Pensiero del Giorno del 19 Settembre 2026
Il cuore del devoto trabocca d’amore per il Signore mediante il costante ricordo e la continua recitazione del Suo Nome. Da questo flusso d’amore scaturisce la devozione. Chi si nutre del nettare della bhakti non desidererà null’altro. Non essere turbati dalla gioia o dal dolore, dal guadagno o dalla perdita, dalla lode o dal biasimo, e rimanere saldi ed incrollabili nella fede: questo è il segno distintivo della vera devozione.
L’affetto, l’attaccamento e il desiderio sono qualità naturali nell’uomo. Quando queste qualità sono rivolte a Dio e ci si dedica continuamente a buone azioni, esse acquistano purezza e sacralità. Allora l’uomo non solo diventa una grande anima, ma può divenire divino.
Il devoto è sempre consapevole che l’universo è una manifestazione del Divino ed è pervaso dal Divino. La sua vita si fonda sul riconoscimento dell’immanenza di Dio in ogni cosa. Questo stato mentale è chiamato Prema Advaitam (unità nell’Amore). Attraverso questo Amore, il devoto sperimenta la propria unità con il Divino. Assaporando la beatitudine di questa esperienza, il devoto non desidera neppure la moksha. L’incessante Amore per il Signore è tutto per lui. Tale devozione è conosciuta come Ananya-bhakti.
— Discorso Divino del 19 Gennaio 1986
La devozione è la panacea di tutti i mali. Non vi è alcun Veda o Shastra superiore alla devozione. L’Amore Divino racchiude in sé tutte le azioni sacre.
Con Amore,
Baba
