altro“.
Questa dovrebbe essere la vostra preghiera costante. Una volta che sarete destinatari dell’Amore di Dio potrete conquistare il mondo intero.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 2004
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Pensiero del Giorno del 20 Dicembre 2025
In un piccolo bastoncino d’incenso c’è il fuoco. Anche nel fumare una sigaretta, il fuoco è presente. Se vi è un incendio boschivo su una collina, anche in quello vediamo un grande fuoco. Il fuoco che vediamo su un bastoncino d’incenso, su una sigaretta e in un incendio boschivo – tutti costituiscono fuoco.
Nel sentimento che tutti e tre costituiscono fuoco, se portate dei ceppi di legna e li mettete su una sigaretta o su un bastoncino d’incenso, il fuoco si spegnerà, il ceppo non prenderà fuoco. D’altra parte, se prendiamo persino delle tenere foglie verdi e le mettiamo in un incendio boschivo furioso, prenderanno fuoco e bruceranno! Allo stesso modo, se il fuoco dell’Amore in voi non è abbastanza vasto non sarete in grado di sostenere il grande fuoco dell’Amore di Dio.
Se iniziate a parlare dell’Amore omni-pervadente e del Prema capillare del Signore, allora vi è il pericolo che il debole fuoco dell’Amore in voi si spenga! Prima di poter esperire questo Amore in tutti, il primo passo è promuovere l’Amore dentro di voi e innalzarlo ad un livello sufficientemente alto. A tal fine, è necessario che riconosciate una Forma e il tempo appropriato per questo. Se non prendete atto della situazione e del tempo che vi circondano, allora non sarete in grado di promuovere il Prema in voi stessi.
— Discorso Divino del 03 Giugno 1976
L’Amore di Dio è come un oceano infinito e senza fine. Quello che portate con voi dipende dalla dimensione del vostro recipiente.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 19 Dicembre 2025
Ogni cellula del corpo umano è colma d’Amore. È questo Amore microcosmico che riempie l’intero cosmo. Non avete alcun bisogno di andare a ricercare l’Amore altrove. È tutto dentro di voi. L’uomo compie ogni sforzo per accumulare ricchezze. Un pari sforzo è necessario per acquisire la ricchezza dell’Amore.
— Sri Sathya Sai Baba, 23 Novembre 1996
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Pensiero del Giorno del 19 Dicembre 2025
L’uomo trascorre la vita in tre tipi di sforzi spirituali. Ama Dio attraverso questi sentieri.
- La prima categoria, Svartha Prema o amore egoistico, riguarda coloro che pensano solamente alla propria felicità, al proprio benessere e piacere senza minimamente preoccuparsi degli altri.
- La seconda categoria, Anyonya Prema o amore reciproco, riguarda quelli che pensano alla propria famiglia e desiderano il benessere di coloro che considerano come propri.
- La terza categoria, Parartha Prema o Amore disinteressato, riguarda coloro che desiderano che tutti nella società siano felici. Lokah-samasthah sukhino bhavantu è la preghiera di questa categoria di persone. Questo è l’Amore Supremo.
La prima categoria può essere equiparata alla luce in una sola stanza: illumina soltanto quella stanza. La seconda è paragonabile alla luce lunare, che permette di vedere le cose, ma non in modo molto chiaro. Essa lascia spazio al dubbio. Per esempio, potreste vedere una corda e scambiarla per un serpente, oppure un ceppo per una persona, nella luce non troppo brillante della luna. La terza categoria è come la luce solare: vi permette di vedere tutto chiaramente, senza alcuno spazio per il dubbio.
Se avete una prospettiva spirituale, il vostro Amore non sarà limitato a voi stessi e alla vostra famiglia soltanto.
— Discorso Divino del 28 Aprile 1998
Se seguite il principio dell’Atma, considererete tutti come vostri, dato che la stessa Atma risplende in tutti gli esseri. - La prima categoria, Svartha Prema o amore egoistico, riguarda coloro che pensano solamente alla propria felicità, al proprio benessere e piacere senza minimamente preoccuparsi degli altri.
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Daily Sadhana del 18 Dicembre 2025
Qualunque cosa Dio faccia è per il benessere del mondo. Bisogna comprendere che il mondo è la stessa forma di Dio. Il Creatore e la creazione non sono differenti l’uno dall’altra. Non si dovrebbe adorare Dio per il soddisfacimento di desideri mondani. Si dovrebbe pregare Dio per raggiungerLo. Egli riversa la Sua Grazia sul devoto e concede al devoto tutto ciò di cui ha bisogno.
-– Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 2004
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Pensiero del Giorno del 18 Dicembre 2025
Cosa hanno a che fare la sociologia o le scienze sociali con le scienze dello spirito o con l’indagine sullo spirito umano? Questa è una domanda che viene comunemente posta. Allo stesso modo, molti chiedono: che cosa ha a che fare lo studente spirituale e il sadhaka con la società e i suoi problemi? Bisogna dire che entrambi questi atteggiamenti sono errati. Nessuna società può trovare il proprio compimento e nessun ideale sociale può dare frutto senza il fiorire dello spirito dell’uomo.
L’umanità non può realizzare la Divinità, di cui è espressione, senza che venga prestata costante e diligente attenzione alla coltivazione dello spirito. In quale altro modo potrebbe esprimersi questa Divinità, se non negli individui e mediante essi? Noi possiamo percepire solo jagat (il mondo), questo gioco mobile e incostante; non possiamo vedere, né udire, né odorare, gustare o toccare il Regista del Gioco, Dio. Allo stesso modo, possiamo percepire l’individuo, ma non l’entità chiamata Società. Poiché la Società non è un complesso separato e distinto formato da componenti elementari. La Società è la proliferazione divina prodotta dalla Volontà Suprema.
La Società non può giustificarsi pianificando di spartire il bottino ricavato dalla Natura, sia in parti uguali che diseguali. Il compimento che deve ispirare la Società deve essere l’instaurazione e l’elaborazione, in ogni atto e delibera sociale, della conoscenza dell’Unico Atma Universale e della beatitudine che tale conoscenza conferisce.
— Discorso Divino del 01 Marzo 1974
Chiunque serviate pensate che state servendo Dio. Questo è il vero pentimento e la vera meditazione.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 17 Dicembre 2025
Amore per Dio non significa abbandonare i vostri doveri quotidiani. Nell’adempimento di questi doveri ogni azione dovrebbe essere compiuta come un’offerta al Divino. Considerate il corpo come un tempio in movimento nel quale risiede Dio. Riconoscete che Dio è sempre con voi e attorno a voi.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1995
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Pensiero del Giorno del 17 Dicembre 2025
Dio è presente soltanto in voi. Dio è l’Incarnazione dell’Amore. Egli è presente in voi sotto forma di Amore. Non sprecate, né inquinate questo principio dell’Amore divino. Convogliate questo Amore verso il sacro sentiero. Non indirizzatelo verso un cammino empio e malvagio. Non orientatelo verso i meschini desideri del corpo o della ricchezza.
L’Amore è per amore dell’Amore. Custodite questo principio divino dell’Amore nel vostro cuore e pregate Dio. Se ottenete l’Amore di Dio, otterrete qualsiasi cosa. Come finirono le sofferenze di Kuchela? Tutte le sue tribolazioni terminarono semplicemente ricevendo l’Amore di Krishna.
Potete ottenere tutto tramite l’Amore di Dio. Non vi è nulla che sia impossibile ottenere grazie ad esso. I vostri nemici diventeranno vostri amici e coloro che vi sono lontani diventeranno vostri cari e vicini grazie all’Amore. Allo stesso modo, il vostro Amore può avvicinarvi a tutti coloro che si sono allontanati da voi. Pertanto, dovete sviluppare sempre e sempre più Amore, che sia sacro, sublime e prezioso.
— Discorso Divino del 24 Giugno 1996
Se il recipiente del vostro cuore non è rivestito d’Amore, tutto quello che fate diventa privo di sacralità.
Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 16 Dicembre 2025
L’essenza di tutte le religioni e fedi è la medesima. Il dovere primario dell’uomo è quello di arrendersi a Dio. “Arrendersi” significa raggiungere lo stato in cui il devoto sente di essere uno con Dio. Questo sentimento nasce dalla convinzione che la stessa divinità è presente in tutti.
— Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1996
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Pensiero del Giorno del 16 Dicembre 2025
Incarnazioni dell’Amore Divino!
Sebbene l’argilla sia una, i prodotti che ne ricavano variano per forma e nome. L’oro è uno, tuttavia, con esso si realizzano ornamenti di ogni tipo. Il latte è lo stesso, anche se può provenire da mucche di colori differenti. Benché il Divino sia uno, Egli si manifesta in svariate forme con diversi nomi. Dall’oceano sconfinato sorgono innumerevoli onde. Per quanto le onde appaiano differenti le une dalle altre, l’oceano è uno. Allo stesso modo, sebbene gli esseri viventi appaiano nell’Universo in miriadi di forme, tutti sono onde emerse dall’oceano del Sat-Cit-Ananda – Esistenza-Coscienza-Beatitudine.Le gioie e le pene che l’uomo sperimenta nella vita quotidiana, i suoi attaccamenti e le sue avversioni, la sua ricerca dei piaceri sensoriali, sono tutti dovuti alle bizzarrie della mente. Finché l’uomo è soggetto al sentimento della dualità non può liberarsi dagli attaccamenti e dall’odio. Non vi può essere alcuna liberazione dal dualismo sinché l’uomo non riconosce la propria divinità intrinseca.
Al giorno d’oggi sono pochi coloro che riconoscono l’unità nella diversità, nonostante vi siano innumerevoli intellettuali impegnati a promuovere divisioni e differenze. Un uomo virtuoso può proteggere il mondo più di mille intellettuali. Pertanto, la virtù è più sacra e nobile dell’intelligenza.
— Discorso Divino del 18 Dicembre 1994
L’essenza della spiritualità risiede nel visualizzare l’unità nella diversità. Questo è lo scopo della vita umana.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 15 Dicembre 2025
Con mani, piedi, occhi, testa, bocca e orecchie che pervadono ogni cosa, Dio permea l’intero universo. Non c’è luogo in cui Dio non esista.
Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 2004
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Pensiero del Giorno del 15 Dicembre 2025
Usate la mente per purificare i sentimenti, gli impulsi, gli atteggiamenti, le tendenze e i livelli di coscienza. Non permettetele di accumulare la sporcizia del mondo esterno e di depositarla dentro sé stessa. Se è attaccata all’azione, le conseguenze dell’azione si attaccano ad essa. L’azione senza attaccamento è la più pura; essa non appesantisce la mente con esaltazioni o delusioni. “Io l’ho fatto“, “Questo è mio“, questi sono i due denti velenosi che rendono l’individuo tossico. Estraete questi denti e il serpente potrà essere maneggiato e trattato come un animale domestico.
Le Organizzazioni Sri Sathya Sai devono essere vigili affinché l’egoismo e il senso di possesso personale, l’orgoglio o il sentimento di successo non si insinuino in esse. Questo è l’obiettivo da tenere sempre presente. Quando un’organizzazione viene fondata, essa deve stabilire per sé stessa certe norme e regolamenti. Ma le nostre regole sono di una natura del tutto diversa. Le nostre regole sottolineano che i membri devono prima praticare quanto che professano.
Qualunque cosa desideriate che gli altri facciano, dovete prima di tutto metterla voi in pratica quotidianamente, con sincerità e costanza. Dovete fare i bhajan regolarmente e sistematicamente, prima di consigliare la loro efficacia agli altri. Quando desiderate essere onorati dagli altri, dovete imparare ad onorarli per primi.
— Discorso Divino del 21 Aprile 1967
Il Seva deve essere orientato verso la rimozione della sofferenza fisica, l’attenuazione dell’angoscia mentale e all’adempimento dell’anelito spirituale.Con Amore,
Baba -
Il facile “credere”, questo è il problema!
Il termine “credere” è un termine interessante, spesso poco approfondito sia in ambito spirituale, che in qualsiasi altro aspetto della vita. Riflettere profondamente, attentamente e sinceramente su esso, il contesto su cui viene chiamato in causa e le relative implicazioni, risulterà davvero profittevole.
“Credere” significa “ritenere” vera una certa cosa. La maggior parte delle persone sviluppa le proprie idee, convinzioni ed azioni, e condiziona la propria vita su questo “ritenere“.
In senso semantico-pragmatico e non come distinzione rigidamente logica c’è dunque un’abissale differenza fra “credere“, o “ritenere“, ed “essere certo“. “Credere“, o “ritenere“, non equivale ad “essere certi“.
“Ritenere” avvia un processo, oppure ne postula o ne accompagna una passo, mentre “essere certo” ne constata il risultato finale. Più precisamente, il primo indica un atteggiamento cognitivo processuale e valutativo, il secondo esprime uno stato cognitivo stabilizzato e conclusivo.
“Ritenere” implica – sulla base degli elementi disponibili per dare avvio o svolgimento ad un percorso di giudizio, quali, indizi, argomenti, esperienze, credenze, ragionamenti, etc. – che si pervenga ad una conclusione che resta aperta alla revisione.
“Essere certo“, al contrario, dichiara che il processo valutativo è implicitamente dato per concluso e il risultato è assunto come definitivo e non problematico. Pertanto, ne afferma l’esito senza necessità di tematizzare il percorso.
Entrambi i termini, sebbene con grado diverso, sono soggettivi. Entrambi si relazionano al mondo fenomenico e riguardano lo stato psicologico dell’individuo, non la verità oggettiva di un fatto in sé. Quindi, non sono consequenziali: non si parte sempre dal “ritenere” per arrivare all'”essere certo“. Spesso si “ritiene” senza mai giungere alla “certezza“, o si “è certi“, per fede o pregiudizio, saltando un processo razionale o esperienziale. La loro differenza sta nel grado di convinzione e fondatezza. “Ritenere” è certamente più aperto al dubbio rispetto ad “essere certo“. Tuttavia, è pur vero che l'”essere certo“, a volte, è dichiarato da individui incapaci di gestire e risolvere i dubbi, rendendolo, di conseguenza, un raggiungimento totalmente fittizio.
In ambito spirituale, quando un devoto afferma “credo in Dio“, oppure “sono certo che Dio esiste“, sta sostanzialmente dichiarando, nel primo caso, qualcosa che ha carattere ipotetico, ossia, provvisorio o processuale; mentre nel secondo, un raggiungimento nella propria mente di una convinzione definitiva, non incline a rivisitazione. Entrambe le posizioni descrivono stati mentali soggettivi, non fasi di un percorso verso la Verità che sta oltre sia al soggettivo che all’oggettivo.
Nel mondo fenomenico il termine “Dio” è progressivamente una parola, un’idea e un concetto prodotti dall’uomo; una sua invenzione per il suo diletto, o una parvenza di un qualcosa che percepisce, ma non comprende, da sfruttare per la propria elevazione, per la via del suo ritorno. In quest’ultimo caso, strumento per il superamento della materialità, dell’intellettualizzazione e dell’astrazione.
Dio non produce le condizioni “ritenere” o “essere certo“. Dio è uno stato di coscienza, non un effetto partorito dalla mente. Pertanto, né la posizione del “credere/ritenere“, né la dichiarazione “sono certo” sostengono la piena Luce. Entrambe possono essere negate, poiché sorrette da basi deduttive o necessità psicologiche. Si dovrebbe notare la discrepanza tra “credere – essere certo“, le condizioni che favoriscono una fede ed un’adesione passive, e l’autenticità di quel raggiungimento che dissolve l’identificazione emotiva e il senso di appartenenza. In altre parole, ci si dovrebbe spingersi dal “vedere il fuoco o sentirne il suo calore“, posizioni esterne, al si “è Fuoco“; stato questo di cui non si può definire “interno“, poiché non esiste un secondo.
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Daily Sadhana del 14 Dicembre 2025
Sforzatevi di acquisire la compagnia dei buoni. La compagnia dei buoni vi avvicina a Dio. La pratica spirituale vi rende cari al Signore. Quando siete vicini e cari, diventate uno con Dio. Quando avete realizzato Dio, avete ottenuto ogni cosa.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1985
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Pensiero del Giorno del 14 Dicembre 2025
Gli Insegnamenti divini possono essere assimilati solo quando vi è fede nei Principi del Dharma. Quando vengono trascurati, tali Insegnamenti si trasformano in dischi di grammofono che girano invano, senza alcun effetto sui cuori.
Le esortazioni della Gita e le riflessioni di Arjuna ci offrono molti spunti di approfondimento. Nonostante la stretta amicizia con Krishna durata ben 84 anni, Arjuna non era idoneo a ricevere da Krishna l’esortazione divina della Gita. Quando Arjuna acquisì l’idoneità a ricevere gli insegnamenti e la beatitudine da Krishna? La acquisì solamente quando si arrese completamente, quando affermò la propria fede nella rettitudine e in Dio, e disse a Krishna: “Per me non c’è nessun altro all’infuori di Te“. Solo allora il cuore di Arjuna divenne puro.
Quando Krishna lo spronò a procedere e combattere la guerra, Arjuna con profondo rammarico Gli dichiarò: “Swami! Dopo aver ucciso così tanti stretti parenti ed una moltitudine di persone, a che serve il regno e i suoi agi? Non voglio affatto questo cibo di sangue. La Tua vicinanza è tutto quello che desidero. Il mio unico scopo è proteggere il Dharma“. Solo dopo questa ferma dichiarazione di Arjuna, Krishna decise di predicargli la Gita.
— Discorso Divino del 23 novembre 1969
Si può sviluppare Vishwa Prema (Amore Illimitato) mediante la pratica del Dharma. Esso è la più elevata Sadhana.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 13 Dicembre 2025
Dio non ha un nome specifico. Egli è presente in voi sotto forma di Atma. Cosa significa Atma? Significa soltanto Amore. È l’Amore che unisce tutti. Se assimilate questo principio di unità, allora tutto diventerà uno. Quando raggiungete questa unità, avrete purezza. Quando avrete purezza, allora l’Atmatatwa (Principio del Sé) si manifesterà in voi. Pertanto, dovete avere unità per raggiungere la divinità.
— Sri Sathya Sai Baba, 15 dicembre 2007
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Pensiero del Giorno del 13 Dicembre 2025
Per tutta la confusione e conflitti che prevalgono attualmente nell’uomo e nel mondo, i responsabili sono i sentimenti e i pensieri delle persone. Non dovremmo mai criticare gli altri sostenendo che ci hanno fatto del male, né vendicarci dicendo che ci hanno feriti. Quelle persone sono solo uno strumento.
È il male nella vostra mente che vi sta ferendo. Similmente, se qualcuno vi fa del bene, costui è solo uno strumento. È la conseguenza delle vostre stesse buone azioni che vi sta portando del bene. Pertanto, considerate qualunque cosa buona o cattiva vi accada come conseguenza delle vostre stesse azioni e non come grazia o punizione da parte di Dio.
Dio è come un postino. Il postino consegna una lettera ad un indirizzo e le persone in quella casa gioiscono per la buona notizia contenuta in essa. Egli consegna un’altra lettera ad una seconda casa e lì si lamentano per la cattiva notizia contenuta nella lettera. Il postino è forse responsabile della gioia o della tristezza dei destinatari delle lettere? No. È il contenuto delle rispettive lettere ad esserne responsabile. Quello che sperimentate sotto forma di gioia o dolore è conseguenza delle vostre stesse azioni. Dio è solo un testimone.
— Discorso Divino del 23 novembre 1994
Il bene che fate vi seguirà sempre e vi proteggerà.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 12 Dicembre 2025
Se volete realizzare Dio, se desiderate sperimentare la divinità presente in voi, se volete conoscere il vostro vero Sé, dovete sviluppare un Amore puro e incontaminato. Questo lega tutte le persone. È descritto come il legame dell’Amore (Prema-pasham).
— Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1996
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Pensiero del Giorno del 12 Dicembre 2025
L’uomo possiede in sé tutta la beatitudine, nonché tutto l’equipaggiamento necessario per svelarla; ma è intrappolato in una profonda ignoranza riguardo alle proprie risorse interiori. Può avere la pace suprema, però non si sforza di meritarla; i suoi tentativi sono indeboliti dal dubbio e dall’indecisione, pertanto sono destinati al fallimento.
Certamente, vi è un flusso dell’acqua sottoterra. Ma come possiamo trarne beneficio se non compiamo lo sforzo di scavare fino a quella sorgente? È necessario rimuovere una buona quantità del “desiderio-di-soddisfazione-sensoriale” prima che pace e gioia possano essere attinte dalla sorgente interiore. Essenzialmente le vostre vite sono della natura di Shanti (Pace); la vostra natura è essenzialmente Amore; i vostri cuori sono saturi di Verità.
Liberatevi degli impedimenti che ne ostacolano la manifestazione; non fate alcun tentativo in tal direzione, di conseguenza non vi è pace, né amore, né verità in casa, nella comunità, nella Nazione e nel mondo. Il marito e la moglie non vivono in concordia; il padre e i figli sono coinvolti in fazioni; perfino gli amici non si trovano d’accordo! I gemelli prendono strade diverse. Poiché vivono in un mondo competitivo e bellicoso di passioni ed emozioni. Solo quando Dio è la meta e la guida che ci può esservi vera Pace, Amore e Verità.
— Discorso Divino del 21 Febbraio 1974
Chiudete gli occhi e cercate di vedere dentro di voi. In questo processo, la beatitudine emergerà dal vostro interno.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 11 Dicembre 2025
Non sciupate i giorni nel cercare di ottenere l’abbondanza di beni materiali, i quali spesso sono impedimenti nel viaggio della vita. Il denaro va e viene; la moralità viene e cresce! Il denaro non è vera ricchezza; perde valore, gonfia l’ego e indurisce il cuore.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1970
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Pensiero del Giorno del 11 Dicembre 2025
L’uomo si sforza di procurarsi cibo, vestiario e alloggio per il bene del corpo; deve inoltre procurarsi alcune cose per mantenere la mente sana e felice. È la mente che condiziona persino il corpo. La mente è lo strumento, il volano, la più stretta compagna dell’uomo. Per mezzo di essa ci si può rovinare, oppure salvare. Se regolata e controllata, indirizzata correttamente, può liberare; se indisciplinata e a briglie sciolte, può intrappolare e legare strettamente.
Cercate di scoprire quando esattamente l’uomo sperimenta una pace piena e indisturbata. Scoprirete che è in pace solamente durante la fase del sushupti (sonno profondo). Infatti, in quel momento, i sensi sono inattivi, la mente è inerte e non è attaccata ai sensi, né ai loro oggetti. Quindi, quando i sensi vengono resi inefficaci nel trascinare fuori la mente, l’uomo può raggiungere la pace.
Questo è la vera sadhana, la sadhana fondamentale: il ritiro dei sensi dal mondo oggettivo (nivrittimarga). Addestrate la mente a soffermarsi sulle risorse interiori piuttosto che sulle attrazioni esteriori.
— Discorso Divino del 21 Aprile 1967
L’uomo diventa vittima dell’ignoranza, dell’oscurità e della brama se concede libertà illimitata ai suoi sensi.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 10 Dicembre 2025
Senza onde non può esserci oceano. Senza raggi non può esserci sole. Allo stesso modo, una persona senza Amore non può essere considerata un essere umano. Proprio come le onde stanno all’oceano e i raggi al sole, così l’Amore sta agli individui. Pertanto, gli individui dovrebbero riempire le loro vite di Amore.
– Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 2001
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Pensiero del Giorno del 10 Dicembre 2025
Il Divino deve essere onorato in ogni momento; quello che compiace il Divino deve essere compreso e seguito. Il Ramayana offre due esempi di vite consacrate in tale modo: quelle di Anjaneya e Lakshmana.
Anjaneya dedicò ogni istante della sua vita, ogni onda di pensiero, ogni minimo movimento muscolare, al suo Signore, Rama. Quando Rama lo inviò verso sud con la missione di cercare Sita, egli non fu né esaltato per essere stato così riconosciuto come uno strumento efficiente, né abbattuto per la natura pericolosa del compito. Sapeva che Rama gli avrebbe conferito l’abilità e la forza necessarie per portare a termine l’incarico; in realtà, ogni sua abilità e ogni sua forza erano “Doni Suoi“. Ritenere di essere uno strumento troppo debole, concluse, era un insulto all’Onniscienza e alla Grazia di Rama.
Anche Lakshmana era un eroe possente, poiché attingeva forza direttamente dal Divino. Non possedeva altra forza. Una volta, mentre si trovavano nella foresta come esiliati, Rama gli ordinò di scegliere un luogo adatto e costruirvi una capanna per Sita e per Sé. Lakshmana ne fu così profondamente turbato e addolorato che cadde a terra; si lamentò di essere caduto in disgrazia. “Ho forse una volontà distinta dalla Tua? Come hai potuto immaginare che potessi esercitare un giudizio indipendente e scegliere io stesso un luogo? Dimmi dove e come dev’essere costruita, e sarà fatto. Ma io non possiedo un giudizio mio; l’ho ceduto molto tempo fa“. Questa fu la risposta di Lakshmana.
— Discorso Divino del 21 Febbraio 1974
Se siete preoccupati significa solamente che non vi siete ancora completamente arresi a Dio. Colui che si è totalmente arreso al Signore non si preoccupa di nulla.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 09 Dicembre 2025
Un cuore senza Amore è come una terra arida. Coltivate l’Amore nei vostri cuori e redimete le vostre vite. Qualunque sia la vostra erudizione o ricchezza, senza Amore sono prive di valore. Senza devozione, tutte le altre conquiste sono inutili per realizzare Dio. Gli individui aspirano alla liberazione. La vera liberazione significa indipendenza dai desideri.
Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1994
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Pensiero del Giorno del 09 Dicembre 2025
La vera felicità può essere trovata solo nella Verità, non altrove. La beatitudine risiede là dove è la Verità. La Verità è presente dov’è presente la beatitudine. È stato detto: “Satyannasti paro dharmah – Non c’è Dharma superiore all’adesione alla Verità“. La vita umana si santifica solamente quando l’uomo realizza che non esiste Dharma al di sopra di Satya (Verità), che la Verità è la nostra qualità o natura fondamentale, l’Amore è il nostro sangue e la pazienza è il nostro principio fondamentale.
Ma, sfortunatamente, l’uomo si è incamminato in un viaggio riponendo fiducia nella propria mente. Il senso di benessere e sicurezza sfugge a coloro che ripongono fiducia nella loro mente. Al contrario, coloro che ripongono fede nel loro cuore supereranno facilmente gli ostacoli. Pertanto, coloro che considerano Dio presente nel proprio cuore sono i veri credenti.
La vita diventa sacra quando si sviluppa una salda fede in Dio e nel Dharma (Rettitudine). Solo questo tipo di fede può favorire pace, felicità e sicurezza. Coloro che si dedicano ad attività mondane senza fede in Dio e nella rettitudine non troveranno mai pace, felicità e sicurezza nella vita.
— Discorso Divino del 23 Novembre 1969
Perseguite la Verità vasta, cosmica, onnicomprensiva; non accontentatevi di miseri frammenti parziali di informazione; cercate il Conoscitore dietro al processo della conoscenza.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 08 Dicembre 2025
Qualsiasi imponente compito può essere compiuto tramite la preghiera. Pertanto, pregate Dio in silenzio. Non pregate per la realizzazione dei vostri meschini desideri. Rinunciate a ogni desiderio e pregate Dio con tutto il cuore, con amore. Troverete certamente soddisfazione nella vita.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 2004
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Pensiero del Giorno del 08 Dicembre 2025
Lo scopo della nascita umana non è quello di rinascere continuamente dal grembo di una madre, trascorrere la vita senza una meta e, infine, lasciare questo mondo! Vi è uno scopo ben preciso per cui si nasce in questo mondo. Pertanto, occorre realizzare tale scopo e santificare la propria vita. La nostra istruzione, il nostro lavoro e il denaro che guadagniamo – tutto deve essere impiegato in modo mirato.
Gli studenti di oggi stanno perseguendo l’istruzione al solo fine di guadagnarsi da vivere. Stanno acquisendo titoli di studio con il solo scopo di guadagnare denaro. Che grandezza c’è nello sforzarsi solo per riempirsi lo stomaco? Anche i cani e le volpi si riempiono lo stomaco! Avrete osservato al circo che persino le scimmie imparano diversi tipi di acrobazie e le esibiscono.
Voi, che siete nati come esseri umani, non dovreste comportarvi come cani, volpi e scimmie. Se lo fate, a che pro serve la vostra istruzione? L’istruzione che acquisite deve essere impiegata correttamente. Solo allora acquisirà significato e darà forza alla vostra personalità.
— Discorso Divino del 23 Novembre 2004
Ovunque vi troviate, dovete ricordare tre cose. Da dove siamo venuti? Dove ci troviamo attualmente? Qual è lo scopo del nostro venire qui?
Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 07 Dicembre 2025
Se si ha il desiderio di raggiungere la meta, si deve seguire il sentiero che conduce ad essa. Se volete raggiungere Dio dovete osservare le linee guida che Egli ha stabilito. Se percorrete questo sentiero, ogni passo vi avvicinerà a Dio. Quando dovete raggiungere un villaggio dovete alzarvi ed incamminarvi verso di esso; non sarà il villaggio ad alzarsi e a muoversi verso di voi! Quando volete raggiungere Dio, alzatevi e muovetevi.
— Sathya Sai Baba, 24 Dicembre 1972
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Pensiero del Giorno del 07 Dicembre 2025
Le persone pregano Dio per ottenere la Sua Grazia e le Sue benedizioni, ma prima dovrebbero conquistarsi il diritto a riceverle.
Ecco un piccolo esempio. Quando le persone viaggiano in autobus, la persona che sale per prima si siede sul primo posto, mentre quella che sale per ultima si siede sull’ultimo posto. Però, al momento di scendere dall’autobus, la persona seduta all’ultimo posto scende per prima e quella seduta al primo posto scende per ultima. In questo modo, la persona che sale sull’autobus per prima vi rimane per un periodo più lungo. Inoltre, se ha con sé un bagaglio con degli oggetti di valore, ha il tempo di raccoglierli con cura. Questo si chiama prapti (essere meritevole). Una persona con purezza di mente possiede tale condizione meritevole.
Pertanto, l’uomo dovrebbe lavare via i pensieri impuri dalla propria mente e colmarla di pensieri sacri. Soltanto allora potrà ottenere Jnana Drishti (visione della saggezza), che gli permetterà di vedere l’universo come la fulgida forma cosmica di Dio.
— Discorso Divino del 18 Aprile 1996
Piangete per il Signore, proprio come piansero Sakkubai e Mira, incapaci di sopportare il dolore della separazione. Esse poterono avere la Sua visione e ottenere la Sua Grazia soltanto in virtù di un desiderio così ardente.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 06 Dicembre 2025
La Parola Dio è l’indicazione che vi è Dio. Se non vi fosse Dio, la parola Dio non sarebbe sorta né avrebbe guadagnato popolarità. Voi potreste vedere Dio oppure no, ma la parola è la prova che vi è Dio. Dio è Onnipresente; Egli è nel passato, nel presente, nel futuro.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1970
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L’uomo e la divinità dimenticata
L’Advaita Vedanta, la scuola non dualistica della filosofia indù basata principalmente sugli insegnamenti di Śaṅkara, afferma che l’uomo è divino; ovvero, che è Dio e che deve solo ritornare a rendersene conto.
La realtà ultima e assoluta è Brahman. Brahman è non-duale, trascendente, immutabile, infinita Coscienza-Esistenza-Beatitudine, Sat-Cit-Ānanda. Questo Brahman non è “un dio” personale, bensì il substrato di tutto quello che esiste. È l’Identità Assoluta.
L’essenza più intima di ogni essere, il Sé o Ātman, non è il corpo, la mente o l’ego individuale. L’Ātman è identico a Brahman. La nota affermazione “Tat Tvam Asi – Quello tu sei“, espressa nei Veda (Mahāvākya), esprime proprio questo: la tua vera natura è Quello, è il Divino/Brahman.
Se siamo già Dio/Brahman, perché non lo sperimentiamo? Perché viviamo come individui limitati, sofferenti e separati?
L’Avidyā, o ignoranza metafisica, è la risposta perentoria fornita dall’Advaita. È il velo di Māyā, o potere velante, che ci fa identificare erroneamente con il corpo-mente (l’ego, o jīva), proiettando il senso di individualità e la molteplicità del mondo.
Il “ritorno” è la Realizzazione. Non si tratta di un viaggio fisico o di un’evoluzione verso qualcosa di esterno, bensì di un processo di rimozione delle identificazioni e auto-conoscenza (jñāna), attuato mediante l’indagine discriminante su “chi sono io?“. La devozione e le pratiche spirituali, o yogiche, fanno da supporto a tale processo finalizzato a rimuovere l’ignoranza metafisica. Rimosso lo strato velante, ci si “rende conto” – si realizza, per l’appunto – quello che si è sempre stati: Brahman.
Spesso, l’esempio che si porta per “abbozzare” una sorta di spiegazione soddisfacente per una mente che pretende di conoscere quello che è al di là della sua portata, ossia la Realizzazione, è il seguente: è come svegliarsi da un sogno in cui si era dimenticata la propria vera identità.
L’affermazione “l’uomo è già divino” non significa che la propria individualità, i propri desideri o il proprio ego siano Dio. Quello è il jīva, l’individuo apparente. La divinità è l’Ātman, il Sé nascosto dietro la cortina dell’ego. Pertanto, dire “io sono Dio” con l’ego è, per l’Advaita, il massimo dell’ignoranza.
Proprio come un contadino utilizza gli appropriati attrezzi per arare, seminare e coltivare le sue colture al fine di conseguire l’obiettivo, il raccolto, allo stesso modo il sadaka, o ricercatore spirituale, si avvale di specifici mezzi per rimuovere la sua ignoranza metafisica. Tali mezzi sono la devozione e i rituali prescritti dal cammino che intende seguire. Possono essere la preghiera, la recitazione di mantra, posture psicofisiche, auto-analisi, meditazione e satsang – ossia, la compagnia dei pii. Tutti questi mezzi, di per sé, non assicurano la Liberazione e l’Illuminazione, ma sono fondamentali alla propensione interiore di “raggiungere” il supremo scopo.
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Pensiero del Giorno del 06 Dicembre 2025
Non ci si deve esaltare per il piacere, né affliggersi per il dolore. Occorre sviluppare lo spirito di equanimità per progredire nella vita. Samatwam (equità) è essenziale affinché samajam (società) possa progredire. Sukhaduhkhe samekrutva labhalabhau jayajayau – si dovrebbe restare equanimi nella felicità e nella sofferenza, nel guadagno e nella perdita, nel trionfo e nel fallimento. Tuttavia, l’uomo, pur godendo di tutte le comodità e i piaceri, non riesce a sopportare nemmeno una piccola difficoltà. Si turba e si angoscia per il minimo problema!
Se chiedete a una persona benestante se è felice, cosa risponderà? Vi dirà: “Signore, non ho carenza di denaro. I miei figli sono ben sistemati nella vita. La mia casa è ben arredata con tutte le comodità e le convenienze. Ho tutto nella vita, tranne la pace della mente!“
Come si può ottenere la pace della mente? È possibile solo quando si realizza la propria divinità interiore. Perché non riusciamo a sperimentare la pace? Dove sta l’errore? Chiediamo continuamente agli altri: “Chi siete?” Ma non ci sforziamo di indagare dentro noi stessi: “Chi sono io?” Lì, sta l’errore. Una volta che realizzeremo chi siamo veramente, saremo liberi per sempre da dolori e difficoltà.
— Discorso Divino del 23 Novembre 2005
Si dovrebbe guardare dentro sé stessi per trovare la pace, e farlo con una mente purificata.
Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 05 Dicembre 2025
Dovete rendervi conto che non vi è nulla di più divino dell’Amore. L’Amore è Dio. Vivete nell’Amore. Questo è il vostro dovere. Colmate i vostri cuori d’Amore. Sarete allora liberi da ogni afflizione.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1997
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Pensiero del Giorno del 05 Dicembre 2025
Non lasciatevi appesantire dal sentimento che la condizione umana sia debole e soggetta a illusioni e ignoranza. Non è cosa facile nascere come essere umano. Se, tuttavia, non si realizza la propria vera natura e si immagina che Dio sia nel mondo esterno, questo è segno di completa ignoranza. Pertanto, senza perdere tempo, dedicatevi ai vostri doveri e intraprendete il cammino verso la realizzazione di Dio. Se desiderate adorare Dio, adorateLo unicamente nella forma umana. Tutte le altre forme sono artificiali e creazioni dell’immaginazione. Sono prodotti dell’illusione. Finché permane bhrama (illusione), Brahman non può essere esperito.
Numerose persone descrivono Dio in molteplici modi. Anche le scritture Lo descrivono in diversi modi. Gli esegeti si accontentano di recitare tali descrizioni, ma non cercano di fare esperienza del Divino.
Qual è la forma del Divino? Se desiderate vedere il Divino, la forma che concepirete sarà solo una caricatura. Considerate la vostra stessa forma come una manifestazione del Divino. Stimate voi stessi come divini. Rispettate gli altri. Amate voi stessi e amate gli altri. Questa è la vera adorazione.
— Discorso Divino del 23 Novembre 1988
Il microcosmo contiene in sé il macrocosmo, poiché microcosmo e macrocosmo sono manifestazioni dell’Unica Realtà.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 04 Dicembre 2025
Dio non ha né nascita né morte. Egli è al di là di ogni nome, forma e attributo. Dio è eterno. Non ha inizio, né metà, né fine. È onnipresente e testimone eterno.
Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 2004
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Pensiero del Giorno del 04 Dicembre 2025
Questo mondo è la giungla nella quale voi vagate; la paura è il leone che vi spinge sull’albero del samsara — le attività mondane. L’ansia è l’orso che vi terrorizza e segue i vostri passi nel samsara; così, scivolate giù negli attaccamenti e nelle azioni vincolanti, attraverso le radici gemelle della speranza e della disperazione. I due topi sono il giorno e la notte che rosicchiano la durata della vita.
Nel frattempo, cercate di afferrare un po’ di gioia dalle gocce dolci dell’egoismo e del senso del ‘mio‘. Scoprendo, infine, che le gocce sono insignificanti e irraggiungibili, gridate nell’agonia della rinuncia, invocando il Guru. Il Guru appare, sia dall’interno che da altrove, e vi salva dalla paura e dall’ansia. Quando chiamate con tutta sincerità, la risposta giungerà certamente.
Non pregate con le labbra, come fate ora, dalla stanza della Puja, che non è altro che un angolo della cucina; adorate il Signore con un occhio rivolto ai piatti che cuociono in forno, con il naso che inala avidamente il profumo dei curry in ebollizione. Rinunciate a tutti i bassi desideri e invocate col cuore angosciato.
— Discorso Divino del 24 Novembre 1965
Il Nome del Signore deve essere sempre pronunciato con gioia, gratitudine, esultanza, consapevolezza dell’unicità e dello splendore. Ditelo con amore, ditelo con sincero anelito.
Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 03 Dicembre 2025
Dio è e può essercene solo Uno, non molti! “C’è un solo Dio ed Egli è onnipresente! C’è una sola religione, la religione dell’Amore. C’è una sola lingua, la lingua del cuore“. Dio deve essere visualizzato mediante una costante disciplina spirituale. Non abbiate dubbi né esitazioni.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1970
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Pensiero del Giorno del 03 Dicembre 2025
Ogni essere umano deve essere considerato un Avatar, poiché ognuno possiede in sé un qualche aspetto del Divino. È perché egli discende dal Divino che ha diritto ad essere chiamato Avatar. Dio non dona all’uomo una visione separata del Divino in alcun’altra forma.
Elefanti, topi o esseri umani sono forme simili a recipienti. Quando vanno all’oceano della Divinità si riempiono dell’acqua della Divinità secondo la propria forma. Le forme possono essere differenti, tuttavia l’acqua che contengono è l’essenza della Divinità. Ecco perché si dice che lo stesso Dio si trova in tutti gli esseri umani.
Non è necessario recarsi in un luogo diverso alla ricerca di Dio. Onorate ogni essere umano. Mostrate Amore verso ogni persona. L’Amore non è un raccolto che può essere coltivato sulla terra, né una merce acquistabile in un negozio. Sia che si tratti di un potentato o di un comune mortale, solo quando si abbandona l’orgoglio egoistico e si è pronti al sacrificio, l’Amore fiorirà dentro di sé.
— Discorso Divino del 23 Novembre 1988
Il vasto mondo che vediamo è la forma cosmica e divina di Dio. Ma esso ci appare mondano perché lo osserviamo con una visione mondana.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 02 Dicembre 2025
La vita umana trova il suo compimento nel servizio che si rende senza alcun pensiero di ricompensa, con un atteggiamento di altruismo. Il servizio reso con questo spirito illumina l’interiorità oscura dell’uomo, amplia il cuore, purifica gli impulsi e conferisce una felicità duratura.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 1970
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Pensiero del Giorno del 02 Dicembre 2025
I Veda, gli Shastra (scritture) e i Purana (testi mitologici) propongono molti ideali di vita. Tuttavia, il loro principio fondamentale è l’unità o l’unicità nell’apparente diversità. Ekam Sat Viprah Bahudha Vadanti – La Verità è una, ma i saggi la chiamano con nomi diversi. Questo principio unificato, ovvero l’Atma, è presente in tutto il corpo, dalla testa ai piedi.
Ecco un piccolo esempio. Supponete di coprire una candela accesa con un vaso in cui sono stati praticati dieci fori. A causa di questi dieci fori, la stessa singola fiamma appare come dieci fiamme diverse. Ora, coprite il vaso con un panno spesso e non vedrete alcuna fiamma. Potreste pensare che non ci sia alcuna fiamma, ma questo è un errore. Non state riconoscendo la luce dell’Atma che è sempre presente nel vostro stesso corpo. Il Param Jyoti (la Suprema Fiamma Divina) viene dimenticato e come risultato l’uomo si trova ad affrontare afflizioni e tribolazioni.
Essa vi è invisibile nonostante la sua presenza ardente perché l’avete coperta con il panno spesso del Tamo Guna (qualità dell’inerzia). Quando il panno viene rimosso, vedrete dieci fiamme. E quando il vaso del Rajo Guna (qualità della passione) viene rotto, ciò che rimane è la stessa singola fiamma, che è onnipresente.
— Discorso Divino del 08 Maggio 1997
L’uomo deve trascendere i Guna per realizzare il suo vero Sé.
Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 01 Dicembre 2025
Potete intraprendere qualsiasi compito, ma non pregate Dio per il compimento dell’incarico assunto. Piuttosto, lasciate tutto alla Sua Volontà. Abbiate piena fede che Egli farà quello che è bene per voi. PregateLo dicendo: “Oh Dio, ti prego, prenditi cura dei nostri bisogni in ogni momento della nostra vita“. Quando svolgete i vostri doveri, abbandonando ogni cosa alla Volontà di Dio, otterrete certamente successo nelle vostre azioni.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Dicembre 2004
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Pensiero del Giorno del 01 Dicembre 2025
Considera, oh uomo, se tu provi alcuna gioia duratura dal tuo affanno, dalla tua levata al mattino sino al momento in cui ti corichi alla sera, una fatica incessante e senza limiti, un affanno che spesso non ti concede neppure un attimo per richiamare alla mente lo splendore e la maestà di Dio! Non c’è da meravigliarsi, sebbene Dio sia ovunque, che coloro che Lo hanno visto siano pochi e rari.
Govinda, come dice il proverbio, appartiene a tutti, ma sono ben pochi quelli che Lo rivendicano come tutto loro. In migliaia esaltano la bellezza e la maestà di Dio in splendide prose o poesie, ma solo poche contate anime condividono la Sua Grazia. Infatti, la dolcezza dell’ambrosia è nota solo a coloro che la pongono sulla lingua, non a coloro che la raccolgono in coppe, scrigni o addirittura barili!
Vi furono tre mistici dell’Andhra che ebbero il nettare sulla lingua, per così dire, e poterono quindi cantare l’estasi che sperimentavano, il Dio che realizzarono. Essi furono Potaraju, Goparaju e Tyagaraju (Pothana, Ramadas e Tyagaraja). Essi erano costantemente consapevoli del Principio Divino, dell’ordito e della trama, della causa e dell’effetto, dell’inizio e della fine dell’intero cosmo. Non si discostarono neppure un poco dal sentiero della devozione e dell’assorbimento in Dio. Erano convinti di non potersi affidare a nessun altro se non a Lui, come Signore e protettore.
— Discorso Divino del 30 Luglio 1978
Se il devoto ha dedicato tutto sé stesso – corpo, mente ed esistenza – al Signore, sarà Egli stesso a prendersi cura di ogni cosa.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 30 Novembre 2025
La ricerca di Dio non significa fare bhajan, japa, adorazione e attività simili. Queste sono soltanto mezzi per raggiungere la concentrazione mentale e ridurre i desideri e le avversioni.
Perché gridare chiedendo: “Dove è Dio?“
Egli risiede nel cuore.Rendete servizio e ricevete amore.
In questo modo sperimenterete la beatitudine della realizzazione del Sè.— Sri Sathya Sai Baba, 17 Novembre 1985
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Pensiero del Giorno del 30 Novembre 2025
La scuola è sempre una dimora di Dio. Trattarla come un caravanserraglio, una prigione o una casa di correzione, è sacrilegio. Trattatela come un luogo sacro, dove Saraswati, la divinità che presiede alla conoscenza e alle arti, è presente e viene adorata. Allora, in quell’atmosfera di riverenza, gli alunni si modelleranno in esempi degni per il mondo intero. Prendendosi cura in questo modo, l’insegnante manifesterà un amore intelligente verso il bambino. Stimolerà gli alunni ad armonizzare la loro condotta con l’atmosfera sacra della scuola.
Dopotutto, anche la madre del bambino può ignorare alcune sue mancanze o persino apprezzare certe sue particolarità, ma gli insegnanti devono essere abbastanza vigili da rilevarle e correggerle con dolce e soave persuasione.
L’alunno certamente ascolterà e obbedirà, se percepirà la sincerità che sta dietro l’amore dell’insegnante. Se, invece, l’insegnante predica l’amore ma si comporta come se non ne avesse, la persuasione non avrà successo.
— Discorso Divino del 30 Luglio 1978
La radice è l’educazione, e il frutto è la virtù. Diversamente, tutta l’istruzione è una perdita di tempo e denaro.Con Amore,
Baba -
Il seme e l’albero
Nel viaggio che conduce alla meta naturale dell’uomo, la realizzazione del Sè, ci sono due costanti obiettivi: l’illuminazione vera e propria, quella che anticipa la Liberazione, e le piccole illuminazioni intermedie, ossia piccole liberazioni. Questo concetto viene spesso metaforizzato con una scala, la cui interezza rappresenta l’elevazione del percorso spirituale verso il fine ultimo della vita, mentre i singoli pioli, o gradini, simboleggiano le piccole illuminazioni. Le storielle zen si prefiggono di favorire tali piccole illuminazioni, precursori di quella finale.
Le storielle zen, non vanno paragonate alle brevi storielle, le Chinna Katha, raccontate da Sri Sathya Sai Baba.
In linea generale, le Chinna Katha sono racconti a carattere pedagogico, finalizzate a comprendere un principio morale, etico o interiore attraverso un episodio semplice. Le storielle zen, koan o aneddoti di maestri zen, sono spesso paradossali o aperte, destinate a far superare la logica ordinaria, provocando, di conseguenza, un’intuizione immediata, una piccola illuminazione, o satori. Il significato della storiella in sé non viene esplicitamente espresso.
Sempre il linea generale si potrebbe dire che le prime sono propedeutiche alla condizione richiesta dalle seconde. Le Chinna Katha instradano l’individuo alla riflessione, a renderlo pronto a cogliere quello che ha sempre avuto davanti agli occhi, pur senza rendersene conto, poiché limitato dalla logica mondana. Lo zen tenta di indurre quello che si chiama lo shock illuminativo, puntano a scardinare i concetti e sospendendo il giudizio.
Il maestoso albero, le cui fronde donano frescura e riposo al viandante, nasce da un piccolo seme. Oh uomo, siediti ai piedi dell’albero e realizza il seme!
La prima parte di questo koan descrive un fatto naturale, semplice e incontrovertibile. Il maestoso albero imponente, che offre riparo e conforto, ha un’origine umilissima: un piccolo seme. Chiunque sa che l’albero nasce da un seme. Questa è la logica formale: il velo da squarciare che tutti abbiamo davanti agli occhi.
La seconda parte è l’istruzione, il cuore del koan. Il maestro si rivolge direttamente al discepolo, di riflesso anche a noi, e lo invita ad un’azione paradossale: sedersi sotto l’albero per “realizzare il seme“, non per godere solo della frescura e dell’ombra, ossia i “frutti” dell’albero.
La scena nel suo complesso ci comunica anche qualcos’altro di importante: in entrambi i casi – rappresentati dal viandante, o mondo fenomenico, e dal meditante, o cammino spirituale – si deve essere nei pressi dell’albero, ovvero frequentare il giusto ambiente, o atmosfera, che induca il viandante a diventare meditante, e il meditante a raggiungere lo scopo.
L’albero simboleggia quella zona in cui l’aderenza alla morale, all’etica e ai Valori Umani favoriranno nell’uomo che li addotta a trasmutarsi in un ricercatore e a superare anche tale stadio.
Un altro insegnamento implicito è relativa al culto e alla ritualità. Questi non devono essere considerati il fine, ma solo i mezzi necessari a provocare la trasmutazione, l’avanzamento spirituale. In altri termini, la riduzione degli strati che velano la propria vera natura.
In tutto questo, dove trova posto il Maestro?
Il Maestro non rientra nella scena. Egli è la voce fuori campo. Egli è al di là della mondanità e della strada atta a trascenderla. Egli è il richiamo della Meta. È per tale motivo che non si diventa mai davvero Uno con il Maestro: dopo essersi identificati con Lui, abbandonando l’individualità si è una cosa sola con Lui. L’onda emersa dall’Oceano si riimmerge in esso. L’individualità è pura illusione. Nulla si è davvero mosso. Il seme e l’albero sono mutevoli, quindi apparenti. Nel silenzio interiore, messa da parte la mente, si lascerà affiorare il principio che si cela dietro la loro apparenza. -
Daily Sadhana del 29 Novembre 2025
Qual è la natura dell’Amore divino? Quando pregate Dio dovreste avere il sentimento di totale resa. Se siete veramente desiderosi di realizzare Dio, se avete fame e sete di Dio, allora dovreste coltivare questo Amore totalizzante. Dovreste cercare di sperimentare l’unione con il divino.
— Sri Sathya Sai Baba, 23 Novembre 1996
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Pensiero del Giorno del 29 Novembre 2025
Che cos’è, secondo voi, il servizio? Voi ritenete che aiutare le persone in difficoltà sia servizio. No. Non è così semplice. Il vostro corpo dovrebbe essere costantemente impegnato nel servire gli altri. Il corpo umano è composto da diverse membra. Tutte queste membra sono destinate ad essere impiegate nel servire i vostri simili e non per altre attività. Purtroppo, stiamo dimenticando questo fatto fondamentale.
Ogni arto del corpo umano è stato concesso da Dio per il karmopasana (adorazione di Dio mediante il servizio). Il karmopasana è l’unico mezzo attraverso il quale la vita umana può essere santificata. Costruiamo diversi templi. Intraprendiamo varie sadhana. Ma tutto questo può darci solo una soddisfazione temporanea, non una gioia eterna.
I nostri antichi rishi sono stati in grado di raggiungere la gioia eterna attraverso uno sforzo consapevole. Pertanto, dovete sviluppare una salda fede nella verità che nulla può offrire gioia eterna se non il servizio all’umanità. Intraprendete il servizio all’umanità sofferente.
— Discorso Divino del 01 Gennaio 2004
Il Signore amerà soltanto coloro che amano gli altri. Se desiderate conquistare l’Amore del Signore dovete necessariamente amare gli altri.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 28 Novembre 2025
Il servizio è il mezzo primario per acquisire la Grazia divina. Non si può diventare un valido leader senza essere un devoto seguace. Senza essere un kinkara (colui che è pronto a compiere qualsiasi lavoro), non si può diventare un sankara (il divino). Ognuno deve realizzare questa verità. Il servizio alla società è il più elevato bene.
— Sri Sathya Sai Baba, 17 Novembre 1985
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Pensiero del Giorno del 28 Novembre 2025
Ogni cosa che esiste in questo mondo oggettivo è temporanea e irreale. Pertanto, dobbiamo contemplare l’eterna Verità e Realtà. Non si dovrebbe sprecare il proprio tempo rimuginando sul passato o anticipando il futuro. È una grande follia preoccuparsi del futuro o del passato, dimenticando il presente. Solo il presente è reale. Il passato è passato; non potete riaverlo indietro, per quanto possiate pregare per esso. Il futuro è nascosto nel grembo del tempo. Non è possibile visualizzarlo. Ne consegue che solo il presente è importante.
Non riuscendo a realizzare questa verità, le persone si preoccupano del passato e del futuro. L’attività principale a cui l’uomo dovrebbe dedicarsi è il servizio ai propri simili. Invece, stanno sprecando il loro prezioso tempo preoccupandosi del passato o del futuro.
Dunque, Incarnazioni dell’Amore!
Dovreste sempre impegnarvi nel servizio ai vostri simili. Non vi è sadhana (esercizio spirituale) più elevata di tale servizio.— Discorso Divino del 01 Gennaio 2004
Dobbiamo costantemente impegnarci nel servizio al prossimo. Dio ci ha dato questo corpo esclusivamente a tale scopo.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 27 Novembre 2025
Non danneggiate mai la fede altrui nella divinità. Incoraggiate gli altri ad avere tale fede dimostrando nella vostra stessa vita che la virtù è essa stessa una ricompensa, che la divinità è omnipervadente e omnipotente.
— Sri Sathya Sai Baba, 25 Ottobre 1965
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Pensiero del Giorno del 27 Novembre 2025
La ricchezza può venire e andare. La forza può crescere o decadere. Tutte le cose nel mondo possono svanire. Tuttavia, una cosa è imperitura e immutabile: è l’Amore Divino permanente. Tutte le altre forme di amore non sono affatto vero amore. Sono attaccamenti temporanei e mondani, basati su desideri fisici, comunitari o di altro tipo. Il vero Amore è collegato unicamente all’hridaya (cuore).
L’uomo di oggi non sta coltivando un tale Amore immutabile e duraturo. Egli sta sprecando la propria vita perseguendo attrattive temporanee. Vagando senza meta alla ricerca di piaceri effimeri e triviali, l’uomo è immerso in ogni sorta di afflizioni. Egli può scoprire il proprio vero sentiero solo cercando l’illuminazione spirituale.
Spiritualità non significa compiere rituali di adorazione. Essa richiede la rimozione dei tratti animaleschi nell’uomo. Solo allora sorgeranno in lui sentimenti sacri. Questa è la vera spiritualità. Considerate tutti gli esseri come figli di Dio. Non nutrite malanimo verso nessuno. E proprio a causa dell’odio e dell’inimicizia che l’umanità è sprofondata nella violenza e nello spargimento di sangue.
— Discorso Divino del 23 Novembre 1993
Uno dovrebbe donare liberamente il proprio amore agli altri e ricevere amore in cambio. Questo è il profondo significato della vita umana.
Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 26 Novembre 2025
Il karma yoga insegna come devono essere compiute le azioni. Esso prescrive il dovere per il dovere. Rende l’uomo capace di riconoscere l’immagine del divino in lui stesso. La retta azione e il controllo dei sensi sono essenziali per la coltivazione dell’Amore universale e della bontà. Sono il fondamento per una vita buona.
— Sri Sathya Sai Baba, 17 Novembre 1985
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Pensiero del Giorno del 26 Novembre 2025
Il cuore è la sorgente della gioia. Quella sorgente deve essere sollecitata mediante la costante meditazione, la recitazione e la dimora intermittente sulla Gloria, la Grazia e le inesauribili manifestazioni del Signore: smarana, chintana e manana. Attenetevi saldamente alla meta; il bhakta (devoto) non deve mai voltarsi indietro. Non cedete mai al dubbio o alla disperazione.
Una persona che guida un’automobile si concentra sulla strada, poiché desidera salvare sé stessa e gli altri da un incidente. La paura è quella che induce, nel suo caso, la concentrazione unidirezionale. L’Amore è una forza ben maggiore per ottenere la concentrazione. Se avete Amore saldo e risoluto, la concentrazione diviene intensa e incrollabile. La fede si sviluppa in Amore, e l’Amore si traduce in concentrazione. La preghiera è possibile e comincia a dare frutto in tali condizioni.
Pregate, usando il Nome come simbolo del Signore; pregate mantenendo tutte le onde della mente placate. Pregate come adempimento di un dovere per la vostra stessa reale esistenza, come unica giustificazione per la vostra venuta al mondo in qualità di esseri umani.
— Discorso Divino del 23 Novembre 1961
Possiamo ottenere la beatitudine eterna sviluppando una relazione permanente con Dio, che è eterno e immutabile, non con le relazioni mondane.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 25 Novembre 2025
La fiducia in sé stessi è alla base della fede. Come può un uomo che non è sicuro del proprio futuro nei prossimi giorni avere fede in Dio? Solo chi ha fiducia in sé stesso può avere fede in Dio.
Sri Sathya Sai Baba, 17 Novembre 1985
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Pensiero del Giorno del 25 Novembre 2025
Dovete dedicarvi alla sadhana – una continua e consapevole sadhana (pratica spirituale). Il simbolo sulla Bandiera di Prashanti deve essere chiaramente compreso da tutti.
Sconfiggete il desiderio, la collera, l’odio, e muovetevi nell’immensità dell’Amore equanime e imparziale verso tutte le cose create, e allora sarete idonei allo yoga (comunione interiore con il Divino), che schiuderà i petali del vostro cuore. Allora, dal profumo e dalla bellezza di quel loto emergerà la fiamma della jnana (saggezza spirituale), che dissiperà la maya (illusione del mondo) fino a quando voi e la jyoti (fiamma) diverrete una cosa sola.
È quando vi avvicinate alla fiamma che essa appare in tutta la sua maestà, in tutta la sua travolgente grandezza. Supponete di vederla piccola, cosa indica questo? Non che essa sia piccola, ma che voi siete lontani! Ricordate, il Sole e la Luna appaiono enormi e più grandi delle stelle, perché sono vicini, mentre le stelle sono lontane. Avvicinatevi al Signore e realizzatelo com’è grande; non restate lontani a blaterare che Egli è piccolo!
— Discorso Divino del 23 Novembre 1961
La purezza di cuore e il dominio sui sensi – se possedete queste due credenziali, la Grazia è un vostro diritto.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 24 Novembre 2025
Oggi migliaia di persone si sono riunite qui (per festeggiare il compleanno). Cosa le ha riunite? L’Amore è la ragione principale. Senza Amore, pochi di voi sarebbero venuti da luoghi tanto lontani. Come si esprime questo Amore? È un processo di dare e ricevere. Dovete ricevere l’Amore di Dio e offrire il vostro amore. Ma entrambi sono lo stesso Amore. L’Amore di Dio si riflette in voi.
— Sri Sathya Sai Baba, 23 Novembre 1996
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Pensiero del Giorno del 24 Novembre 2025
Abbiate Amore e ananda (beatitudine divina) nel vostro cuore. L’ananda scaturisce dalla vista pura, dall’udito puro, dalla parola pura e dalle azioni pure. Il giorno in cui vi stabilirete in questa ananda, quel giorno sarà il Mio Compleanno per voi.
L’Avatar (Incarnazione Divina) è l’Atma-shakti (potere dell’Anima Suprema) che ha indossato il manto della kriya-shakti e della yoga-shakti (potere dell’azione e potere della comunione Divina). Generalmente, l’Avataraṇa (il processo dell’incarnazione) è descritto come una ‘discesa‘ da uno stato superiore a uno inferiore. Ma, no! Quando il bambino nella culla piange, grida e implora aiuto, la madre si china e lo prende tra le braccia. Il suo chinarsi non può essere descritto come una ‘discesa‘.
Se guadagnate i requisiti necessari, l’Incarnazione verrà a salvarvi. Se, al contrario, moltiplicate i vostri demeriti e discendete sempre più in basso, come potete essere salvati?
— Discorso Divino del 22 Novembre 1978
Diventate consapevoli dell’Unità del genere umano; promuovete con amore e servizio la gioia e la contentezza di tutti sulla terra e colmate i vostri cuori di tale aspirazione. Allora, esso diventa il Sai Mandir. Da quel momento Io sono dove voi siete.Con Amore,
Baba -
Daily Sadhana del 23 Novembre 2025
State sicuramente pensando al regalo che dovete offrire a Swami per questo Compleanno. Potete rallegrarvi di aver offerto a Swami un dono appropriato solamente quando amate i vostri simili, condividete le loro sofferenze e vi impegnate a servirli. Questo è l’unico regalo che desidero. Il dono offerto a Dio deve essere Amore puro, costante e altruistico.
— Sri Sathya Sai Baba, 23 Novembre 1982