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Data: 19 Luglio 1970
Occasione: Guru Purnima
Luogo: Prasanthi Nilayam
Guru Purnima è sacra per molte ragioni: in questo giorno, il ricercatore che soffre dell’illusione che il mondo oggettivo sia reale quanto egli stesso viene guidato alla Verità; in questo giorno, coloro che non hanno avvertito l’impulso di esplorare la Realtà sono ispirati a cercare la sorgente della Beatitudine dentro di loro; in questo giorno, i discepoli offrono gratitudine ai Piedi del precettore per il dono della luce; in questo giorno, i pellegrini ai Piedi di Loto di Dio studiano le guide e le mappe. Quando il Sole sorge, il mondo è benedetto con calore e luce. Quando il Guru benedice, il discepolo ottiene Pace e gioia. Guru Purnima non termina quando diventa domani. Non è una data segnata sul calendario. Sono tutti i giorni in cui la mente dell’uomo, la cui divinità che la presiede è la Luna, è Purna (Piena), con freschi e ristoratori raggi, che riceve, in primo luogo, dal Sole (Intelligenza). La mente deve trarre illuminazione dall’intelletto, la facoltà discriminante, e non dai sensi, che sono forze illusorie. Quando il desiderio sensuale offusca la mente, non può ottenere pace e gioia.
Non coltivate un attaccamento eccessivo alle cose del mondo, che attraggono i desideri carnali e le brame sensoriali. Verrà un momento in cui dovrete partire a mani vuote, lasciando tutto ciò che avete faticosamente accumulato e orgogliosamente chiamato vostro. Le persone che vivono a Prasanthi Nilayam, così come quelle che vi giungono per un breve soggiorno, hanno dozzine di valigie, scatole e pacchi, recipienti di varie dimensioni in abbondanza – in realtà, un intero carico di pentole e padelle. Ma guardate i sadaka americani che sono qui. Sono venuti attraverso oceani o continenti, per migliaia di miglia, con una valigia, un tappeto coperta ed un bicchiere di metallo. Trascorrete la maggior parte del vostro tempo a preoccuparvi dei beni che accumulate intorno a voi.
Sto insistendo su cinque punti di disciplina per i residenti permanenti di Prasanthi Nilayam. Vi parlerò di questi punti poiché le vostre case e i vostri villaggi devono essere trasformati in Prasanthi Nilayam. Essi sono: (1) Silenzio. Questo è il primo passo nella sadhana; rende facili gli altri passi. Promuove l’autocontrollo; riduce le occasioni di rabbia, odio, malizia, avidità, orgoglio. Inoltre, potete udire i Suoi Passi solo quando il silenzio regna nella mente. (2) Purezza: è la porta verso la Divinità. La purezza interiore ed esteriore sono essenziali, se desiderate installare Dio nel vostro cuore. (3) Servizio: il servizio vi salva dall’agonia che provate quando un altro soffre; amplia la vostra visione, espande la vostra consapevolezza, approfondisce la vostra compassione. Tutte le onde sono nello stesso mare, dello stesso mare, si fondono nello stesso mare. Il seva vi insegna ad essere saldi in questa conoscenza. (4) amore: non calcolate né pesate la reazione, il risultato o la ricompensa. L’amore chiama; l’amore risponde. L’Amore è Dio, vivete nell’Amore.
(5) Assenza di odio: Adhweshta Sarva Bhoothanam — nessun essere deve essere considerato secondario, inferiore, insignificante o sacrificabile. Ognuno ha il proprio ruolo assegnato nel dramma progettato dall’Onnipotente. Non disprezzate, insultate o ferite alcun essere; poiché Egli è in ogni essere e il vostro disprezzo diventa un sacrilegio.
Provate esaltazione mentre adorate un idolo di pietra scolpita nel tempio. Quanto più esaltati dovreste essere mentre adorate lo stesso Dio che risiede nei templi-cuore degli uomini e delle donne intorno a voi! E non solo nelle forme umane; in ogni uccello, animale, albero, ciottolo e granello di polvere! Eknath, il santo del Maharashtra, aveva questa Visione.
La Grazia di Dio non può essere ottenuta con la mera ripetizione delle Sue Glorie; pronunciate il Nome di Dio, con la Sua aureola di significato chiara nella mente e impregnata nelle vostre azioni e nei vostri sentimenti. Gli americani che hanno cantato i bhajan hanno ora prestato attenzione al raga e al thala (melodia e ritmo); hanno anche appreso il significato di ogni canto e cantano dal cuore. Così rispettano anche il bhava. Pertanto bha(va), ra(ga), tha(la) — Bharatha — dà loro il diritto di essere chiamati Bharathiya! La cultura di Bharata è costruita su rathi (attaccamento) a Bhagavan; anche questo essi lo possiedono, e quindi le loro pretese acquistano maggiore forza.
Il Guru ricorda al discepolo l’inevitabilità della morte e la natura transitoria dell’esistenza sulla terra. Quando Yajnavalkya decise di ritirarsi nella foresta per una vita di ascetismo, chiamò davanti a sé le sue due mogli e propose di dividere tra loro le ricchezze che aveva accumulato. Prima di accettare la sua parte, Maithreyi chiese al marito se le ricchezze l’avrebbero aiutata a realizzare la Verità e a raggiungere l’Immortalità. Quando le fu risposto che erano ostacoli e non aiuti, rifiutò di esserne gravata. Nachiketas rifiutò il dono dell’impero, dell’opulenza e degli anni di vita sana. Prahlada impartì la stessa lezione ai suoi compagni di gioco. Buddha cercò di risolvere il mistero della sofferenza; la rinuncia all’attaccamento fu il primo passo nella sadhana che intraprese.
Essi avevano fede implicita nell’esistenza di Dio; le loro vite ruotavano sull’asse di quella fede. Ma ora la gente ostenta la propria mancanza di fede; grida che Dio non esiste, perché non Lo hanno trovato durante la propria ricerca. Ora, la parola Dio ha acquisito uso proprio a causa dell’esistenza di Dio. Una parola nasce dalla lingua delle persone per indicare un oggetto o un’idea che esse hanno conosciuto. Un’entità inesistente non avrà un’etichetta per identificarla! Parole che indicano cose inesistenti come “fiore del cielo“, “madre sterile“, “corno di lepre“, sono soltanto parole composte. Le parole cielo e fiore sono separate e l’assurdità nasce solo quando vengono unite; stessa cosa per le parole sterile e madre, lepre e corno. Ogni parola esprime un’esperienza; ogni esperienza è conseguenza di un desiderio; ogni desiderio è progenie dell’impatto di un oggetto sui sensi; il mondo oggettivo è la sovrapposizione della molteplicità sull’Uno; questa sovrapposizione è maya; maya è posseduta e riconosciuta come “mia” — “mama, maya” — dal Signore. È una manifestazione del Lila (Gioco Divino, Arte divina), l’espressione dell’insorgere dell’ego nell’Assoluto! Il Guru vi insegna questo e vi dice come squarciare il velo di maya. L’uomo, che è fondamentalmente simile alle bestie, può vagare in due giungle: la non-vedica e la vedica. In quella non-vedica, la vita è nutrita dal vivente; la ferinità impera; i maestri sono impigliati in squallidi intrighi; sono più interessati ad allungare le mani nei vostri portafoglio, piuttosto che vegliare sul vostro cuore o sulla vostra mente; sono più interessati alla vostra fortuna che al vostro destino. Nella giungla vedica, prevalgono calma e quiete. La maestà leonina, nella forma delle anime realizzate, vi risiede gioiosamente. Il silenzio penetra nel cuore e tutti i misteri diventano chiari. Siate semplici e sinceri. È puro spreco di denaro appesantire le immagini e gli idoli nei santuari e negli altari delle vostre case con il peso delle ghirlande, e ostentare costosi utensili, recipienti e offerte, per esibire la vostra devozione. Questo è inganno; degrada la Divinità, attribuendoLe il desiderio di sfarzo e pubblicità. Io chiedo solo purezza di cuore per riversare la Grazia. Non ponete distanza tra voi e Me; non interponete le formalità della relazione Guru–sishya (precettore-discepolo), né le distinzioni di livello della relazione Dio-devoto, tra voi e Me. Io non sono né Guru né Dio; Io sono voi; voi siete Me; questa è la Verità. Non vi è alcuna distinzione. Ciò che appare tale è illusione. Voi siete onde; Io sono l’Oceano. Sappiate questo e siate liberi, siate Divini.
Una forte volontà è il miglior tonico; la volontà diventa forte quando si è consapevoli di essere figli dell’immortalità, o persone che hanno ottenuto la Grazia del Signore.
Sri Sathya Sai Baba