Pensiero del Giorno del 24 Agosto 2026
Ci sono due verità che ogni pellegrino o devoto deve accettare: (1) la devozione deve essere piena, libera e completa, e (2) la Divinità deve essere concepita come piena, libera e completa. In altre parole, oggi la devozione è quasi sempre soltanto “a tempo parziale“. Vale a dire che, ogniqualvolta la malattia, la sconfitta o la delusione vi assalgono, vi rivolgete a Dio e pregate al fine di ottenere la Sua Grazia; ma quando siete felici, prosperi, in salute e in buone condizioni, ignorate Dio e sostenete che tutto questo sia dovuto alle vostre capacità e ai vostri successi.
Quando splende il sole, Dio viene ignorato; Lo si cerca soltanto quando sopraggiunge la notte. La devozione deve perdurare e fiorire, senza essere influenzata dal tempo, dal luogo o dalle circostanze. Anche Dio deve essere sperimentato nella Sua pienezza, e l’Ananda di tale esperienza deve diventare un possesso permanente.
È impossibile fare esperienza di Dio e, al contempo, parlare di Lui. Espressioni quali Sarvajna (onnisciente) e Sarvavyapi (onnipervadente) vengono usate dalle persone poiché, fin dai tempi antichi, gli anziani e i santi le hanno adoperate; è impossibile per chiunque fare l’esperienza più piena e completa di queste qualità della Divinità e, nello stesso tempo, parlare di tale esperienza.
— Discorso Divino del 30 Agosto 1974
La devozione sincera e la fede incrollabile non possono mai mancare dall’ottenere la Grazia.
Con Amore,
Baba
