Pensiero del Giorno del 18 Giugno 2026
Anche quando la moglie di Dharmaja fu umiliata in piena corte, egli mantenne la mente rivolta con fermezza verso Krshna. Anche quando Ashvatthama massacrò gli innocenti Upapandava, egli continuò a pensare a Dio con una mente salda, pura e serena. Bhima fu legato mani e piedi e gettato in un fiume infestato da serpenti velenosi. Anche in simili circostanze, Dharmaja conservò il suo equilibrio. Questo fu possibile perché egli era in grado di trascendere sia le gioie sia i dolori, attingendo al principio non-duale della Divinità. Solamente attraverso la percezione della Verità fondamentale si sviluppa una mente stabile.
L’intelletto trascende la mente, e la sua purezza si rispecchia quindi nella mente stessa. Non basta limitarsi alla meditazione o al canto del nome di Dio come sadhana. La vera sadhana che dobbiamo intraprendere è la coltivazione della purezza del cuore. In realtà, la purezza del cuore è essa stessa il raggiungimento della saggezza, ed è in questo stato di saggezza che la mente rimane immobile. Dharmaja aveva raggiunto questo stato.
Vi sono innumerevoli devoti simili in questo mondo. Ma ve ne sono altri il cui equilibrio è turbato dalle gioie e dai dolori del mondo. Per superare questa natura incostante della mente, occorre realizzare la propria natura divina, che nutre e sostiene l’equanimità.
— Discorso Divino del 05 Ottobre 2000
Dio non si rifletterà in una mente colma di simpatie, antipatie e desideri, né in una mente turbata da pensieri impuri.
Con Amore,
Baba
