Pensiero del Giorno del 04 Novembre 2026
Desidero ricordarvi che non vi sono para (altri) che possano ricevere da voi upakaram (favori); le persone che considerate para sono voi stessi, proprio voi stessi. Tutti sono onde che si alzano e si abbassano, avanzano e si ritirano sull’oceano di cui sono parte integrante. Pertanto, chi può aiutare chi? Chi fa un favore a chi? A chi appartiene la mano che aiuta? Ogni aiuto è rivolto a sé stessi e proviene da sé stessi.
Il dolore di cui soffre un altro e che voi tentate di lenire, è in realtà il vostro stesso dolore;; quando ponete fine al suo dolore, è il vostro dolore a cessare. Il servizio può essere efficace solo quando i sentimenti di ” io ” e ” mio ” lasciano il posto a ” Dio ” e ” di Dio “. Solo quando la vostra attenzione è interamente assorbita dal corpo e dalle sue necessità, l’egoismo acquista forza. Quando rivolgete l’attenzione all’Antaratma (Sé interiore), che è Dio, allora trovate lo stesso Dio in tutti, e un’ondata di riverenza vi pervade e feconda ogni vostra azione. La Sadhana è necessaria per riorientare l’attenzione dal Deha al Dehi, dal corpo a Colui che vi dimora.
Tutti gli esseri sono come fiori che sbocciano e appassiscono prima che il giorno finisca; ma, come in una ghirlanda, sono uniti da un unico filo eterno e indistruttibile, chiamato Brahman. Radicate nella vostra mente questo Bhava-advaitam (atteggiamento non duale); renderà il vostro servizio più gioioso, più fecondo, più dolce e gradito a chi lo riceve.
— Discorso Divino del 04 Novembre 1965
Solo l’uomo che rinuncia al proprio interesse personale, che considera l’altrui felicità come propria e si dedica al benessere del prossimo è una persona veramente altruista. Il Signore amerà soltanto coloro che amano gli altri.
Con Amore,
Baba
