Pensiero del Giorno del 28 Ottobre 2026
Nessun uomo colmo di avidità, paura e collera può conseguire alcunché in questo mondo. L’avidità viene per prima. I desideri eccessivi degradano l’uomo. Non potete rinunciare interamente ai desideri, ma dovreste porre loro un limite. Quando lo oltrepassa, l’uomo si smarrisce.
I desideri sono terribilmente pericolosi. Il nemico di oggi può diventare l’amico di domani e viceversa. I desideri, invece, sono nemici perenni: perseguitano l’uomo senza tregua. La Gita dichiara che il desiderio è il Nithya Shatru (nemico eterno) dell’uomo. Il desiderio deve, quindi, essere tenuto sotto controllo.
Preda dell’inquietudine, l’uomo cerca il Divino con vari mezzi. Ma perché non riesce a realizzare il suo desiderio? Qual è la causa della sua sofferenza? È forse dovuta a un desiderio insoddisfatto, o al fallimento dei suoi sforzi? È infelice perché non ha ottenuto vari beni o non ha vinto alla lotteria? Lamentandosi per simili inezie, oggi l’uomo dimentica la propria divinità. Queste non sono affatto vere difficoltà. La vera causa della sofferenza è l’attaccamento al corpo, l’identificazione di sé stessi con esso. Ogni sofferenza nasce dai sentimenti di “io” e “mio“. È essenziale, innanzitutto, ridurre il dehabhimanam (attaccamento al corpo).
— Discorso Divino del 01 Aprile 1995
Affetto, attaccamento e desiderio sono qualità naturali nell’uomo. Quando sono rivolte a Dio e ci si dedica costantemente a buone azioni, queste qualità acquistano purezza e sacralità.
Con Amore,
Baba
