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Le domande del giovedì – PdG del 19/02/2026
Al fine di stimolare una maggiore riflessione in merito al PdG odierno, proponiamo le seguenti 5 domande.
1. Nella gestione della vita quotidiana, con i suoi conflitti e le sue aspettative, inserita in un contesto di una società che valuta le relazioni anche in termini di reciprocità e riconoscimento, l’invito a dimenticare il male subito e il bene reso al prossimo, può essere vissuto come una forma di distacco virtuoso, senza scivolare nell’indifferenza o nella mancata richiesta di giustizia? Vale a dire, si riesce nel proprio quotidiano a dimenticare sinceramente il male ricevuto e il bene compiuto, oppure si alimentano interiormente risentimenti e aspettative che vincolano al ciclo di nascita e morte?
2. Nel corso dell’intera giornata, si mantiene costantemente il pensiero rivolto a Dio, oppure la mente viene assorbita prevalentemente dalle preoccupazioni del mondo? Detto in altri termini, in che misura la consapevolezza della presenza divina permea ogni azione quotidiana in tutto il periodo di veglia, al di là della semplice recitazione del Nome?
3. In che modo l’indicazione di “non credere nel mondo” può trasformarsi da un principio di distacco filosofico in un atteggiamento concreto di interazione con la realtà, senza cadere in una forma di disimpegno o rifiuto preconcetto? In altre parole, si è realmente liberi dall’attaccamento ai risultati delle proprie azioni, oppure si agisce ancora nell’attesa di riconoscimento, gratitudine o ricompensa?
4. Il cammino spirituale viene intrapreso come autentico percorso di trasformazione interiore, oppure viene vissuto come uno scambio, una forma sottile di “business” con i suoi dare ed avere? Traducendo il tutto: quali sono i segni rivelatori che indicano che il proprio “sentiero spirituale” si sta trasformando in una transazione, in un affare, e quali strumenti si possono attivare per riconoscere e correggere questa deriva?
5. L’essenzialità del “non avere paura della morte” viene proposta come pilastro quotidiano. Nella pratica di tutti i giorni, cosa significa realmente addestrarsi a questa mancanza di paura e come influenza le scelte, le priorità e il modo di relazionarsi con la condizione intrinsecamente limitata e temporanea dell’esistenza umana? Vale a dire, la consapevolezza della morte viene accolta con serenità e comprensione del suo significato, oppure permane un timore che rivela attaccamento e mancanza di una salda fede interiore di fronte alla vanità del mondo?
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La proposta di auto indagine del giovedì
In merito al PdG del giovedì, proponiamo alcune domande per favorire una maggiore riflessione
1. Quanto si è disposti ad accettare con fiducia gli eventi della vita, anche quando appaiono difficili o dolorosi, senza giudicarne la frequenza e l’intensità? In altre parole, in quale misura viene realmente accettata la volontà di Dio, anche quando si manifesta attraverso situazioni non piacevoli e incomprensibili?
2. Come può essere mantenuta ferma la determinazione spirituale di fronte alle prove, senza cedere alla tentazione di abbandonare il cammino a causa delle difficoltà incontrate? Vale a dire, quando si è di fronte alle difficoltà quotidiane, o prove, viene mantenuta la fermezza nella devozione o si tende ad abbandonarla?
3. Qual è il rapporto tra sofferenza e crescita interiore, e in che modo le esperienze amare possono rivelarsi necessarie per il conseguimento di un bene superiore? Ossia, si è disposti a vedere nel dolore uno strumento di crescita spirituale, oppure si continua a rifiutarlo come qualcosa da evitare a tutti i costi?
4. Fino a che punto si è disposti a trasformare se stessi attraverso il sacrificio e la purificazione – come il metallo nel fuoco o il diamante sotto il taglio – per raggiungere una condizione di autentico Amore Divino? In modo più diretto, nelle critiche o nel giudizio altrui, si riesce a preservare l’Amore Divino senza lasciarsi condizionare?
5. Che significato assume l’abbandono totale, o resa alla Volontà Divina, e come si manifesta concretamente nel distacco dal desiderio di ottenere qualcosa da Dio? Più semplicemente, si vive nella costante richiesta a Dio, oppure si riesce a lasciare con fiducia ogni cosa nelle Sue mani, riconoscendo il Suo benefico Amore?
Di norma la proposta delle domande inerenti al PdG del giovedì, finalizzate ad una più profonda auto indagine, le pubblichiamo il giovedì sia sul nostro canale Telegram Sathya Sai – Pensiero del Giorno [Official], sia sulla NL.