Pensiero del Giorno del 23 Aprile 2026
Qualsiasi oggetto che offriamo a Dio nel culto – come la foglia, i fiori, l’acqua e tutti gli altri – hanno un significato allegorico. La parola foglia non si riferisce al tulsi o a qualunque altra foglia: il nostro corpo è la foglia. Il nostro corpo viene offerto a Dio come una foglia sacra. Poiché questo corpo è pervaso dai tre guna, lo consideriamo una foglia e lo offriamo a Dio.
La parola pushpa designa il fiore del cuore. I fiori di cui parliamo in riferimento a Dio non sono i fiori del campo, che appassiscono. Allo stesso modo, la parola frutto indica il frutto della mente: significa che dobbiamo compiere le nostre azioni senza attendere alcuna ricompensa, e, se l’azione è compiuta in tale spirito, diventa un sacro sacrificio. L’acqua non è quella che si attinge dai rubinetti: sono le lacrime di gioia che sgorgano dal profondo del vostro cuore.
Non dovete offrire foglie raccolte dagli alberi, che sono cose esterne, né fiori dalle piante del giardino, né acqua attinta dal pozzo, né frutti presi altrove, bensì tutto quello che proviene dall’albero del vostro corpo, che è sacro a Dio. Qualunque offerta facciate, quando offrite quelle cose nate dall’albero del vostro corpo, il pieno merito vi sarà elargito.
— Summer Showers del 1972 a Brindavan – cap 17
L’unico modo per superare la sofferenza è offrire sé stessi a Dio.
Con Amore,
Baba
